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	<title>Luci e ombre della manovra d&#039;autunno - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Luci e ombre della manovra d&#039;autunno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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</div>
<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. 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Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
</div>
</div>
<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. 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Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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</div>
<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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			</item>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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