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	<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato e OpenAI insieme per portare l’intelligenza artificiale nelle PMI italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:23:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Maggio 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e OpenAI insieme per portare l’intelligenza artificiale nelle PMI italiane Sala gremita, postazioni al completo [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Da alleanza MUR, Università, Confartigianato nasce la prima Laurea per i manager dell&#8217;artigianato e delle Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/da-alleanza-mur-universita-confartigianato-nasce-la-prima-laurea-per-i-manager-dellartigianato-e-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 12:18:37 +0000</pubDate>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Le Confederazioni delle Pmi: necessaria proroga dei versamenti fiscali 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:47:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 14 Maggio 2026·FISCO Le Confederazioni delle Pmi: necessaria proroga dei versamenti fiscali 2026 Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e [&#8230;]</p>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane sul Dl lavoro: bene primato buona contrattazione e incentivi a assunzioni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/sul-decreto-lavoro-le-confederazioni-artigiane-chiedono-incentivi-strutturali-e-meno-burocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 14 Maggio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane sul Dl lavoro: bene primato buona contrattazione e incentivi a assunzioni Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6769 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel perimetro dei servizi il 61,4% dell’occupazione dell’artigianato. I valori dei servizi a vocazione artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/nel-perimetro-dei-servizi-il-614-delloccupazione-dellartigianato-i-valori-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Maggio 2026·STUDI Nel perimetro dei servizi il 61,4% dell’occupazione dell’artigianato. I valori dei servizi a vocazione artigiana   [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. 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		<title>Donne Impresa Confartigianato porta alla Convention 80 anni di voce al femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/donne-impresa-confartigianato-porta-alla-convention-80-anni-di-voce-al-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 12:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Convention Donne Impresa 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·DONNE IMPRESA Donne Impresa Confartigianato porta alla Convention 80 anni di voce al femminile L’appuntamento con la [&#8230;]</p>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Laurea in management dell&#8217;artigianato e delle Pmi: il 15 maggio la presentazione a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 12:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigiania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·FORMAZIONE Laurea in management dell&#8217;artigianato e delle Pmi: il 15 maggio la presentazione a Palermo Palermo è [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Verso una nuova stretta monetaria: le ultime tendenze del credito alle imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/verso-una-nuova-stretta-monetaria-le-ultime-tendenze-del-credito-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·CREDITO Verso una nuova stretta monetaria: le ultime tendenze del credito alle imprese &#160; Le imprese stanno [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. 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Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Alla Convention 2026 Confartigianato trasforma 80 anni di storia nella rappresentanza del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 17:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Convention 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Maggio 2026·EVENTI Alla Convention 2026 Confartigianato trasforma 80 anni di storia nella rappresentanza del futuro &#8220;80 Voglia di [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Giornata dell’Europa &#8211; Granelli: “Il futuro dell’Ue sia al fianco delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Maggio 2026·EUROPA Giornata dell’Europa &#8211; Granelli: “Il futuro dell’Ue sia al fianco delle Pmi” In un 2026 segnato [&#8230;]</p>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vigore decreto per ottenere l&#8217;Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per imprese e territori</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/in-vigore-decreto-per-ottenere-lindicazione-geografica-protetta-dei-prodotti-artigiani-opportunita-strategica-per-imprese-e-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 11:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Maggio 2026·MADE IN ITALY In vigore decreto per ottenere l&#8217;Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Spirito Artigiano racconta il soft power italiano che seduce il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:01:10 +0000</pubDate>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Il triangolo educativo famiglia-scuola-impresa nel nuovo libro di Francesca Barra &#8220;Il no che vorrei dirti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Barra]]></category>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/imprese-e-territori-dei-robot-made-in-italy-162-occupati-nel-settore-in-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ROBOT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 7 Maggio 2026·INNOVAZIONE Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni L’ibridazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/la-buona-contrattazione-al-centro-del-confronto-avviato-con-cgil-cisl-uil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Fumarola]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio landini]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Buonomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Maggio 2026·LAVORO La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil Il 6 maggio a [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Maggio 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities  Gli scontri nello [&#8230;]</p>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6769 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
