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	<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131855</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131664</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27545 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Novembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani  di 163.481 giovani imprenditori  I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</h1>
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<p><b>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori. </b><span id="more-27545"></span></p>
<p><b>Le nuove leve delle Pmi hanno in media 31 anni, possiedono un titolo di studio elevato, sono concentrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, operano prevalentemente nei settori delle costruzioni e del manifatturiero, hanno scelto di continuare la tradizione imprenditoriale della propria famiglia. Reagiscono alla crisi che ha colpito molto loro aziende con una forte propensione all’innovazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale di se stessi e dei propri dipendenti.</b></p>
<p><b>Questo l’identikit dei giovani ‘capitani’ delle piccole imprese italiane che emerge dal 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana, presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Firenze il 10 e 11 novembre.</b></p>
<p><b>Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.</b></p>
<p><b>Chi sono</b></p>
<p>I <b>giovani artigiani </b>sono <b>163.481</b>. La maggior parte ha un’età di <b>31 anni</b> e possiede un <b>titolo di studio elevato: </b>più della metà ha infatti un diploma di scuola superiore ed il 13% è laureato. Sono soprattutto i maschi ad essere capitani d’azienda in età giovane (68,2%), ma le donne che fanno breccia in un mondo ancora tipicamente maschile hanno una cultura mediamente più elevata.</p>
<p>La maggioranza dei giovani artigiani (<b>64,5%</b>) ha <b>scelto di fare impresa per seguire le orme dei propri familiari</b>. Soltanto il 15,5% ha utilizzato incentivi pubblici che comunque non considera determinanti per avviare l’attività.</p>
<p><b>I giovani artigiani sono attenti al loro futuro</b>: oltre il <b>40%</b> ha già <b>sottoscritto una pensione integrativa</b>, ma un terzo di coloro che non l’ha stipulata si dichiara interessato a farlo.</p>
<p><b>Dove sono</b></p>
<p>La maggior parte è localizzata nel Nord, in particolare in <b>Lombardia </b>(17,9%), in <b>Emilia Romagna</b> (10,8%) e in <b>Veneto </b>(10,2%).</p>
<p>Ma il peso più consistente di artigiani under 30 rispetto al totale degli artigiani attivi nelle regioni italiane si registra al Sud, in particolare in Calabria (11,2% sul totale artigiani della regione), in Campania (10%), in Molise (9,6%), in Abruzzo (9,1%).</p>
<p><b>Cosa fanno</b></p>
<p>Il <b>41,6%</b> delle attività dei giovani artigiani si concentra nel settore delle <b>costruzioni</b>. Seguono il comparto <b>manifatturiero</b> (<b>29,9%</b>), i <b>servizi alle persone (11,5%)</b> e i <b>servizi alle imprese (4,5%)</b>. La metà delle imprese guidate da giovani ha in media fino a 5 dipendenti.</p>
<p>Il <b>40,3%</b> dei giovani imprenditori <b>opera nel mercato locale</b>, circa <b>un quarto</b> in quello <b>regionale</b> e <b>un quarto</b> in <b>tutta Italia</b>. L’<b>11%</b> espande le proprie attività anche all’<b>estero</b>.</p>
<p>Ma, <b>per i giovani, fare impresa è difficile</b>. Infatti, <b>dal 2004 al 2005</b> le imprese degli artigiani junior sono <b>diminuite da 172.757 a 163.481</b>, con <b>un calo del 5,4%.</b></p>
<p>Le <b>difficoltà</b> riguardano <b>tutte le regioni</b> &#8211; con le peggiori performances in Valle d’Aosta      (-8,5%), Lombardia (-6,3%), Calabria (-7,6%) e Basilicata (-6%) e con l’unica <b>eccezione positiva</b> del <b>Molise</b> dove, nel 2005, i giovani artigiani sono <b>aumentati dello 0,7%</b> &#8211; e in <b>tutti i settori</b>. Più numerose le chiusure di attività manifatturiere (-8,8%), con i due comparti dell’alimentare e della lavorazione dei metalli che hanno perso rispettivamente il 2,4% e il 9,4% dei giovani artigiani. Minori le perdite nel settore delle costruzioni che registra un calo dell’1,2%.</p>
