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	<title>Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7311 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. 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In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. 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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. 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In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. 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Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7311 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. 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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. 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In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. 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Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. 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Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. 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In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7311 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
</div>
</div>
<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. 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Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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</div>
<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. 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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. 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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">28 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</h1>
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<p>Non si può dire che durante la campagna elettorale appena conclusa l’artigianato non sia stato al centro dei programmi dei rappresentanti dei principali schieramenti politici. Sia di quelli che hanno poi vinto la sfida elettorale, sia di quelli che non hanno superato il test delle urne. Un’attenzione generale che a marzo il premier in pectore Silvio Berlusconi non aveva mancato di sottolineare, anche se con una battuta. “Il leader del Partito Democratico ha detto che le vostre proposte sono in linea con il suo programma. Se vinciamo noi, siamo evidentemente in sintonia assoluta e totale. Quindi siete in una botte di ferro”. Il nuovo Governo non si è ancora insediato, ma lo farà a breve, al più tardi a metà maggio. La ‘quadra’ dei ministri non è stata ancora raggiunta, ma sembra che non si farà attendere. I tempi, insomma, sembrano maturi per ricordare alla nuova compagine di Governo gli impegni assunti in campagna elettorale con gli artigiani e le priorità degli interventi per restituire forza e competitività alle imprese. Confartigianato ha riepilogato le iniziative, più che auspicate, attese, in un decalogo che l’Ufficio Studi Confederale ha completato indicando i costi relativi ad ogni singola misura. Partendo dalle iniziative a sostegno del mercato del lavoro. Secondo il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il Governo dovrebbe mettere rapidamente in agenda “la riduzione dei premi Inail per le imprese artigiane. Un taglio già deciso con la Finanziaria 2008, ma non ancora attuato”. In sostanza, la richiesta mira all’abolizione del complesso dispositivo di determinazione della riduzione dei premi introdotto dalla Finanziaria 2007, e a destinare i 300 milioni di euro previsti dalla stessa legge al taglio ‘secco’ dei premi, analogamente a quanto già attuato per il 2007. Confartigianato ha stimato in circa 150 milioni di euro i costi dell’operazione, poiché l’applicazione del meccanismo comporta una riduzione per il 2008 già stimata proprio dall’Inail in circa 150 milioni di euro. Altrettanto urgenti sono le misure a sostegno dell’apprendistato. La proposta di Confartigianato – dal costo di circa 90 milioni di euro – prevede l’abolizione del contributo a carico delle imprese fino a 9 dipendenti, per i primi due anni. E’ ancora il Segretario Fumagalli a indicare una terza iniziativa che il governo dovrebbe prevedere con rapidità, anzi, con “immediatezza”. Si tratta della decontribuzione del salario di secondo livello. “Già quattro anni fa – spiega il Segretario Generale di Confartigianato – abbiamo avviato nel nostro settore la contrattazione territoriale. Adesso è possibile dare “rapidissima” attuazione all’abbattimento contributivo sul II livello”. A giustificare l’invito rivolto da Confartigianato al Governo, che si traduce in un sostanziale “fate presto”, pesa il fatto che lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, sarebbe già cosa fatta, essendo stato introdotto dalla legge 247/2007 con riferimento al triennio 2008-2011. A tener ferma la misura (che vale per gli artigiani 450 milioni di euro) è la mancanza del Decreto ministeriale che fissa i criteri per attuare i benefici di legge. Decreto che il precedente Governo non ha emanato. C’è poi l’importante partita della detassazione del lavoro straordinario per i dipendenti delle imprese fino a 20 addetti. Anche in questo caso, come nei precedenti, l’Ufficio Studi di Confartigianato viene in aiuto del Governo e dà solide basi alla proposta indicando il costo possibile della misura: la detassazione completa ‘vale’ circa 1.300 milioni di euro, quella parziale, ossia l’applicazione di un aliquota secca di imposta del 10%, circa 800 milioni di euro. Sui lavori usuranti, la richiesta di Confartigianato è quella di estendere anche ai lavoratori autonomi gli stessi benefici previsti per i dipendenti. Solo per questi ultimi infatti, la legge 247/2007 prevede un bonus di tre anni sull’età pensionabile. E’poi la volta delle misure fiscali. Dopo la richiesta di innalzamento della franchigia Irap a 15.000 euro per imprese con volume d’affari fino a 180.000 euro, che vale 540 milioni, vengono quelle relative alla semplificazione degli adempimenti. Si tratta di misure che non incidono in senso negativo sui conti dello Stato, ma che contribuirebbero ad alleggerire la vita delle imprese. Con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori, ad esempio, le imprese potrebbero risparmiare 258 milioni di euro, e dalla cessazione dell’obbligo dell’invio dei corrispettivi giornalieri, i milioni di euro risparmiati sarebbero ben 156. Sempre in tema di semplificazioni, passando però dal fisco all’ambiente, Confartigianato sollecita l’eliminazione dei balzelli previsti per l’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali (sezione trasporto in conto proprio). Con un risparmio previsto per le imprese di 34 milioni di euro. Sul capitolo energia la questione di fondo è simile a quella dei lavori usuranti. Se in quel caso ad essere discriminati erano i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, in questo lo sono le piccole imprese rispetto a quelle grandi. Il problema lo spiega chiaramente il Segretario Generale di Confartigianato: “Richiediamo interventi di redistribuzione. Prendiamo il caso delle accise sul chilowattora. Chi oggi consuma più di 200mila kw non paga le accise, le piccole imprese invece, con consumi più contenuti paradossalmente pagano molte più tasse delle grandi imprese. Sono queste le cose che vanno finalmente risistemate dal nuovo Governo che si insedierà”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/confartigianato-al-governo-dalle-promesse-ai-fatti/">Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato al Governo: dalle promesse ai fatti - Confartigianato Imprese </title>
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