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	<title>Revisione dell&#039;auto? Si, grazie - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Revisione dell&#039;auto? Si, grazie - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6697 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
</div>
</div>
<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6697 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6697 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
</div>
</div>
<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6697 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6697 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<item>
		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/revisione-dellauto-si-grazie/">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Revisione dell&#8217;auto? Si, grazie</h1>
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<p>La firma del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sul decreto di adeguamento delle tariffe della revisione auto, mette la parola fine all’estenuante trattativa condotta dall’Anara di Confartigianato, per sbloccare il tariffario del servizio di revisione fermo al 1999. “Si passa dagli attuali 25,84 euro (poco più di 40 euro per i consumatori) a 45 euro (che diventano 63, considerate tasse e oneri vari) – precisa Roberto Landini Presidente Nazionale Anara –. E’ esattamente quanto avevamo chiesto, ma per arrivare a questo risultato la strada è stata lunga”. Per l’esattezza ci sono volute tre finanziare. L’ultima è stata quella buona: l’adeguamento era fissato entro il 31 gennaio 2007. Ma così non è stato. “L’iter è stato a dir poco accidentato – prosegue Landini –. Il Ministero dei Trasporti ha saltato l’appuntamento del 31 gennaio e ha predisposto il decreto al di fuori delle indicazioni della Finanziaria. Dopo di che è passato al Consiglio di Stato che l’ha rispedito indietro con una ventina di pagine di eccezioni, cosa che non succede quasi mai. Tra l’altro sono stati contestati due punti chiave: l’entità dell’aumento, e la proposta di adeguamento della tariffa con cadenza biennale. A questo punto il Ministero è stato costretto a riscrivere il decreto, depennando la voce dell’adeguamento. In più, per difendere la cifra concordata con le parti, ha stilato una nuova relazione dei costi che portano alla formazione della tariffa. Per la seconda volta ha inoltrato il decreto al Consiglio di Stato e nuovamente se lo è visto tornare in dietro. La motivazione è stata che le richieste del Consiglio non erano state ottemperate, pertanto le responsabilità passavano al Ministro”. Bisogna attendere i caldi estivi prima che il meccanismo torni a girare per il verso giusto. Ma ancora il 20 giugno questo è inceppato, tanto è vero che il Presidente dell’Anara Confartigianato e il Segretario Nazionale di CNA Autoriparazione, in rappresentanza di 4.000 dei 5.300 Centri autorizzati alle revisioni periodiche dei veicoli, inviano una lettera aperta al Ministro dei Trasporti. Di punta e di taglio ripercorrono la vicenda sottolineando tutti i passaggi, per concludere che l’unica cosa che manca a quella data è solo una firma, la sua. Che arriva il 12 luglio, quando il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sigla il Decreto, successivamente controfirmato dal Ministro Padoa-Schioppa. Dopo la pausa estiva sarà la volta del visto della Corte dei Conti, seguita della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel momento le officine autorizzate alla revisione potranno applicare le nuove tariffe. Finalmente. Nonostante le continue partenze e le brusche frenate, sui prossimi passi del decreto non sembrano profilarsi nubi minacciose. Per settembre è atteso il via definitivo. “Si, ma non è finita la guerra. Si è chiusa una battaglia. Adesso bisogna ripartire, perché le questioni aperte sono ancora tante – ricorda il Presidente di Anara, che prosegue –, rimane da definire, tra l’altro, la cadenza e il metodo per aggiornare le tariffe, non si può scendere ogni volta in trincea. Bisogna continuare a dialogare con il Ministero dei Trasporti. Vanno affrontati temi che qualificano il comparto, come la qualità dei servizi e la sicurezza, che alla fine sono rimasti marginali rispetto ai dati economici, ma che sono fondamentali. I controlli devono essere seri, accurati, deve passare la linea che la revisione dell’auto non è un’antipatica incombenza, ma un momento importante per la propria e l’altrui incolumità. Per fare questo non basta una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, è necessario portare il livello delle revisioni a un grado soddisfacente. I nostri sono disposti a farlo. Chi ha compromesso l’immagine del servizio è chi opera ai margini, chi da un’occhiata alla macchina – quando lo fa – revisionando solo il libretto. Questo non è più tollerabile, è pericoloso e danneggia tutto il settore”. Servirebbero più controlli. Da parte del Ministero. “Non ci siamo mai opposti – segnala Landini –. La nostra linea è sempre stata questa: dateci quanto ci spetta e fate i controlli. Ma attenzione: controlli reali, perché la linea del Ministero è quella di compiere controlli “da remoto”, in via telematica. E i costi ancora una volta gravano sulle officine”. Il riferimento al sistema ‘MctcNet2’ è chiaro. Si tratta di un sistema informatico di cui si dovranno dotare tutti i Centri, che permette, tra l’altro, la procedura di riconoscimento automatico della targa. Non è ancora obbligatorio ma lo sarà tra poco. Il costo? Tra gli 8.000 e i 12.000 euro. L’uno, ovviamente. Il Presidente di Anara non si lascia sfuggire l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Niente di proibito, niente che non abbia già detto o scritto, ad esempio nella lettera aperta al Ministro Bianchi. “Mi costringe ad aprire una pagina nera. Questo, come altri sistemi e attrezzature, è stato proposto da un tavolo tecnico composto dall’Amministrazione, dalle Associazioni di categoria, e dai tecnici delle case produttrici di attrezzature e sistemi, quelli stessi che poi vengono venduti ai centri. A monte di questo noi avevamo chiesto un tavolo politico per stabilire a priori quali soluzioni adottare, visto che alla fine le spese ricadono sui cittadini. Visto che non siamo stati ascoltati né su questo punto, né sulla correzione delle tariffe, dal 2006 ci siamo rifiutati di partecipare al tavolo per protesta”. Nei Centri di revisione le decisioni del tavolo tecnico sono piuttosto note. Come ad esempio quella che li ha obbligati a dotarsi di un ponte sollevatore per motoveicoli. Un obbligo che si esauriva nel possesso, non nell’utilizzo. Oppure quell’altra che richiamava la necessità di dotarsi di ‘stazione barometrica’, o quella che ha imposto inutili ventilatori per il raffreddamento dei motocicli durante la prova, miglioria che si è tradotta in nuvole di polveri sottili nell’area circostante. “E poi ci chiedono perché abbiamo lottato per innalzare le tariffe. Tra gli acquisti inutili e l’inflazione, se non fosse stato concesso l’adeguamento, l’unica soluzione era quella di dire: metà tariffa? Bene, metà revisione. Ma noi abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini” conclude Tiziana Angelozzi, responsabile nazionale Anara.</p>
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		<title>Revisione dell&#039;auto? Si, grazie - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Wed, 08 Aug 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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