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	<title>Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6773 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-edilizia tag-imprese" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6773 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-edilizia tag-imprese" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/edilizia-meno-dipendenti-irregolari-ma-piu-imprese-fantasma/">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma</h1>
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<p>L’edilizia registra una brusca frenata del fenomeno del lavoro nero dei lavori dipendenti, non di quello delle ditte abusive. Per le imprese edili regolari, dunque, le anticipazioni sul rapporto congiunturale del settore non sembrano essere positive, almeno non sotto questo aspetto. A metterlo in luce è un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i più recenti dati Istat sull’edilizia. Esaminando l’andamento del mercato del lavoro nero tra il 1991 ed il 2005, infatti, al calo dei dipendenti irregolari, diminuiti di un importante 16,8%, corrisponde un netto aumento delle imprese fantasma, cresciute del 23,3%. E così, le imprese regolari continuano a pagare l’alto prezzo della concorrenza sleale portata dagli abusivi, evasori che non denunciano nulla, dai contributi previdenziali alle imposte dirette, dall’Iva ai contributi camerali. In Italia, in tutto, sono state riscontrate 123.200 imprese irregolari, con un incremento percentuale, rispetto al 2004, dell’8,5%. Sono stati invece 160.500 i dipendenti irregolarmente “occupati” nei cantieri italiani. In totale, nel 2005, sono stati rilevati 283.700 casi di irregolarità, il 13,5% del mercato regolare. Una volta di più, va al Sud Italia la maglia nera. I primi nove posti della classifica per tasso percentuale di irregolarità sono occupati dalle regioni dell’Italia centro &#8211; meridionale, con il Lazio, fermo al nono posto, a fare da punto di rottura tra Nord e Sud, tra una diffusa tendenza alla regolarità ed una politica di abusivismo diffuso. Al primo posto per percentuale del lavoro nero c’è la Calabria, con il 44,3%. Seguono la Sicilia, con il 30,1%, il Molise, 20%, la Basilicata, 19,6%, e l’Abruzzo, con una quota di lavoro nero pari al 18,4% dell’intero mercato del lavoro. Gli irregolari sono praticamente inesistenti, invece, in Emilia Romagna, dove la percentuale di incidenza degli abusivi si ferma appena all’1,2%. Ottimo anche l’andamento delle imprese marchigiane, 2%, di quelle della Valle d’Aosta, 2,3%, e del Piemonte, 2,9%. In generale, dunque, quasi un quarto delle imprese edili del Mezzogiorno sono irregolari, nel Centro il 9,6%, nel Nord ovest il 6,4% e nel Nord est appena il 3,5%.</p>
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		<title>Edilizia, meno dipendenti irregolari ma più imprese fantasma - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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