Confartigianato http://www.confartigianato.it Il nuovo portale di Confartigianato Imprese Wed, 29 Jun 2016 13:32:58 +0000 it-IT hourly 1 STUDI – Venti evidenze-chiave dell’11^ Rapporto “L’economia ibrida, valori artigiani e tecnologie digitali” http://www.confartigianato.it/2016/06/studi-venti-evidenze-chiave-dell11-rapporto-leconomia-ibrida-valori-artigiani-e-tecnologie-digitali/ http://www.confartigianato.it/2016/06/studi-venti-evidenze-chiave-dell11-rapporto-leconomia-ibrida-valori-artigiani-e-tecnologie-digitali/#respond Wed, 29 Jun 2016 07:00:51 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44819

economia ibridaINCERTEZZE GLOBALI E BASSA CRESCITA – L’ancora basso ritmo di crescita mette in evidenza il ritardo del recupero per l’economia italiana: nel confronto internazionale effettuato nell’arco del decennio 2007-2017 gli Stati Uniti

registrano un PIL in salita del 14,9%, l’euro zona segna una crescita cumulata del 4,2% mentre l’Italia registra un livello del PIL inferiore del 6,1% rispetto a quello di dieci anni prima.

Nella media primi quattro mesi del 2016 la produzione manifatturiera con la composizione settoriale dell’artigianato registra una crescita dell’1,7% a fronte del calo del 2,1% rilevato nello stesso periodo dello scorso anno.

Per la gestione della crisi dei migranti nel 2016 l’Italia registra una spesa pubblica pari a 3.431 milioni di euro.

Nel 2016 l’economia del Regno Unito è la seconda dell’Ue a 28 con un Prodotto interno lordo che vale 2.761 miliardi di euro, il 16,8% dell’intera Unione. Con la riduzione del PIL determinata dalla Brexit e il minor ritmo di crescita, nel 2020 l’“Unione a 28 meno 1” sarà sorpassata dalla Cina.

Persiste un ampio divario nel costo del credito tra le micro e piccole imprese e quelle medio grandi; nel 2015 si osserva uno spread di 248 punti base nel costo del credito tra una micro impresa (4,28%) e una grande impresa (1,80%, più che dimezzato).

NON C’È RIPRESA SENZA PICCOLA IMPRESA – Tra i maggiori Paesi europei l’Italia presenta la più alta quota di occupati in micro e piccole imprese manifatturiere con meno di 20 addetti (38,9%), davanti a Spagna (31,2%), Francia (21,9%), Regno Unito (17,3%) e Germania (14,8%).

Negli ultimi dodici mesi le esportazioni dei settori di MPI ammontano a 115.972 milioni di euro pari al 7,0% del PIL.

Nicchie tricolori: 149 prodotti in cui l’Italia è esportatore leader nell’UE a 28.

Il 36% delle MPI indica che nel proprio settore di attività il fenomeno della delocalizzazione produttiva all’estero è elevato. In relazione ai flussi di offshoring e reshoring mentre il 11,1% dei piccoli imprenditori osserva una riduzione del fenomeno di delocalizzazione, più del doppio (26,1%) segnala un aumento della delocalizzazione produttiva nel proprio settore.

L’ECONOMIA IBRIDA, VALORI ARTIGIANI E TECNOLOGIE DIGITALI –  E’ del 30% la quota di MPI digitali, pari a 183.303 imprese fino a 20 addetti con 626.754 occupati.

Sono 800.305 le imprese artigiane in settori interessati da Internet delle cose (Internet of Thing, IoT). Sono 31.361 le MPI fino a 20 addetti operano nei settori di offerta delle tecnologie digitali producendo macchine e apparecchiature che integrano meccanica, elettronica e Ict e danno lavoro a 171.266 addetti pari a quasi un quarto (23,9%) dell’occupazione del settore.

VERSO LA POST-AUSTERITY – Dalla sottoscrizione del Fiscal compact del 2 marzo 2012 alla comunicazione interpretativa del Patto di stabilità e crescita che inaugura l’epoca della flessibilità del 13 gennaio 2015: sulla base della distanza tra queste milestones temporali, l’austerità nell’Unione europea è durata 1.047 giorni.

