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	<title>Il piacere freddo degli italiani - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Il piacere freddo degli italiani - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6688 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-alimentari tag-artigelato tag-artigianale tag-gelato tag-italy tag-made tag-prodotti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6688 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-alimentari tag-artigelato tag-artigianale tag-gelato tag-italy tag-made tag-prodotti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6688 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-alimentari tag-artigelato tag-artigianale tag-gelato tag-italy tag-made tag-prodotti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6688 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-alimentari tag-artigelato tag-artigianale tag-gelato tag-italy tag-made tag-prodotti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il piacere freddo degli italiani</h1>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/07/il-piacere-freddo-degli-italiani/">Il piacere freddo degli italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Che per i gelati artigiani l’estate del 2007 sarebbe stata calda era facile intuirlo già dai primi giorni di giugno, quando, con una proposta bipartisan, due senatori hanno proposto di inserirli, con tanto di richiesta ufficiale, tra i servizi della buvette di Palazzo Madama. Non gelati qualsiasi, non generici gelati confezionati, ma gelati artigianali. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato confermano che il cuore degli italiani batte forte per il gelato e che per questo sono disposti a spendere una cifra annuale di 1.803 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto che non significa però che si tratta di un prodotto caro, basti pensare che la crescita dei prezzi dei gelati è inferiore a quella della del complesso degli altri prodotti alimentari di circa un terzo. Dal punto di vista della dinamica aziendale, cresce il numero dei laboratori artigiani che dal 2004 sono aumentati di 2.206 unità raggiungendo quota 34.625. Il nord traina lo sviluppo, con la Lombardia che registra il maggior numero di imprese, 5.743, seguito dal Veneto (3.374) e dall’Emilia Romagna (3.154). Scendendo nel dettaglio gli analisti segnalano che se il nord è al primo posto per presenze, è nel centro Italia che i tassi di crescita sono maggiori: tra il 2004 e I trimestre del 2007, le gelaterie artigiane sono aumentate dell’8,2% contro una media nazionale del 6,8%. “I dati confermano un forte ritorno del consumo del gelato artigianale” – dichiara Loris Mulin Pradel Presidente dei Gelatieri di Confartigianato – “Il pubblico negli ultimi anni è cresciuto e oggi sa riconoscere i prodotti di qualità. Il lavoro di informazione del consumatore e di qualificazione del comparto che abbiamo portato avanti per tanti anni è confermato dai numeri. Fino a quattro-cinque anni fa il mercato era diviso in modo equo tra prodotti artigianali e industriali. Circa tre anni fa il sorpasso del prodotto fatto a mano e l’avvio di un trend positivo che continua tutt’ora.” Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha pochi dubbi sul perché di questo successo, un successo che coinvolge in modo trasversale fasce di popolazione molto diverse tra loro e che accomuna, pur con sostanziali differenze di spesa, le famiglie di imprenditori e quelle di pensionati. “Ci battiamo perché passi la linea che il prodotto artigianale è un prodotto di qualità realizzato a partire da materie prime eccellenti con preclusione assoluta delle ‘polverine’. Apertura ai prodotti semilavorati, come ad esempio le nocciole tritate e ridotte in purea, ma niente di più. Da tempo stiamo lavorando, anche in collaborazione con la CNA, per stabilire un disciplinare per la realizzazione del gelato artigianale, e per fissare i criteri per l’accesso alla professione di gelatiere. Due aspetti imprescindibili per qualificare il prodotto e garantire il consumatore anche dal punto di vista della sicurezza alimentare”. Quattro anni fa la volontà di rendere identificabile il gelato artigianale anche grazie a uno specifico marchio comunitario, quello di Specialità Tradizionale Garantita, era approdata al Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato costituito un tavolo di trattative con tutte le parti coinvolte. “Un nulla di fatto – ricorda Roncacci &#8211; Confcommercio e Aipa hanno fissato paletti molto rigidi che non hanno permesso la prosecuzione del progetto. Un vero peccato, perché la nostra definizione di qualità si andava ad affiancare a quella tradizionale senza soppiantarla. Ognuno era libero di scegliere la definizione preferita. Certo la nostra avrebbe avuto una forte presa sul consumatore”. Nonostante quello stop Confartigianato non ha dimenticato il progetto: cinque mesi fa ha realizzato un ‘marchio collettivo privato’, sempre in collaborazione con il CNA, e lo ha depositato insieme al disciplinare. “Da questo autunno i nostri associati potranno aderire a ARTIGELATO, il primo marchio di qualità che impegna gli artigiani al rispetto di un preciso protocollo. Attualmente stiamo definendo i piani dei controlli, perché è chiaro che il marchio è una garanzia che diamo ai consumatori, su questo vigileremo direttamente”. Prosegue intanto la collaborazione con Coldiretti per il gelato Made in Italy, un prodotto realizzato unicamente con materie prime nazionali, dalle mele della Val di Non, agli agrumi della Sicilia. “E’ un ulteriore passo verso un prodotto sempre più articolato e trasparente. Finalmente sarà possibile gustare i sapori del territorio anche nel gelato e tracciare con esattezza la filiera degli ingredienti del prodotto. Sarà il primo gelato con pedigree”. E a quelli a cui piacciono i gusti esotici? “Potrà continuare a mangiarli nelle altre linee di prodotto” &#8211; conclude il Presidente dei Gelatieri di Confartigianato Loris Mulin Pradel.</p>
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		<title>Il piacere freddo degli italiani - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 29 Jul 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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