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	<title>Luci e ombre della manovra d&#039;autunno - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Luci e ombre della manovra d&#039;autunno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 5 Novembre 2026·EUROPA Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro” «Il [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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</div>
<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/11/ci-te-mo-s-a-vicenza-il-19-novembre-il-convegno-sul-futuro-dellauto-dalla-meccanica-allintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
		<category><![CDATA[CI.TE.MO.S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·EVENTI CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale Dalla [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. 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Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·DONNE IMPRESA Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale In occasione della [&#8230;]</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor europei</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/11/midterm-usa-made-in-italy-resiste-ai-dazi-37-nel-2026-meglio-dei-competitor-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 07:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Novembre 2026·MIDTERM USA Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
</div>
</div>
<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/11/kimi-antonelli-campione-del-mondo-nel-2025-il-premio-di-confartigianato-motori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 08:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato motori]]></category>
		<category><![CDATA[KIMI ANTONELLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Novembre 2026·MOTORI Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori Il successo del pilota [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<item>
		<title>Assemblea di Confartigianato protagonista sui media</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/assemblea-di-confartigianato-protagonista-sui-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea confartigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Assemblea di Confartigianato protagonista sui media Un’attenzione mediatica straordinaria e un’eco imponente su tutti i principali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:34:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi È online il nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. 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Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/economia-e-imprese-alla-prova-degli-shock-globali-10-punti-di-forza-e-10-criticita-nel-21-rapporto-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Home XL]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/granelli-con-riforma-legge-quadro-imprese-libere-di-crescere-senza-perdere-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7169 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">10 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/luci-e-ombre-della-manovra-dautunno/">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Luci e ombre della manovra d&#8217;autunno</h1>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. 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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
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<p>Non mancano le scelte positive, come la semplificazione della fiscalità d’impresa, ma sono urgenti interventi di riduzione del prelievo fiscale su imprese e famiglie e per tagliare e riqualificare la spesa pubblica. Questo in sintesi il giudizio sulla Legge finanziaria 2008 espresso dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell’audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un giudizio prudente motivato dal taglio poco coraggioso della manovra che, se da una parte opera alcune scelte importanti e positive per le imprese, come la riduzione delle aliquote Ires e Irap, le misure di riduzione dell’Ici, dall’altra è troppo timida nell’affrontare problemi strutturali come la spesa pubblica, che negli ultimi dieci anni ha superato il Pil di 4.6 punti. Un’interpretazione condivisa anche da CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, che hanno sottoscritto un documento di osservazioni comune, illustrato da Cesare Fumagalli durante l&#8217;audizione. Fumagalli ha riconosciuto che si tratta di una manovra ‘leggera’, che non impone, cioè, nuove tasse. Ma la terapia debole di una sostanziale ‘tregua fiscale’, difficilmente potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della manovra indicato dal Governo: la ‘crescita elevata e sostenibile’ del Paese. Anche perché si tratta di una tregua che non può durare a lungo, infatti, se non vengono compiuti tagli decisi alla spesa pubblica, la tassazione prima o poi rincomincerà a salire. Quello che è certo è che dal 1996 al 2006 la spesa primaria ha superato il Pil di 4.6 punti. E per sapere quante tasse bisognerà pagare in futuro, bisogna