Lo spread fiscale con l’euro zona nel 2016 scende a 1,7 punti di PIL tornando ai livelli del 2007, ma rimanendo ancora superiore allo 0,5 punti di dieci anni fa; nel 2016 lo spread fiscale vale 28,0 miliardi di euro ed è pari a 461 euro per abitante.

Paradossi della spesa per welfare: per 1 euro speso per giovani e famiglie si registrano 11,23 euro spesi a favore di pensioni e sanità per anziani.

Il ritardo infrastrutturale dell’economia italiana: a fine 2015 in Italia l’82% delle imprese italiane considera le infrastrutture inadeguate come un problema per l’azienda, quota di 36 punti superiore al 46% rilevato nella media dell’Ue a 28.

Il prelievo per una micro impresa tipo localizzata nei Comuni inefficienti – e quindi beneficiaria di un livello più basso dei servizi – è del 6,9% superiore a quello di una analoga impresa che opera nei Comune efficienti, pari ad un maggiore esborso di 283 euro.

25,3 miliardi di euro di imposte e contributi versati da imprese che lavorano con PA utilizzabili per la compensazione debiti/crediti.

L’86% degli imprenditori italiani indica la complessità burocratica come un problema per attività di impresa, 24 punti superiore al 62% della media Ue.

In cinque anni i prezzi dei Servizi a regolamentazione locale sono saliti del 17,5%, ben 13 punti percentuali in più rispetto al 4,5% registrato per l’indice generale dei prezzi al consumo.

Le partecipate pubbliche operano frequentemente al riparo dai meccanismi concorrenziali: il 95% delle Amministrazioni Locali affida i servizi pubblici con modalità diretta, ovvero senza procedure ad evidenza pubblica.

Tutti i dati e le analisi nell’11^ Rapporto “L’economia ibrida, valori artigiani e tecnologie digitali”, con gli highlights contenuti nell’Elaborazione “I numeri-chiave dell’11^ Rapporto”. Clicca qui per scaricarli.

On line anche l’infografica del Rapporto. Clicca qui per scaricarla.

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TRIENNALE – Le biciclette artigiane tornano protagoniste a ‘New Craft’ http://www.confartigianato.it/2016/06/triennale-biciclette-artigiane-tornano-protagoniste-a-new-craft/ http://www.confartigianato.it/2016/06/triennale-biciclette-artigiane-tornano-protagoniste-a-new-craft/#respond Tue, 28 Jun 2016 22:29:48 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44846

New-Craft-5-Frames-1000x667Il ‘su misura’ artigiano continua a dare il meglio di se’ alla mostra ‘New Craft’, presso la Fabbrica del Vapore, uno degli appuntamenti clou della XXI Triennale internazionale del design in corso a Milano. Il 29 giugno tornano protagoniste le biciclette, per la precisione i telai con 5 interpretazioni realizzate da altrettanti artigiani di tutto il mondo. L’iniziativa è promossa da Confartigianato e Columbus Cinelli che hanno chiesto a 5 telaisti, giovani e maestri affermati, di produrre un telaio che interpretasse la loro visione della bicicletta. All’appello hanno risposto Richard Sachs (USA), Karen Hartley (UK), Cherubim (Giappone), Baum Cycles (Australia), Mercer Bikes (Sud Africa). Le loro opere, veri capolavori di creatività artigiana, sono arrivate in Italia e debutteranno domani sera alle 18 a ‘New Craft’ dove rimarranno in esposizione fino al 12 settembre. All’evento di di presentazione Confartigianato ha chiamato due maestri italiani, Dario Pegoretti e Doriano De Rosa, che racconteranno la loro esperienza di artigiani e il loro rapporto con un mercato sempre più mondiale.
La bicicletta artigiana è infatti un movimento globale fatto di maestri e giovani artigiani che in tutto il mondo realizzano capolavori su misura a partire da otto tubi.
E non poteva esserci palcoscenico migliore per parlarne ed ammirarli  di ‘New Craft’, la mostra che celebra l’incontro tra saper fare artigiano e tecnologia e la sua dimensione di nuova economia internazionale.

