12 Giugno 2008, h. 00:00

ASSEMBLEA 2008 – Guerrini al Governo Berlusconi: “Semplificate il Paese!”

“Istituzioni, imprenditori e lavoratori, insieme per fare tutto il possibile, e anche di più, affinché tragedie come queste non accadano mai più”. Con queste parole, “doverosamente rivolte alle famiglie” dei sei lavoratori catanesi morti sul lavoro lo scorso 11 giugno, il Presidente Giorgio Guerrini ha aperto l’annuale assemblea di Confartigianato Imprese. La nuova scena politica, l’esempio degli imprenditori e la crisi che sta colpendo l’Italia. Il Presidente ha affrontato a trecentosessanta gradi la realtà di un’Italia imprenditoriale che ha bisogno soprattutto di semplificazione. Burocratica, fiscale, giudiziaria e contrattuale. La richiesta del Presidente Guerrini alle più alte cariche politiche è chiara e diretta: “Semplificate il Paese! Noi imprenditori chiediamo soltanto di poter fare gli imprenditori”. LA NUOVA SCENA POLITICA ED IL CORAGGIO IMPRENDITORIALE Per il Presidente di Confartigianato, infatti, “oggi ci sono i presupposti per far tornare il Paese ad essere protagonista di un nuovo miracolo economico”, grazie “alla chiarezza del risultato elettorale, all’ampiezza del consenso di cui gode la maggioranza e al dialogo con l’opposizione”. Ma grazie, soprattutto, “all’esempio delle micro e piccole imprese che noi rappresentiamo”, capaci con coraggio ed orgoglio di affrontare e vincere le insidie del mercato globalizzato. Con quell’orgoglio e quel coraggio, il nostro “Paese potrà togliersi di dosso le esitazioni che hanno frenato le grandi riforme in materia di liberalizzazioni, di semplificazioni, di welfare, di mercato del lavoro, di istruzione e formazione”. L’Italia ha bisogno di riaccendere il motore della crescita e per farlo non può che puntare su quelle “micro e piccole imprese che abbiamo ribattezzato con l’acronimo MPI e che rappresentano il 98% del sistema imprenditoriale italiano”. Necessario, però, “è lasciarci per sempre alle spalle l’ottusa cultura del sospetto e dell’adempimento nei confronti dell’impresa. Quella cultura – ha rilanciato Guerrini – che fa dell’Italia il primo produttore al mondo di DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva! Noi chiediamo soltanto di fare gli imprenditori, non di passare 90 giorni all’anno a sbrigare pratiche burocratiche”. Il lungo applauso giunto dalla platea dimostra le difficoltà patite dagli imprenditori artigiani in un Paese dove la burocrazia sottrae tempo e denaro a chi fa impresa. “Noi chiediamo sanzioni e durezza per chi si pone fuori dalla legalità, per i furbi. Ma pretendiamo tranquillità e semplicità di adempimenti per chi fa il proprio dovere”, questo il patto che il Presidente Guerrini, dal palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma, ha proposto al nuovo Governo, ed in particolare al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, seduto in prima fila. L’Italia che sognano gli artigiani è un Paese dove “lo Stato crea l’ambiente adatto per consentire alle imprese di produrre e di stare sui mercati. I nostri imprenditori, quando ogni mattina aprono la loro azienda, hanno un obiettivo: riuscire a superare i concorrenti migliorando la qualità dei loro prodotti e servizi. Il mercato non aspetta. Esige rapidità, intelligenza, voglia di farcela. Questa è la legge non scritta della competizione economica, dove vince la qualità delle imprese, non la loro dimensione”. Le difficoltà che stanno frenando le economie mondiali sono palesi a tutti, “così come ci sono purtroppo ben chiari, perché li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, i vincoli tutti italiani che frenano le nostre opportunità di sviluppo”. A cominciare dalla “resistenza al cambiamento, dalla tenace conservazione di privilegi e rendite di posizione che finora hanno pervaso settori pubblici e privati. E che sono la causa di quei 100 divari da colmare segnalati nel nostro Rapporto che oggi presentiamo a chi ha la responsabilità e l’opportunità di cambiare le cose”. Un’opportunità che può essere colta dal nuovo Governo, soprattutto alla