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	<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-in-manovra-bene-misure-per-imprese-ora-ridurre-costi-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/economia-e-imprese-alla-prova-degli-shock-globali-10-punti-di-forza-e-10-criticita-nel-21-rapporto-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/allassemblea-di-confartigianato-la-premier-meloni-annuncia-la-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HOME XXL]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133790</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/granelli-con-riforma-legge-quadro-imprese-libere-di-crescere-senza-perdere-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133802</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133762</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133735</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-al-ttg-di-rimini-lartigianato-al-centro-del-turismo-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/energia-e-sostenibilita-al-via-la-settimana-di-confartigianato-con-eventi-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133504</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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		<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 10 Nov 2014 15:00:30 +0000</lastBuildDate>
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		<language>it-IT</language>
		

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