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	<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6769 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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</div>
<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6769 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. 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		<item>
		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6769 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<item>
		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. 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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese </title>
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