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ASSEMBLEA 2016 – Fisco, lavoro, economia. Le richieste degli imprenditori italiani dall’Assemblea 2016 di Confartigianato http://www.confartigianato.it/2016/06/fisco-lavoro-economia-le-richieste-degli-imprenditori-italiani-dallassemblea-2016-di-confartigianato/ http://www.confartigianato.it/2016/06/fisco-lavoro-economia-le-richieste-degli-imprenditori-italiani-dallassemblea-2016-di-confartigianato/#respond Tue, 28 Jun 2016 15:54:49 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44822

assemblea_2016Fisco, credito, economia e lavoro. Il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, dal palco dell’Auditorium della Conciliazione di Roma ha passato in rassegna i nodi cruciali che oggi soffocano le imprese italiane. Di fronte a lui, seduti in platea ad ascoltarlo, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e centinaia di rappresentanti della politica italiana e delle istituzioni. Quasi 1700, invece, i delegati del nostro Sistema arrivati da tutta Italia per celebrare i 70 anni di attività di Confartigianato. Un anniversario storico, che conferma l’impegno per le piccole imprese dall’immediato dopoguerra, con il fondatore Manlio Germozzi, alle battaglie di questi duri anni di crisi economica. Nel 1946 – ha esordito il Presidente Merletti nella sua relazione – le prime associazioni locali di mestiere si mettevano insieme per dare vita alla nostra Confederazione. Un Sistema che innervava il territorio nazionale fungendo da tessuto connettivo e che era in grado di dare solidità e qualità alla spinta produttiva che stava appena ricominciando. Nasceva così dal basso e con varietà e vitalità pari alla spumeggiante voglia di impegnarsi, un corpo intermedio che sarebbe stato protagonista della vita del Paese, con responsabilità, competenza e impegno. Eravamo noi, Confartigianato, ha ricordato il Presidente Giorgio Merletti dal palco della Conciliazione di Roma.
L’attualità politica ed economica non porta buone notizie. La recente decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione europea ha gettato nel panico le borse europee e calato nell’incertezza il futuro comunitario. Soprattutto, però, ha messo a nudo i limiti di una comunità troppo lontana dalla realtà. È questa Europa troppo burocratica, incapace di muoversi in modo coeso, lontana dalle aspettative degli Stati e dei popoli che la compongono, che deve cambiare e diventare un’Europa veramente unita, solidale, democratica, capace di far valere peso economico e ruolo politico sulla scena mondiale”, ha detto senza mezzi termini il Presidente Merletti.
L’Italia continua ad offrire più ostacoli che opportunità alle micro e piccole imprese. A cominciare dal cuneo fiscale sul lavoro dipendente, che ha raggiunto il 49%, e da un fisco che ruba tempo e denaro agli imprenditori.
“Le misure adottate nell’ultimo anno per attenuare il carico tributario sulle imprese sono un segnale positivo. Ma non bastano. Perché lo spread fiscale tra Italia ed Europa è sempre troppo elevato: 28 miliardi nel 2015. In pratica, i cittadini italiani pagano 461 euro di tasse in più all’anno rispetto alla media europea. E il total tax rate, cioè la somma di tutte le imposte e tasse pagate dall’impresa al lordo dei profitti, è pari al 64,8%, il più alto in Europa”, ha denunciato Merletti.
Inevitabile un passaggio sul difficile rapporto tra credito e piccole imprese. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, in quattro anni i finanziamenti agli artigiani sono diminuiti di 11 miliardi di euro. E sul fronte del Fondo centrale di garanzia, le notizie non sono migliori. Se davvero si vogliono sostenere le piccole imprese, è anche tempo che l’attività del Fondo centrale di Garanzia ritorni ad essere dedicata esclusivamente a loro – ha chiesto Merletti – Oggi, infatti, la maggior parte delle risorse del Fondo viene utilizzata dalle banche per garantire vecchio credito, con pochi vantaggi per le imprese, ma grande beneficio per il loro capitale di vigilanza”.
La situazione per le piccole imprese resta difficile. Nonostante questo, però, il tessuto imprenditoriale italiano è vivo e dinamico. Lo ha ricordato il Presidente Merletti dal palco della Conciliazione, annunciando l’accordo con i sindacati per la riforma del modello contrattuale e illustrando i numeri sull’innovazione digitale e sull’export delle piccole imprese.
La risposta del Governo è arrivata dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, che ha illustrato le prossime iniziative di Palazzo Chigi. “Penso che dobbiamo fare in modo che le imprese possano sviluppare la loro azione al meglio, senza impedimenti, senza vincoli inutili ed inopportuni. Questo significa lavorare sulla semplificazione della pubblica amministrazione e sul peso della tassazione. In più – ha aggiunto il Ministro Poletti – abbiamo un tema che riguarda il cuneo fiscale sul lavoro, che oggi è molto forte e che va ridotto. Naturalmente, questa è una di quelle scelte che deve essere compatibile con il bilancio dello Stato. Noi abbiamo fatto della riduzione della pressione fiscale una priorità della nostra azione di governo. Queste sono le iniziative che metteremo in campo per aiutare le imprese a crescere”.
Come da tradizione, infine, durante l’Assemblea annuale è stato consegnato il Premio Giano, che quest’anno è andato a Confartigianato Bolzano per l’impegno che dal 1995 mette in campo con la partecipazione alle WorldSkills, i campionati mondiali dei mestieri artigiani, per la promozione e la valorizzazione della formazione professionale. Il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, ha premiato il Presidente Gert Lanz e i ragazzi che si sono imposti nell’ultima edizione di San Paolo del Brasile.

