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	<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
</div>
</div>
<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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</div>
<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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</div>
<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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