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	<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. 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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. 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Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. 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Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. 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Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. 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L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. 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Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7188 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-apprendista tag-apprendistato tag-guerrini tag-salario-minimo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo</h1>
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<p>Dopo l’aumento di dieci punti della contribuzione previdenziale a carico delle aziende introdotto dalla legge Finanziaria 2007, ecco che sul fronte dell’apprendistato di profila un’altra spiacevole novità: il salario minimo quantificato per legge. La notizia l’ha data il Ministero del Lavoro in risposta a un interpello presentato da Fiom-CGIL, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Secondo il Ministero la retribuzione degli apprendisti non può essere inferiore per più di due livelli rispetto alla qualifica per la quale sono stati assunti. Un’interpretazione che introduce di fatto un salario minimo e nel contempo ne fissa anche l’entità scavalcando la contrattazione collettiva. Pronta la risposta del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha inviato una lettera al Ministro Damiano in cui ha sollecitato “un intervento urgente finalizzato a riconsiderare la posizione assunta dal Ministero e a riaffermare la centralità del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dell’apprendistato”. “L’interpretazione del Ministero – prosegue Guerrini nella lettera – sancisce di fatto un salario minimo degli apprendisti e quindi lede l’autonomia e la libertà sindacale, privando la contrattazione collettiva della fondamentale prerogativa di stabilire il salario dei lavoratori. Inoltre grava di pesanti costi e quindi penalizza l’uso di un istituto quale l’apprendistato che ogni anno garantisce la formazione di 560.000 giovani e che da sempre rappresenta il principale canale di ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e costituisce lo strumento principale di trasmissione del sapere e delle abilità tecniche e professionali”. L’atto del Ministero del Lavoro conferma la linea ‘aggressiva’ che da tempo cerca di spedire in soffitta l’istituto dell’apprendistato, rendendolo, come ha ricordato il Presidente Guerrini “talmente costoso da scoraggiarne l’utilizzo da parte delle imprese”. Prima le novità legislative che negli ultimi anni hanno inciso sulla sua natura, smantellando il sistema di regole che per oltre mezzo secolo ne hanno guidato lo sviluppo. Poi l’aumento fino a dieci punti percentuali della contribuzione previdenziale previsto dalla manovra di bilancio dello scorso anno. Adesso si aggiunge la risposta del Ministero del Lavoro, che da una parte conferma che è ancora in vigore la legge 25 del 1955 che prevedeva la determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante – è scritto nel documento – “un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva”, dall’altra si appella alla Legge Biagi invocando il principio del sottoinquadramento e quindi imponendo il salario minimo. Un’interpretazione che produrrà pesanti ripercussioni sulle trattative per il rinnovo dei contratti dell’artigianato. “Nei mesi scorsi – spiega il Presidente di Confartigianato – sono stati rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro (il più recente è quello siglato lo scorso 11 ottobre e riguarda il settore legno-arredamento) che hanno determinato il salario degli apprendisti sulla base del tradizionale e condiviso principio della gradualità crescente con l’anzianità di servizio. Ora l’interpretazione ministeriale rischia di interferire pesantemente sia sui contratti già rinnovati, provocando gravi elementi di incertezza, sia sui contratti collettivi nazionali di lavoro in corso di rinnovo”. In attesa di una risposta da parte del Ministro Damiano, Confartigianato prosegue la battaglia per conciliare la formazione professionale dei giovani lavoratori con la tutela e lo sviluppo dell’artigianato. Un passo significativo in questa direzione potrebbe provenire dall’approvazione di un emendamento alla Finanziaria 2008, che propone la soppressione della contribuzione obbligatoria per le imprese fino a 9 addetti per il primo biennio, fermo restando il contributo per la copertura in caso di malattie, che scatterebbe fin dal primo anno di apprendistato. Secondo uno studio compiuto nel 2006 da Confartigianato su un campione di 1.600 aziende, le piccole e medie imprese del comparto artigiano sono quelle che assorbono il maggior numero di apprendisti: 225.104, il 39,7 del totale. Confermato anche il ruolo di strada maestra verso l’assunzione a tempo indeterminato: il 71,4% degli imprenditori intervistati, terminato il periodo di apprendistato ha proposto l’assunzione degli apprendisti. Inoltre, secondo gli imprenditori l’apprendistato rappresenta una forma contrattuale di grande importanza per l’ingresso dei giovani in azienda: circa la metà degli intervistati ritiene infatti che l’apprendistato è un vantaggio per la propria azienda e il 47,7% degli imprenditori si dedica personalmente all’attività di formazione degli apprendisti. Box Ventisei senatori hanno fatto propria la proposta di Confartigianato di eliminare la contribuzione dovuta dal datore di lavoro per gli apprendisti per i primi due anni di contratto. Presentati sei emendamenti correttivi alla Finanziaria 2008. Di seguito l’elenco degli emendamenti e tra parentesi i nomi dei firmatari. 63.0.1 (Sen. Eufemi (UDC); 63.0.2 (Sen. Maninetti, Sen. Poli (UDC); Sen. Ciccanti, Sen. Forte, Sen. Ruggeri, Sen. Azzolini, Sen. Ferrara (FI); Sen. Baldassarri, Sen. Augello, Sen. Saia (AN); 63.0.3 (Sen. Polledri, Sen. Franco (Lega); 63.0.4 (Sen. Bonadonna (RC), Sen. Benvenuto, Sen. Barbolini (Ulivo); 63.0.5 (Sen. Polledri, Sen. Franco, Sen. Galli (Lega); 63.0.6 (Sen. Thaler Ausserhofer, Sen. Rubinato, Sen. Peterlini, Sen. Pinzger, Sen. Bosone, Sen. Fazio, Sen. Molinari, Sen. Negri, Sen. Perrin, Sen. Tonini (Aut).</p>
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		<title>Apprendistato: dopo i contributi obbligatori ecco il salario minimo - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2007/10/apprendistato-dopo-i-contributi-obbligatori-ecco-il-salario-minimo/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 29 Oct 2007 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
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