Guarda lo Speciale Assemblea 2016 del TG@ di Confartigianato, clicca qui.

Per visualizzare e scaricare le foto dell’Assemblea 2016 clicca qui.

Sfoglia le infografiche dell’Assemblea, clicca qui.

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MULTIMEDIA – Assemblea 2016: le foto dell’Assemblea nazionale http://www.confartigianato.it/2016/06/multimedia-le-foto-dellassemblea-nazionale-2016/ http://www.confartigianato.it/2016/06/multimedia-le-foto-dellassemblea-nazionale-2016/#respond Tue, 28 Jun 2016 15:15:26 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44812

Foto_Assemblea 2016

Le fotografie dell’Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese, che si è svolta oggi a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono disponibili sul nostro canale Flickr cliccando QUI

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COMUNICATO –  Assemblea 2016: con Brexit, in fumo 727 milioni di export delle piccole imprese nel Regno Unito http://www.confartigianato.it/2016/06/comunicato-con-brexit-in-fumo-727-milioni-di-export-delle-piccole-imprese-nel-regno-unito/ http://www.confartigianato.it/2016/06/comunicato-con-brexit-in-fumo-727-milioni-di-export-delle-piccole-imprese-nel-regno-unito/#respond Tue, 28 Jun 2016 14:51:10 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44802

united kingdom exit from europe relative image

Negli ultimi dodici mesi (aprile 2015-marzo 2016) l’Italia ha esportato nel Regno Unito beni e servizi per 22.579 milioni di euro.

Le esportazioni in Gran Bretagna di prodotti manifatturieri nei settori a più alta concentrazione di piccole imprese sono pari a 7.538 milioni di euro, rappresentano il 33,4% dell’export complessivo Oltremanica ed incidono per lo 0,52% del valore aggiunto italiano.

Il settore di piccole imprese con maggiori vendite nel Regno Unito è l’alimentare, con 1.972 milioni di euro, seguito da abbigliamento (1.381 milioni), pelle (1.051 milioni), mobili (939 milioni), prodotti in metallo (894 milioni), tessile (424 milioni), legno con 106 milioni.