tenere d’occhio proprio la dinamica della spesa pubblica. Più questa sale, più le tasse saranno elevate. Anche per questo è giustificata la cautela di Confartigianato nel valutare una manovra che non muove passi decisi nella direzione dei tagli ai costi dello Stato. Tesori, tesoretti, frutto dello “spumeggiante andamento delle entrate tributarie”, per dirla con le parole di Luigi Spaventa, che al posto di essere impegnati per il risanamento dei conti pubblici, e per sostenere l’economia del Paese, alimentano nuovi e vecchi filoni di spesa. Dall’ultima Relazione previsionale e programmatica del Ministero del Tesoro, la pressione fiscale è prevista in diminuzione al 42.6% del Pil nel 2010 e al 42.5% nel 2011. Parallelamente la spesa primaria dovrebbe scendere dal 39.9% del Pil del 2006 al 39.8% nel 2007, un nuovo aumento al 40% il prossimo anno, per poi decrescere fino al 38.6% nel 2011. Cardini della sfida: il mantenimento della tassazione al livello del 2007 (e successiva riduzione) e l’attuazione di un programma di riqualificazione della spesa che permetta diminuzioni a partire dal 2009. Solo a quel punto sarà possibile liberare risorse per favorire la crescita e l’equità sociale. In estrema sintesi, la finanziaria 2008 manca l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, che rimane invariata rispetto all’anno in corso al 43% del Pil, 2.4 punti più alta rispetto al 2005. L’Italia, pertanto, rimarrà anche il prossimo anno al vertice della pressione fiscale europea, nonostante il sensibile peggioramento delle attese di crescita economica, che avrebbe richiesto una riduzione progressiva, ma sostanziale del carico fiscale, per far riprendere il fiato alle aziende e alle famiglie. Se la Finanziaria non interviene in modo deciso sui problemi strutturali del Paese, si registrano, di contro, alcune aperture verso il mondo delle imprese, che vedranno ridurre e semplificare gli adempimenti, apportare modifiche al regime di tassazione del reddito e introdurre una sostanziale neutralità fiscale nelle scelte organizzative. Novità sottolineate come positive dal Segretario generale di Confartigianato Fumagalli, che ha segnalato nel contempo alcune criticità che potrebbero ridurre l’effettiva portata di talune norme. Giudicate con favore le misure di riduzione dell’Ires e l’ammissione opzionale a tale regime fiscale anche per le ditte individuali e le società di persone. Apprezzata anche la riduzione dell’aliquota Irap. Indicata come necessaria, invece, l’introduzione di misure compensative, con un innalzamento della franchigia Irap (diminuita dagli attuali 8.000 euro a 7.350), per le imprese che non avranno convenienza a optare per la nuova tassazione Ires. Valutato positivamente il provvedimento che prevede il regime semplificato per i cosiddetti ‘contribuenti minimi’, quei lavoratori autonomi il cui volume d’affari non supera i 30.000 euro annui. Ampiamente condivise le semplificazioni. Reso evidente un aspetto critico: in mancanza di un sistema di controllo adeguato, potrebbero fruirne soggetti che non ne hanno titolo. Ancora attesa, invece, la correzione alla norma introdotta con la Finanziaria 2007, riguardante la riduzione dei premi Inail che non consente di ridurre i premi per le gestioni dell&#8217;artigianato e del commercio che registrano consistenti avanzi di gestione. Sollecitata da Confartigianato una modifica sostanziale alla disposizione che regola l’apprendistato. Le novità legislative degli ultimi anni hanno snaturato, infatti, l’istituto che per oltre 50 anni ha regolato l’ingresso nel mondo del lavoro e di trasmissione delle competenze del comparto artigiano. Diminuita l’autonomia collettiva con il sostanziale accantonamento della regolamentazione che aveva garantito lo sviluppo dell’Istituto, una situazione aggravata da una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e dall’aumento di dieci punti percentuali dei contributi previsti dalla Finanziaria 2007. Tutti elementi che scoraggiano l’impiego degli apprendisti, il cui numero per la prima volta è in flessione. “Urgente e incisiva” è l’azione di semplificazione degli adempimenti e degli oneri di carattere amministrativo-burocratico che gravano sulle aziende, richiesto da Confartigianato. Una pressione burocratica insostenibile, che va nella direzione opposta a quella della semplificazione, verso cui deve tendere la pubblica amministrazione, insostenibile per le imprese in termine di costi e tempi. Salutate positivamente le proroghe delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici. Avanzata la richiesta che la bolletta delle imprese e della famiglie non continui a finanziare in modo improprio le grandi imprese che producono energia ‘assimilata alle rinnovabili’, ed è stato fatto rilevare che nella finanziaria manca qualunque norma che preveda un’equa redistribuzione del carico fiscale della bolletta energetica tra grandi e piccole imprese.</p>
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		<title>Luci e ombre della manovra d&#039;autunno - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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