20 Maggio 2015, h. 10:12

ASSEMBLEA 2015 – Nutrire la piccola impresa, energia per la crescita – Highlights

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OLTRE META (51,9%) DEL VALORE AGGIUNTO DA PICCOLE IMPRESE
Le piccole imprese pesano per il 51,9% del valore aggiunto totale prodotto dal totale delle imprese.

PICCOLI GRANDI MAKERS
L’Italia è il primo Paese europeo per numero di occupati nel settore manifatturiero in micro e piccole imprese (MPI) fino a 20 addetti, con 1.503.515 addetti, pari al 22,8% del totale UE.

 

LA TECNOLOGIA MADE IN ITALY PER LA FABBRICA GLOBALE: I MACCHINARI
Nel 2014 le esportazioni di Macchinari e apparecchiature arrivano a 74.194 milioni di euro, pari al 4,6% del Pil; il saldo del commercio estero arriva al massimo storico del 3,1% del Pil.

 

AL TOP IL FOOD MADE IN ITALY
Nel 2014 il made in Italy alimentare registra il record storico delle esportazioni pari all’1,8% del Pil, con un valore di 28.357 milioni di euro di vendite all’estero di prodotti alimentari e bevande.

 

UN TUNNEL LUNGO 1.158 GIORNI
L’economia italiana è entrata in recessione nel terzo trimestre del 2011: il Pil è diminuito per 13 trimestri su 14, un tunnel lungo – anche tenendo conto della temporanea risalita del terzo trimestre 2013 – ben 1.158 giorni in cui si sono persi 79,9 miliardi di Pil (-4,9%, valutato su base annua a prezzi 2010).

 

CRESCITA “ZEROVIRGOLA”
Le più recenti previsioni della Commissione europea dello scorso 5 maggio indicano per il 2015 una crescita dell’Italia dello 0,6% che sale all’1,4% nel 2016. Per quest’anno tra i maggiori Paesi europei l’Italia rimane l’unica economia a crescita “zerovirgola”: nel 2015 la Spagna cresce del 2,8%, il Regno Unito del 2,6%, la Germania dell’1,9% e la Francia dell’1,1%, portando l’Eurozona ad un tasso di sviluppo dell’1,5% e l’intera Unione Europea dell’1,8%.

 

612 EURO ALL’ANNO PER OGNI ITALIANO IL COSTO DELLA MAGGIORE AUSTERITY
Nell’arco dei sette anni che comprendono il 2008 e il 2014 ogni cittadino italiano ha sopportato un costo della maggiore austerity – consistente in una minore spesa primaria e/o un maggiore prelievo fiscale rispetto alla media dell’Eurozona – pari a 612 euro all’anno.

 

ASIMMETRIE DEL MERCATO DEL LAVORO: CALO RAPIDO E RISALITA TROPPO LENTA
Tra il picco pre-crisi (aprile 2008) e il picco negativo di settembre 2013 si è registrata una perdita di 1.108.000 occupati, con una velocità di caduta di 17.000 occupati al mese, mentre la successiva fase di lento recupero ha registrato una crescita di 70.000 occupati, con una velocità di risalita di soli 4.000 occupati al mese. Complessivamente dal picco pre-crisi gli occupati sono scesi di 1.038.000 unità, con una perdita di 12.000 unità al mese.

 

L’ANNO CHE VERRA’ PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO
L’esame dei documenti di programmazione della finanza pubblica italiana emanati nell’arco di un decennio evidenzia che in 8 casi su 10 il debito pubblico viene previsto in diminuzione nell’anno successivo alla pubblicazione del documento, ma in 7 casi su 8 la previsione non è stata confermata. Negli altri 2 casi, successivi all’esplosione della Grande recessione, il debito fu previsto in salita e, naturalmente, la previsione si è avverata; peraltro, in questi due casi, era previsto un calo del debito per il secondo anno successivo alla previsione che, però, non si è realizzato.

 

FILIERE GLOBALI E LE MINACCE AL ‘FULL MADE IN ITALY’
In molti comparti vi sono quote rilevanti del fatturato realizzato all’estero da imprese a controllo nazionale che sono destinate ad essere esportate in Italia e in particolare in alcuni settori tradizionali del made in Italy quali le Tessili e confezionamento di articoli di abbigliamento, in pelle e pelliccia con il 51,2%, Articoli in pelle con il 42,2%, Mobili e altre industrie manifatturiere 24,9% e Alimentari e bevande con il 13,9%.

 

334 MILA IMPRESE ARTIGIANE ESPOSTE ALLA CONCORRENZA SLEALE DEL SOMMERSO E DELL’ABUSIVISMO
In Italia la spesa per beni e servizi che contengono lavoro irregolare è superiore del 75,5% alla media Ue. Nei settori con una più alta esposizione al fenomeno della concorrenza sleale del sommerso – Altri servizi alla persona con un tasso di irregolarità del 24,5%, Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione con il 22,1% e Trasporto e magazzinaggio con il 19,5% – operano 333.748 imprese artigiane, pari ad un quarto (24,0%) dell’artigianato italiano.

 

ITALIA A 7° POSTO IN UE PER SPESA PUBBLICA PRIMARIA, MA SCENDE AL 23° POSTO PER CONDIZIONI PER FARE IMPRESA
L’Italia risulta al 7° posto nell’Unione Europea per livello della spesa pubblica primaria (46,3% del Pil) ma retrocede al 23° posto per condizioni favorevoli per ‘fare impresa’, sulle quali hanno grande rilevanza la qualità dei servizi pubblici.

 

IN ITALIA UNA MINORE SPESA PUBBLICA PER INVESTIMENTI PARI A 57,3 MILIARDI IN 10 ANNI
Il gap della spesa pubblica per investimenti con l’Eurozona equivale – a prezzi correnti – a minori investimenti pubblici in 10 anni (2006-2015) pari a 57,3 miliardi di euro.

 

DRIVER PER IL RECUPERO DEGLI INVESTIMENTI: SPESA DELLE IMPRESE PUBBLICHE NAZIONALI VALE 15,9 MILIARDI, PARI AD 1 PUNTO DI PIL
La spesa per Beni e opere immobiliari e per Beni mobili, macchinari delle Imprese pubbliche nazionali vale, in media annua, 15.923 milioni di euro, pari a 1,0% del Pil; tale categoria di soggetti incrementa del 52,1% la spesa pubblica per investimenti delle Amministrazioni pubbliche.

 

SPENDING REVIEW: 15 COMMISSARI, 33 DOSSIER, SPESA CORRENTE PRIMARIA +107,2 MILIARDI
Nell’alternarsi di 15 tra Commissari e Consiglieri specializzati in spending review e la pubblicazione di 1.174 pagine in 33 rapporti e dossier la spesa Corrente primaria è salita di 107,2 miliardi di euro (+18,1% rispetto al 2007, pari ad un incremento di 5,6 punti di Pil), la spesa per investimenti è scesa di 9,2 miliardi (-20,1%); in parallelo le entrate fiscali sono salite di 77,2 miliardi (+3,5 punti di Pil) e il Pil a prezzi costanti è caduto dell’8,2%.

 

Il Rapporto “NUTRIRE LA PICCOLA IMPRESA, ENERGIA PER LA CRESCITA” è disponibile nell’area riservata del portale.

 

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