L’impatto della Brexit sulla domanda di importazioni del Regno Unito provocherà minori esportazioni italiane dei settori a maggiore concentrazione di piccole imprese per 727 milioni di euro.

La regione più esposta sul fronte dell’export delle piccole imprese in Gran Bretagna è il Friuli-Venezia Giulia, seguita da Veneto, Toscana, Emilia-Romagna.

La classifica delle provincie più esposte, vede al primo posto Belluno con l’export di MPI sul valore aggiunto regionale pari al 3,93%, seguita da Pordenone con il 2,64%, Gorizia con il 2,58%, Reggio Emilia con il 2,41%, Piacenza con il 2,35%, Prato con il 2,19%, Treviso con il 2,01%, Vercelli con l’1,78%, Vicenza con l’1,71% e Salerno con l’1,70%.

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COMUNICATO – Assemblea 2016: Fisco/Italiani pagano 28 mld di maggiori tasse rispetto a media Ue, +461 euro a testa. Total tax rate su imprese al 64,8%, il più alto in Ue http://www.confartigianato.it/2016/06/comunicato-fiscoitaliani-pagano-28-mld-di-maggiori-tasse-rispetto-a-media-ue-461-euro-a-testa-total-tax-rate-su-imprese-al-648-il-piu-alto-in-ue/ http://www.confartigianato.it/2016/06/comunicato-fiscoitaliani-pagano-28-mld-di-maggiori-tasse-rispetto-a-media-ue-461-euro-a-testa-total-tax-rate-su-imprese-al-648-il-piu-alto-in-ue/#respond Tue, 28 Jun 2016 14:44:19 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44797

pressione_fiscale_2

Nel 2016 gli italiani pagano 28 miliardi in più di tasse rispetto alla media dei cittadini dell’Eurozona. Si tratta di 461 euro di maggiori imposte pro capite.

Per le imprese il gap fiscale Italia/Europa è ancora più ampio: il total tax rate, cioè la somma di tutte le imposte e tasse pagate dall’impresa al lordo dei profitti, è pari al 64,8%, il più alto nell’Ue, superiore a quello della Francia (62,7%) ed Austria (51,7%) e più che doppio rispetto a quello di Slovenia (31,0%) e Svizzera (28,8%).

La situazione peggiora per le piccole imprese con meno di 20 addetti, che pagano un’aliquota fiscale complessiva su Ires ed Irap del 32,8%, superiore di 5,2 punti rispetto al 27,6% delle imprese di medio-grande dimensione, con 50 addetti ed oltre.

Alla crescita della pressione fiscale ha contribuito il prelievo a livello locale: tra il 2011 e il 2015 le imposte dirette e indirette di tutte le Amministrazioni pubbliche sono aumentate del 6%, trainate dall’incremento del 27,2% (+14,8 miliardi di euro) dei 5 principali tributi locali cioè Irap, Addizionali Irpef, IMU e TASI.

Al peso delle tasse si sommano le complicazioni burocratiche per pagarle. Anche qui un altro record negativo: ogni impresa italiana spreca in adempimenti fiscali 269 ore all’anno, 92 ore in più delle 177 ore della media Ocse e superiori alle 218 ore in Germania, alle 158 ore in Spagna, alle 137 ore in Francia e alle 110 ore nel Regno Unito.

Sulla competitività delle imprese, poi, il cuneo fiscale sul costo del lavoro dipendente, pari al 49%, di 13,1 punti superiore al 35,9% della media Ocse ed il quinto più alto dopo Belgio, Austria, Germania ed Ungheria.

Ritardi, ostacoli, inefficienze del sistema Paese generano un ambiente ostile al ‘fare impresa‘, tanto che nella classifica sulla facilità di fare impresa l’Italia si colloca al 45° posto tra i 189 Paesi del mondo.