<p>Le imprese guidate da giovani sono <b>fortemente innovative</b> e <b>molto attente all’aggiornamento, alla formazione professionale</b>, alla <b>certificazione di qualità.</b> Il 70% delle aziende ha infatti introdotto innovazioni, soprattutto di processo (40% circa) negli ultimi due anni, ma anche nei prodotti e nei servizi (34,5%) e nell’organizzazione aziendale (26%). Chi invece non ha innovato attribuisce tale scelta soprattutto ai costi elevati e allo scarso sostegno finanziario alle piccole imprese.</p>
<p>Molto diffusi l’aggiornamento e la formazione professionale sia dei dipendenti sia degli stessi titolari e soci: quasi <b>un quarto dei giovani è assiduamente impegnato nella formazione</b>, e circa il 50% vi si applica per specifici progetti o attività.</p>
<p>Molto importante anche la <b>visibilità dell’azienda</b>: il 36% circa delle giovani imprese è già <b>dotata di un proprio sito Internet</b> e quasi il <b>60% ha sponsorizzato eventi legati alla comunità in cui opera</b>.</p>
<p>Il 44% dei giovani imprenditori sceglie di <b>assumere dipendenti</b> che abbiano esperienza e che siano affidabili. Per il 16,4% è importante anche il requisito della preparazione tecnica specifica e per il 10,3% la flessibilità e la disponibilità ad assumere più ruoli nell’azienda.</p>
<p>Il <b>38%</b> dei giovani imprenditori ritiene che le <b>produzioni made in Italy</b> vadano difese e valorizzate attraverso la <b>riduzione del costo del lavoro</b> o, in alternativa, agendo direttamente sulla capacità esportativa italiana e applicando politiche protezionistiche (27,9%).</p>
<p>Sul tema dell’<b>immigrazione</b>, il <b>55,7%</b> dei giovani artigiani pensa che si dovrebbe <b>porre un freno al fenomeno</b>, sia rafforzando gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo (28,1%), sia salvaguardando la nostra cultura ed i nostri valori (27,6%).</p>
<p>A proposito dell’alto tasso di <b>nati-mortalità imprenditoriale</b> nel nostro Paese, il 38,7% dei giovani imprenditori sostiene che sia sintomo di superficialità e di sottovalutazione delle difficoltà a mettersi in proprio. Per il 31,6% dei giovani ci dovrebbe essere dunque una selezione di partenza delle idee veramente valide, in modo da scoraggiare progetti destinati al fallimento.</p>
<p>Sul tema dei <b>contratti a progetto</b> previsti dalla <b>Legge Biagi,</b> il 37,8% dei giovani imprenditori ritiene che siano utili per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende. Ma un quarto degli artigiani è convinto che per la piccola impresa sia preferibile il contratto di apprendistato o comunque un <b>rapporto con il lavoratore stabile nel tempo</b>. Non manca però chi esce dal coro: il 23% ritiene infatti che l’eccessiva flessibilità leda la dignità dei lavoratori e che, su questo fronte, anche le imprese dovrebbero essere più attente.</p>
<p>In materia di <b>accesso al credito</b>, ben il 38% non conosce le implicazioni di <b>Basilea 2</b>. Chi invece sa di cosa si tratta appare preoccupato e convinto che bloccherà la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese (27,7%). C’è però anche chi guarda con favore alle nuove norme di erogazione del credito (17,2%) in quanto crede che si concederanno finanziamenti solo alle aziende più solide e dunque maggiormente in grado di competere sul mercato.</p>
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		<title>Il futuro dell’artigianato italiano è nelle mani di 163.481 giovani imprenditori I risultati del 1° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentati all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2006/11/il-futuro-dellartigianato-italiano-e-nelle-mani-di-163-481-giovani-imprenditori-i-risultati-del-1-osservatorio-sullimprenditoria-giovanile-artigiana-presentati-allas/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 10 Nov 2014 15:00:30 +0000</lastBuildDate>
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		<language>it-IT</language>
		

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