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	<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. 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		<title>Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Ottobre 2026·MEDIA Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. 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Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<item>
		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/tra-ministero-dellistruzione-e-confartigianato-alleanza-scuola-impresa-per-costruire-il-futuro-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani Meno giovani, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 29 Oct 2007 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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