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EVENTI – Oggi Assemblea nazionale di Confartigianato (con galleria fotografica) http://www.confartigianato.it/2016/06/eventi-oggi-assemblea-nazionale-di-confartigianato/ http://www.confartigianato.it/2016/06/eventi-oggi-assemblea-nazionale-di-confartigianato/#respond Tue, 28 Jun 2016 14:37:49 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44787

Questa mattina, all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, si è svolta l’Assemblea nazionale di Confartigianato che quest’anno celebra il 70° anniversario della sua costituzione. Alla relazione del Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti

è seguito l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti.
L’evento ha assunto quest’anno un significato particolare: all’Assemblea ha partecipato infatti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Accanto al Capo dello Stato, hanno assistito ai lavori la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e la Vice Presidente del Senato,Valeria Fedeli. Per il Governo, oltre al Ministro Poletti, era presente il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. All’Assemblea hanno partecipato, inoltre, numerosi esponenti delle istituzioni e i rappresentanti delle forze economiche e sociali del Paese.

 

Assemblea Confartigianato 2016

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STUDI – Instabilità e volatilità dopo Brexit – Minore crescita e aumento della spesa per interessi potrebbero fermare il percorso di riduzione della pressione fiscale http://www.confartigianato.it/2016/06/44753/ http://www.confartigianato.it/2016/06/44753/#respond Mon, 27 Jun 2016 15:33:35 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44753

us_brexit

La ripresa in corso in Europa potrebbe essere compromessa dagl effetti del risultato del referendum di giovedì scorso con cui i cittadini del Regno Unito hanno scelto l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Un “effetto domino” sulle aspettative dei mercati per la stabilità dell’euro zona e una prolungata volatilità finanziaria e valutaria alzano il livello di rischio per l’Italia. Un aumento dello spread sui tassi di interesse – stamane lo spread BTP-Bund a 10 anni viaggia sopra i 160 punti base ritornando sui livelli di un anno fa – comprimerebbe investimenti e crescita, aumentando la spesa pubblica per interessi e di conseguenza le entrate fiscali, generando ulteriori effetti recessivi. I fattori di rischio aumentano con l’incertezza legata ai tempi del recesso del Regno Unito dall’Unione che, secondo l’art. 50 del Trattato di Lisbona, potrebbero arrivare fino a due anni.

A tal proposito si ricorda che il recente ribasso dei tassi di interesse ha favorito la riduzione della spesa pubblica per remunerare i titoli del debito pubblico: mentre due anni fa (ad aprile 2014) il DEF prevedeva per il 2015 una spesa per interessi di 82,1 miliardi di euro, il consuntivo dei conti delle Amministrazioni pubbliche indica una spesa per interessi passivi di 68,4 miliardi di euro, con un risparmio rispetto alle previsioni di 13,7 miliardi, pari ad 0,8 punti di PIL.

E’ anche grazie a questa minore spesa per interessi che è stato possibile ridurre il carico fiscale sul lavoro per 18,0 miliardi all’anno nel triennio 2015-2017 con i provvedimenti relativi a deduzione del costo del lavoro da imponibile IRAP, esonero contributivo temporaneo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato e “bonus di 80 euro”.

La volatilità sui mercati può avere effetti sul settore bancario che in Italia è gravato da un alto livello dei crediti deteriorati: La comparazione europea dei Non-performing loans (NPL) proposta dell’EBA (European Banking Authority) evidenzia che nel quarto trimestre 2015 la quota di prestiti deteriorati in Italia è del 16,8%, contro una media Ue a 28 del 5,8%, e superiore al 6,4% della Spagna, al 4,0% della Francia e al 3,0% della Germania. Gli effetti del maggiore appesantimento del settore bancario sono evidenti sul fronte del credito alle imprese: ad aprile 2016 i prestiti alle società non finanziarie nell’euro zona risultano in crescita dello 0,9% mentre sono in calo dell’1,9% in Italia.

