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	<title>Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’ - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’ - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7174 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-aziende tag-bolletta tag-costo-dellenergia tag-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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</div>
<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7174 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-aziende tag-bolletta tag-costo-dellenergia tag-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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</div>
<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7174 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-aziende tag-bolletta tag-costo-dellenergia tag-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7174 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-aziende tag-bolletta tag-costo-dellenergia tag-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</h1>
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<p>Rischiano di diventare ancora più pesanti le bollette già salatissime che le imprese pagano per la fornitura di energia elettrica, a causa della riforma della ‘tariffa sociale’ domestica, ancora in fase di bozza, ma che potrebbe diventare operativa già all’inizio dell’anno nuovo. Stando alle prime indiscrezioni, gli aumenti sarebbero compresi tra 0,12 e 0,59 centesimi di euro al chilowat ora, a seconda che il costo dell’operazione sia caricato sull’intero sistema dei consumatori di energia o unicamente sull’utenza domestica. Si tratta di cifre provvisorie che emergono da uno studio dell’Autorità che stima il costo complessivo della manovra in circa 340 milioni di euro. Anche quest’ultimo dato non è definitivo e sarà sicuramente rimodulato nei prossimi giorni. Secondo Confartigianato, la modifica della tariffa sociale è una misura importante e necessaria per venire incontro alle esigenze delle famiglie realmente disagiate o di quelle che devono prendersi cura di un malato assistendolo a casa con l’ausilio di apparecchiature elettriche salvavita. Nel contempo viene espressa pereoccupazione per il pericolo che il costo di una tale operazione possa ricadere sulle bollette delle imprese, che già oggi sono le più alte di tutta l’Europa a 27. Dalle prime stime sul provvedimento, previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni del mercato elettrico, ammonta a circa 200 milioni di euro il contributo che le PMI sarebbero chiamate a versare. Si tratta circa della metà del totale dell’operazione, una cifra che diventa insostenibile se sommata al balzello dei meccanismi ‘incentivanti’ (CIP6, sviluppo fonti rinnovabili e risparmio energetico) che ha fatto lievitare i costi della corrente, e all’effetto moltiplicatore dell’Iva, che esporrebbe di fatto le aziende a una ingiustificata forma di doppia tassazione sull’energia. Tutti aspetti critici che sono stati segnalati da Confartigianato il 19 luglio nel corso dell’audizione periodica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e ribadite in questi giorni in una nota congiunta con le sei confederazioni delle PMI aderenti al Progetto Energia Intelligente (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confapi, Confagricoltura). La posizione confederale è chiara: i costi del sistema di protezione sociale, importante e condiviso, devono gravare sulla fiscalità generale e non sulle PMI che, rappresentando circa il 50% dei consumi elettrici nazionali, sarebbero chiamate a farsene carico in massima parte. L’iter del provvedimento è appena cominciato: per fine ottobre è previsto l’esame della Conferenza Stato Regioni, successivamente quello delle Commissioni Parlamentari. Durante la fase di studio dell’iniziativa, erano state formulate tre ipotesi per recuperare l’onere della riforma tariffaria. La prima prevedeva che potesse andare a carico dei soli utenti domestici; la seconda di tutti gli utenti, incluse le imprese; la terza, invece, immaginava di farlo assorbire dal sistema fiscale. La strada che sembra aver imboccato l’Authority, di concerto con i ministeri dello Sviluppo economico, Tesoro, Famiglia e Solidarietà sociale, è quella di mezzo, quella che chiama in causa la globalità delle utenze, mondo delle aziende compreso. Prende forma, intanto, il meccanismo di sostegno che da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la bolletta elettrica dei nuclei familiari meno abbienti e numerosi, superando l’attuale sistema basato sui consumi, che privilegia i ‘single’ che giocoforza consumano pochissimo, e penalizza le famiglie che, all’opposto, fanno fatica a rallentare la corsa del contatore. Il bonus sarà erogato come una compensazione e non come uno sconto in bolletta. Potenziali beneficiari, una platea di circa 5,2 milioni di famiglie, quasi il 20% del totale dei 22,6 milioni di nuclei familiari italiani. I destinatari della misura saranno individuati tramite l’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e riguarderanno le famiglie con indice fino a 7.500 euro l’anno, un tetto in cui rientrano anche i cittadini che godono dell’esenzione totale del ticket. Nel documento sono previsti anche ‘specifici interventi tariffari’ riconosciuti a prescindere da considerazioni di carattere economico, a persone che per gravi ragioni di salute necessitano di apparecchiature elettriche quali respiratori, concentratori di ossigeno, ventilatori, strumenti che consumano grandi quantità di corrente e che spesso devono rimanere accesi tutti i giorni dalle 16 alle 24 ore. Qualora si prevedessero corrispettivi crescenti al crescere dei consumi, ecco che questi, in mancanza di specifiche disposizioni, risulterebbero ingiustamente penalizzati. La bozza prevede anche l’ipotesi di chi rientra allo stesso tempo nella fascia svantaggiata dal punto di vista economico e in quella degli utilizzatori dei dispositivi salvavita: in questo caso i bonus si sommano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/rischi-di-nuovi-aumenti-per-le-aziende-dalla-nuova-bolletta-sociale/">Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rischi di nuovi aumenti per le aziende dalla nuova ‘bolletta sociale’ - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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