</div>
</div>
<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. 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		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
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		<title>Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</h1>
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<p>Basta agli imprenditori edili ‘fai da te’. Agli imprenditori improvvisati, agli abusivi, ai doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un pessimo servizio ai consumatori. La richiesta di una normativa ad hoc che metta ordine nel settore, fornendo un’adeguata formazione agli imprenditori e frenando una deregulation che oggi permette a operatori non qualificati di “inquinare” il mercato, arriva da Anaepa Confartigianato che il 7 febbraio ha convocato una conferenza stampa a pochi passi da Montecitorio per illustrare una proposta di legge che stabilisce precisi requisiti per poter svolgere l’attività di imprenditore edile. All’incontro hanno preso la parola, oltre ai presidenti di Anaepa Confartigianato Arnaldo Radaelli e di Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, il Senatore Maurizio Eufemi (UDC), gli onorevoli di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli, Antonio Mazzocchi, Marco Zacchera, l’onorevole Antonio Rusconi (Margherita). Nessuna obiezione sui contenuti della proposta, ben riassunti dallo slogan “Meno abusivi, più sicurezza”. Qualche incertezza, invece, sull’iter a cui andrà incontro l’iniziativa, caduta proprio nel bel mezzo della crisi di Governo. Un fatto non secondario, trattandosi di una proposta di legge. I politici presenti alla conferenza sono stati prudenti e non si sono sbilanciati circa un possibile inserimento della proposta tra gli ultimi cinque provvedimenti che le Camere sono chiamate a votare a febbraio prima del termine della quindicesima della Legislatura. Un’occasione potrebbe essere offerta dal Decreto Milleproproghe, dove potrebbe entrare sotto forma di emendamento; un’altra potrebbe essere rappresentata dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, prossimo al voto. Quest’ultima appare chiaramente come la collocazione più idonea, ma è pressoché sbarrata dal fattore tempo. Secondo l’Onorevole Marco Zacchera (AN) bisognerà attendere ancora un po’ . “La proposta va nella direzione giusta. Se ci saremo ancora, la presenterò all’inizio della prossima legislatura. Su un provvedimento come questo non ci possono essere problemi: si possono raccogliere firme trasversali”. Di parere simile il Senatore Antonio Rusconi (Margherita). “L’iniziativa è condivisibile, si può portarla avanti in termini bipartisan. Non credo, però, che adesso ci siano i tempi”. Le motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta normativa, sono stati illustrati dal Presidente di Anaepa Confartigianato Radaelli. “La proposta nasce da un forte senso di responsabilità. Prima la professione era affidata ai figli d’arte, ma oggi non è più così. Questa preparazione è sempre meno presente, ciononostante bisogna garantire la giusta professionalità ai consumatori. Se non governiamo l’attuale dinamica, che tende ad abbassare il livello delle competenze di imprenditori e lavoratori, sarà difficile invertire la rotta. Governare la dinamica si traduce in regole di accesso alla professione chiare. La realtà imprenditoriale italiana in edilizia è caratterizzata da una forte frammentazione, che per noi rappresenta una ricchezza. La proposta potrebbe non trovare tutti d’accordo, perché introduce regole e limiti. Che sono però necessari per crescere in modo ordinato e per qualificarci sempre di più”. I dati confermano il quadro tracciato dal Presidente Radaelli. L’Italia con 775.886 è il primo paese Europeo per numero di imprese edili. Di queste ben 578.633 sono imprese artigiane, con un numero di addetti compreso tra uno e nove. Una miriade di piccole imprese che soprattutto nell’edilizia privata possono nascondere sacche di irregolarità e di lavoro nero. Per questo è necessario un sistema organico di regole per impedire l’ ”inquinamento” di un mercato che nel solo 2007 ha fatto registrare un valore di produzione di 196 miliardi di euro. Ma servono anche forti modifiche alla macchina dei controlli, perché le regole servono a poco se non c’è nessuno a farle rispettare. “Occorre sensibilizzare l’ANCI – ha dichiarato l’On. Rusconi – i comuni devono essere centrali nei controlli. Ma anche le Asl, che, almeno al nord, dispongono ispezioni nei cantieri grandi, meno in quelli piccoli. I controlli possono bloccare la concorrenza sleale, che in questo settore è sinonimo di minor sicurezza per i lavoratori e di minori garanzie per il consumatore. E’ importante che siano proprio gli artigiani, quindi i ‘piccoli’ a chiedere regole e a volere chiarezza”. Sui controlli interviene anche il senatore Eufemi, che, oltre a sottolineare l’importanza di strumenti come il Durc, alza il tiro e sottolinea come le ispezioni siano poche anche nei grandi complessi. “A Torino l’incidente è successo alla ThyssenKrupp, che è una grande industria”. La proposta normativa, composta di 9 articoli, si articola in tre fasi. Nella prima &#8211; che permette di conseguire un attestato di qualificazione professionale &#8211; è previsto un corso di almeno 80 ore di formazione imprenditoriale e manageriale dedicata soprattutto agli adempimenti per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo attestato dovrà essere conseguito anche da tutte le imprese più ‘giovani’, vale a dire quelle che operano da un periodo inferiore a due anni alla data di entrata in vigore della legge. Quando poi la legge andrà a regime, per poter aprire un’azienda edile i nuovi imprenditori dovranno possedere alcuni precisi requisiti. IDONEITÀ PROFESSIONALE: bisognerà frequentare corsi di formazione e istruzione professionale di durata variabile fino a 3 anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro. ONORABILITÀ: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA: l’impresa dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse economiche adeguate per svolgere l’attività.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-abusivi-piu-sicurezza/">Edilizia: meno abusivi, più sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Edilizia: meno abusivi, più sicurezza - Confartigianato Imprese </title>
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