Sul fronte del debito pubblico l’Italia mantiene gli indicatori in area critica, in primis il livello: al IV trimestre 2015 è pari al 132,7% del PIL, secondo nell’Unione Europa solo alla Grecia (176,9%). Le raccomandazioni dello scorso maggio della Commissione europea indicano che il piano di bilancio dell’Italia è in linea con la regola del debito, solo tenuto conto di fattori rilevanti quali il sostanziale rispetto della parte preventiva del Patto, la congiuntura macroeconomica sfavorevole e l’attuazione di riforme strutturali e tali fattori verranno riesaminati a novembre. Nella prospettiva di questa verifica e degli effetti negativi della Brexit va ricordato che la riduzione del debito pubblico italiano viene messa in discussione in presenza di una scarsa crescita dell’economia. Mentre nel quadro programmatico indicato nel DEF di aprile un tasso di crescita dell’1,2% porterebbe nel 2016 il debito pubblico a ridursi di 0,3 punti (dal 132,7% del PIL del 2015 al 132,4% di quest’anno), nel caso della più bassa crescita del PIL (1,0%) indicata nelle previsioni del Fondo Monetario Internazionale il debito pubblico salirebbe di 0,4 punti; infine il tasso di crescita dell’1,1% previsto dalla Commissione europea determinerebbe per il 2016 la stazionarietà del debito pubblico, rinviando al 2017 l’avvio del percorso di rientro. Anche le ultime previsioni dell’Ocse (2016) – che per quest’anno riportano un tasso di crescita dell’1,0% – evidenziano la costanza del rapporto debito/PIL.

Una correzione al ribasso delle previsioni di crescita e il rialzo della spesa per interessi potrebbe richiedere in autunno una legge di bilancio 2017 di intonazione restrittiva, mettendo in discussione il percorso di riduzione della pressione fiscale.

 

 

 

Debito pubblico nei Paesi dell’UE 28

(IV trimestre 2015-% PIL. Valori lordi e consolidati secondo definizione Procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) – Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat)

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Le recenti previsioni su PIL e debito pubblico dell’Italia

(Anni 2015 e 2015. Var. % PIL 2016; debito in % di PIL e variazione in punti % – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef, FMI, Commissione europea e Ocse)
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Dinamica tendenziale dello stock dei prestiti alle società non finanziarie nei principali paesi dell’Area Euro

(Aprile 2106-Var. % tendenziali corrette con cartolariz., riclassific. e altre var. non derivanti da transaz. Escluse famiglie produttrici – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Centrale Europea)

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AUTORIPARAZIONE – Pneumatici fuori uso, Confartigianato sigla un accordo per la legalità ambientale http://www.confartigianato.it/2016/06/autoriparazione-pneumatici-fuori-uso-confartigianato-sigla-un-accordo-per-la-legalita-ambientale/ http://www.confartigianato.it/2016/06/autoriparazione-pneumatici-fuori-uso-confartigianato-sigla-un-accordo-per-la-legalita-ambientale/#respond Mon, 27 Jun 2016 14:54:17 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44743

PNEUS1Arrivano novità positive per i gommisti e le officine di autoriparazione alle prese con il problema della raccolta e smaltimento di pneumatici usati. Il 21 giugno, a Roma, Confartigianato ha firmato un Protocollo d’intesa con tutti i soggetti della filiera: Ecopneus, vale a dire i consorzi che ritirano le gomme, Federpneus, cioè i rivenditori, Airp, l’Associazione dei ricostruttori, e Legambiente. Obiettivo dell’accordo, presentato nell’ambito del Forum Rifiuti, è quello di affrontare in modo organico e strutturale la gestione degli pneumatici arrivati a fine vita, combattere le irregolarità, premiare i comportamenti virtuosi, educare i consumatori all’acquisto di prodotti sicuri.
L’intesa prevede il monitoraggio del mercato illegale degli pneumatici, attività di tracciamento degli acquisti e delle vendite, forme di collaborazione con le autorità di controllo, sistemi per denunciare le attività illecite, fino ad arrivare ad una vera e propria “carta d’identità dello pneumatico”.
L’accordo ha avuto il via libera del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti secondo il quale il protocollo ha il merito di creare un’alleanza civile che dice una cosa molto chiara: il futuro è l’economia circolare, il riciclo è innanzitutto affermazione della legalità”.
L’intesa, che porta la firma del Presidente Giorgio Merletti, recepisce la sollecitazione, più volte espressa da Confartigianato, a coinvolgere tutti gli attori della filiera e a fare chiarezza sui rispettivi ruoli e responsabilità nella gestione di questa tipologia di rifiuti.
Antonio Miele, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, sottolinea l’impegno della categoria: “Il nostro lavoro deve essere fatto a regola d’arte e deve dare le garanzie necessarie per tutelare la sicurezza dei cittadini. Su questo dobbiamo impegnarci. L’abbiamo fatto convintamente con Ecopneus qualche anno fa e lo ribadiamo oggi con questi partners importanti. Questa è la strada giusta. C’è ancora un margine di illegalità che noi dobbiamo combattere con forza, perchè vivere nella legalità consente a noi imprenditori di operare meglio. Come cittadini, poi, salvaguardare l’ambiente torna utile a noi e ai nostri figli”.

