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	<title>Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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</div>
<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<item>
		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<item>
		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7253 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/studi-di-settore-il-contraddittorio-al-centro-dellaccertamento/">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento</h1>
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<p>Si torna a parlare di studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha fornito nei giorni scorsi importanti chiarimenti sull’utilizzo dello strumento in sede di accertamento. In primo piano il ruolo del contraddittorio, indicato come fase essenziale per conferire fondatezza alle verifiche. In realtà, la circolare dell’Agenzia non si discosta dai precedenti orientamenti, ma compie diversi passi in avanti fornendo agli Uffici locali un quadro di riferimento organico per gestire al meglio il contraddittorio, con il fine di dare un’adeguata motivazione sia all’atto di adesione del contribuente, ma anche, nel caso in cui non ci sia adesione, al successivo avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza, finalmente, su quello che Confartigianato ha considerato da sempre come uno degli aspetti più critici degli studi di settore. Secondo la Confederazione, infatti, l’unico strumento che ha a disposizione un’azienda in sede di accertamento, per giustificare ricavi inferiori (ovviamente in assenza di comportamenti illeciti) a quelli che emergono dal software GERICO, è proprio il contraddittorio. Se questo non viene applicato in modo puntuale, si riducono sensibilmente le possibilità del contribuente di giustificare i mancati incassi. Proprio le difficoltà e le carenze che fino a oggi hanno caratterizzato l’impiego del contraddittorio, hanno spinto Confartigianato a contrastare l’inserimento &#8211; avvenuto in modo unilaterale &#8211; degli indicatori di normalità economica. Infatti, se l’esperienza avesse dimostrato che il contraddittorio forniva comunque sufficienti garanzie ai contribuenti, le carenze degli indicatori avrebbero potuto essere recuperate in quella sede. La circolare delle Entrate, a questo proposito, introduce un’importante novità che ‘depotenzia’ gli indicatori: i contribuenti che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi inferiori a quelli desumibili dagli indicatori di normalità economica non saranno soggetti ad accertamenti automatici e, in caso di accertamento, spetterà all&#8217;Amministrazione finanziaria fornire elementi di prova per motivare gli scostamenti accertati. Agli indicatori di normalità economica, quindi, non viene riconosciuta una piena capacità di rappresentare adeguatamente l&#8217;effettiva situazione produttiva del contribuente. La stima degli studi settore potrà essere utilizzata, in sede di accertamento, con modalità da considerare &#8220;sperimentali&#8221;, e i maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiranno una &#8220;presunzione semplice&#8221;. L’Agenzia delle Entrate interviene anche sull’ ”intervallo di confidenza”. Per la prima volta si stabilisce, in modo chiaro ed inequivocabile, che i soggetti che si trovano all’interno di detto intervallo “devono considerarsi generalmente in linea con le risultanze degli studi di settore”. Gli accertamenti si spostano dunque sui “non congrui”, i soggetti che hanno dichiarato un ricavo al di sotto dell’intervallo di confidenza.</p>
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		<title>Studi di settore: il contraddittorio al centro dell’accertamento - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 07 Feb 2008 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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