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	<title>Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
</div>
</div>
<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<item>
		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
</div>
</div>
<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7159 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-ambiente tag-codice-ambientale tag-decreto-legislativo-15206 tag-gestione-rifiuti" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/codice-dellambiente-correzioni-indigeste-per-le-piccole-imprese/">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese</h1>
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<p>Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 13 settembre ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che modifica alcune parti del codice dell’Ambiente, introducendo significative novità in materia di valutazione dell’impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. Sul documento Confartigianato ha espresso un parere critico: le modifiche proposte, al posto di alleggerire il carico burocratico delle aziende, prevedono nuovi adempimenti inutili e costosi. Certo, rispetto alla bozza precedente, c’è stato un parziale dietrofront: sono stati rimossi gli elementi di maggiore criticità, quelli che avrebbero rischiato di paralizzare l’attività delle imprese artigiane. Ma l’impianto complessivo continua ad apparire deludente. Razionalizzazione e semplificazione rimangono fuori dalla porta. Ecco le principali novità previste dal Decreto legislativo, salvo riscritture e ripensamenti che potrebbero intercorrere da qui ad aprile 2008, quando scadrà la delega di modifica a disposizione del Governo. In primo piano, lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti. Gli imprenditori che per la loro attività si trovano a realizzare un deposito temporaneo di rifiuti, dovranno scegliere tra due distinte modalità di gestione: a tempo o a quantità. Nel primo caso dovranno allontanarli dopo due o tre mesi &#8211; a seconda che si tratti di materiali pericolosi o non -, nel secondo, raggiunta un certo numero di metri cubi. La modalità prescelta andrà indicata sul frontespizio del registro di carico e scarico. Un chiaro appesantimento. Unica nota positiva: evitata l’istituzione di un nuovo registro di giacenza, previsto nella prima bozza del documento. Tutti i materiali da avviare alla discarica, dovranno essere accompagnati da un’analisi chimica che ne certifica la composizione. Anche nel caso di sostanze innocue come imballaggi di cartone o inerti. Questo, perché il Governo non ha ancora stilato la cosiddetta “lista positiva”, cioè l’elenco delle materie di uso comune che non hanno bisogno di alcun pedigree per essere gettate. Confartigianato, oltre a continuare a sollecitare la pubblicazione della lista, è riuscita ad ottenere la proroga fino a dicembre per l’entrata in vigore della norma. Allargato a dismisura l’”Albo Nazionale gestori Ambientali. Tutti gli artigiani e le imprese che trasportano anche piccole quantità di scarti, comunque al di sopra dei 30 chilogrammi, dovranno iscriversi in un apposito albo. L’iscrizione costerà circa 50 euro annui. Evitato il colpo si scure che rischiava di abbattersi su tutto il comparto: cancellata la proposta normativa che equiparava i trasportatori in conto proprio a un gestore di impianti di gestione di rifiuti, con obbligo di corsi, certificazioni, e ulteriori adempimenti. E’ poi la volta dei nuovi adempimenti specifici per l’edilizia. Prevista una norma che impedisce, di fatto, il riutilizzo diretto di materiali di scavo, anche in lavori di piccola entità. Obbligo di analisi su terre e rocce, addirittura vergini, anche al fine del re-interro nello stesso cantiere che le ha generate. Fin qui le modifiche del Decreto che, se approvate in via definitiva, renderebbero più indigesto il codice dell’Ambiente a chi fa impresa. Ma accanto alle molte ombre c’è anche qualche luce. Tutte le aziende al di sotto dei cinque dipendenti non dovranno più presentare il MUD (Modello Unico Dichiarazione ambientale). C’è pure una seconda semplificazione pensata per le piccole imprese, quelle artigiane al di sotto dei tre dipendenti, che &#8211; salvo riscritture del documento &#8211; non saranno più tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<title>Codice dell’Ambiente: correzioni indigeste per le piccole imprese - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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