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ENERGIA – L’Autorità per l’energia studia nuove mosse in vista della fine del mercato tutelato http://www.confartigianato.it/2016/06/energia-lautorita-per-lenergia-studia-nuove-mosse-in-vista-della-fine-del-mercato-tutelato/ http://www.confartigianato.it/2016/06/energia-lautorita-per-lenergia-studia-nuove-mosse-in-vista-della-fine-del-mercato-tutelato/#respond Mon, 27 Jun 2016 14:53:12 +0000 http://www.confartigianato.it/?p=44732

energiaSi avvicina la completa liberalizzazione del mercato dell’energia: nel 2018 i quasi 60 milioni di consumatori italiani, cittadini e imprenditori, dovranno abbandonare il mercato di maggior tutela. Per evitare che il passaggio si riveli traumatico e che gli utenti più deboli finiscano nelle mani di operatori senza scrupoli, l’Autorità per l’energia sta pensando ad un’offerta standard da inserire nel menù di offerte di ogni operatore.
La proposta è stata lanciata dal Presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, il 21 giugno, durante la relazione annuale al Parlamento.
Per l’Autority si tratta di una sorta di modello contrattuale di base con clausole inderogabili che ha l’obiettivo di supportare il consumatore negli aspetti più critici del rapporto negoziale con il venditore di energia e gas. Nell’ambito dell’offerta standard, il prezzo resterà comunque determinato dal mercato.
La proposta piace a Confartigianato che, tuttavia, fa rilevare il gap del 26% di maggiore costo dell’energia pagato dai piccoli imprenditori italiani rispetto alla media dei loro colleghi europei.
Un divario che nasce anche dal peso degli oneri generali di sistema sulla bolletta delle piccole imprese italiane. Soltanto nel 2015, parliamo di qualcosa come 15 miliardi. E anche in questo caso, il Presidente Bortoni ha avanzato una proposta più volte caldeggiata dalla Confederazione: redistribuire in modo più equo sulla fiscalità generale gli oneri di sistema che oggi gravano soprattutto sui piccoli imprenditori.
Musica per le orecchie di Confartigianato che di questo tema ha fatto una battaglia combattuta in ogni sede.
Gli oneri generali di sistema – denuncia la Confederazione – sono articolati in 11 voci diverse caricate in bolletta e gonfiano di quasi il 40% il costo finale dell’energia. Ancora una volta, quindi, il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti ricorda che “in vista dello stop al mercato di maggior tutela dell’energia devono essere assicurate precise garanzie ai consumatori: a cominciare da condizioni di concorrenza che garantiscano bollette meno care, migliore qualità delle forniture, trasparenza delle offerte. Ma, soprattutto, vanno eliminate le attuali sperequazioni su fisco e oneri di sistema in bolletta che penalizzano le piccole imprese rispetto alle grandi aziende: è inammissibile – tuona Merletti – che l’80% del gettito fiscale sull’energia arrivi dalle piccole imprese. Non ci stiamo ad essere utilizzati come ‘bancomat’ per finanziare sconti e agevolazioni per le grandi imprese”.

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