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	<title>Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
</div>
</div>
<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133351</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Dicembre 2007</span></div>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</h1>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<item>
		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/lavori-pericolosi-test-antidroga-obbligatorio-per-gli-autisti/">Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato via libera all’intesa che introduce i test antidroga obbligatori per tutti i lavoratori che svolgono mansioni “delicate” per l’incolumità di terzi e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 30 novembre, prevede che i conducenti di autobus, taxi, veicoli a noleggio, trasportatori in genere, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, piloti, controllori di volo e personale navigante, possano continuare a esercitare la loro professione a patto di risultare assolutamente ‘puliti’ dalla droga. Centrale la figura del datore di lavoro. Toccherà a lui, infatti, richiedere al medico competente di effettuare gli accertamenti sanitari per individuare eventuali situazioni di tossicodipendenza abituale, o di assunzione sporadica di sostanze stupefacenti da parte dei dipendenti. Un obbligo che riguarda solo il personale adibito alle mansioni previste dall’intesa e che non si estende a tutto l’insieme dei lavoratori subordinati presenti nell’azienda. I costi della visita preventiva e periodica saranno a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’entità della spesa, l’intesa fissa un tetto preciso: “non possono essere superiori a quelli previsti per tali specifiche”, cioè alla “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”. Il test dovrà essere ripetuto con cadenza annuale e riguarderà sia i lavoratori già inseriti nell’organico, sia quelli in via di assunzione. La nuova norma non va molto per il sottile: poco importa il tipo di rapporto di lavoro instaurato. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere gli accertamenti sanitari del caso, “prima di adibire un lavoratore all’espletamento di mansioni comprese nell’elenco”. Se il test risulta positivo, il lavoratore dovrà essere giudicato temporaneamente inidoneo al servizio, dovrà quindi essere sospeso dall’attività a rischio. A questo punto il medico competente ‘affiderà’ il lavoratore al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) della Asl competente per territorio, che provvederà ad effettuare ulteriori controlli, e, nel caso a identificare un percorso di recupero anche in vista di un eventuale reinserimento del lavoratore nella funzione svolta in precedenza. Il risultato positivo del test, per uso saltuario o abituale di stupefacenti, non comporta la risoluzione automatica del rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, “può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza”. Al lavoratore ‘positivo’ è concessa una seconda chanche, può richiedere infatti la ripetizione del test che sarà condotto nuovamente sul campione oggetto dell’accertamento. Prevista anche l’ipotesi del dipendente che non si sottopone al controllo periodico. Entro dieci giorni la struttura sanitaria dispone un nuovo controllo. Se il lavoratore non adempie nuovamente all’obbligo, scatta l’allontanamento dalla mansione ‘pericolosa’ fino a che non viene accertata l’idoneità, oltre a una sanzione. Sanzione prevista anche nel caso del datore di lavoro che non rimuove dalle sue mansioni il dipendente risultato positivo allo screening anti droga. L’intesa Governo-Regioni, piuttosto precisa nel circoscrivere il campo di applicazione della norma, non lo è altrettanto nel definire le procedure per la verifica del consumo di droga, e neppure nell’identificare un percorso di recupero per i consumatori saltuari. Questi ultimi rischiano addirittura di passare indenni ai controlli, per mancanza di dati di laboratorio inequivocabili.</p>
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		<title>Lavori ‘pericolosi’: test antidroga obbligatorio per gli autisti - Confartigianato Imprese </title>
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