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	<title>Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7324 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-direzioni-provinciali-lavoro tag-lavoratrici tag-lavoro tag-maternita tag-ministero tag-tutela" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7324 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-direzioni-provinciali-lavoro tag-lavoratrici tag-lavoro tag-maternita tag-ministero tag-tutela" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7324 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-direzioni-provinciali-lavoro tag-lavoratrici tag-lavoro tag-maternita tag-ministero tag-tutela" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7324 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-direzioni-provinciali-lavoro tag-lavoratrici tag-lavoro tag-maternita tag-ministero tag-tutela" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/05/lavoratrici-madri-il-ministero-chiarisce-i-punti-oscuri/">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Maggio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri</h1>
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<p>Dopo l’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternità e della paternità, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull’astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l’attesa non è poi così dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro può comportare per le mamme. Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull’argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell’interdizione anticipata, dall’altra l’impossibilità di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa. Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata “si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione”. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d’inizio del provvedimento sarà quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico. La questione si fa più ardua, invece, quando è proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice in un luogo più sicuro. La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l’impossibilità del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, però, il Ministero ha specificato che l’astensione dal lavoro sarà autorizzata “dalla data del provvedimento stesso”. Il rischio, si legge tra le righe, è che se il certificato medico non dovesse coincidere con l’inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata.</p>
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		<title>Lavoratrici madri, il Ministero chiarisce i punti oscuri - Confartigianato Imprese </title>
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