luce delle prime scelte fatte. Per Guerrini, infatti, “si rivede uno Stato autorevole e che ha la forza di scegliere e di attuare le proprie scelte, nell’interesse pubblico e rispettando i cittadini. Il caso del piano rifiuti a Napoli è, in questo senso, emblematico di come si possano interrompere spirali dannose e perverse”. La speranza è che quella stessa fermezza venga riproposta dal Governo anche per la prima parte della manovra triennale finanziaria, per la quale “siamo carichi di aspettative legate soprattutto alla semplificazione di tutto ciò che finora è stato inutilmente complesso e costoso, per i cittadini e per le imprese. Ad iniziare dalla Pubblica Amministrazione”. Il Presidente Guerrini alza i toni, puntando il dito contro “gli 11,4 miliardi di euro l’anno” spesi “in oneri certificatori, ritardi, duplicazioni e rinunce per far valere i propri diritti”, ben sapendo che molti rappresentanti dell’attuale Governo hanno già espresso intenzioni simili. Guerrini cita i Ministri Brunetta, Sacconi e Calderoli. Il primo per la volontà di ascoltare le parti sociali, il secondo per aver “eliminato gravosi adempimenti in materia d’appalti” ed il terzo perché rappresenta “un sicuro alleato contro l’eccesso di norme che soffocano il Paese”. In Italia, “ci sono quasi 22mila leggi vigenti, più del doppio rispetto a quelle della Francia e quasi cinque volte più numerose di quelle della Germania”. L’invito di Giorgio Guerrini al Governo è chiaro: “Presidente Berlusconi, andate avanti su questa strada! Semplificate il Paese!”. L’applauso della platea degli imprenditori artigiani suona come una speranza, quella di poter fare impresa in un Paese che vuole tornare ad innovare, a crescere e a produrre ricchezza. USCITE D’EMERGENZA. LE PROPOSTE PER CAMBIARE Una prima possibile strada da percorrere potrebbe essere quella di istituire “un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio con lo specifico compito di valutare l’impatto di ogni nuova normativa sulle micro e piccole imprese e di redigere ogni anno il Rapporto sullo stato della micro e piccola impresa in Italia”, un paese dove “ogni giorno nascono quasi 1.200 imprese. Eliminare gli ostacoli alla creazione d’impresa non è un quindi un aspetto secondario. Tutt’altro”. A tal proposito, il Presidente Guerrini propone “di privatizzare e liberalizzare l’istruttoria amministrativa, consentendo l’accesso delle imprese alla Pa attraverso soggetti privati operanti sul mercato dei servizi”. La semplificazione burocratica del Paese è soltanto una delle vie da percorrere. Indispensabile, infatti, è anche intervenire in maniera decisa sul fisco. In Italia, “la pressione fiscale si è attestata al 43,3%, del PIL, con un aumento del 2,8% dal 2005 al 2007: un livello insostenibile – ha tuonato il numero uno degli artigiani – che va abbassato con coraggiose riduzioni specialmente a favore delle imprese più virtuose. Solo con una diminuzione delle aliquote nominali può esservi recupero di base imponibile che permetterebbe, nel medio periodo, anche un recupero di gettito”. Interventi che devono essere accompagnati “da una lotta all’evasione fiscale a tutto campo, con le imprese oneste che devono sentirsi tranquille. Meno tranquilli devono sentirsi i soggetti oggi sconosciuti al fisco sui quali deve concentrarsi un’efficace azione per scovarli e far pagare loro il dovuto”. Il recente cambio di Governo, e la diffusa volontà di far cambiare rotta al Paese, ha portato nuovi argomenti nell’agenda politica italiana. Il Presidente Guerrini li ha affrontati tutti, uno dopo l’altro. Attaccando e proponendo soluzioni. La prima è il federalismo fiscale, uno strumento che “potrebbe portare al miglioramento dell’efficienza della spesa pubblica. Una scelta, quella federalista, da compiere con coraggio e determinazione, ben consapevoli sia degli alti costi finora sostenuti per il “non federalismo” sia del fatto che, per innescare finalmente il processo di sviluppo endogeno di alcuni territori del Paese, è indispensabile avvicinare il lu

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