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	<title>Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#039;anno - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#039;anno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/burocrazia-una-tassa-da-114-miliardi-di-euro-lanno/">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#8217;anno</h1>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<p>La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l’anno. La denuncia arriva da un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato. Dall’analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l’ennesimo paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre, e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l’anno versati da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386 milioni di euro l’anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così, ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede “appena” 89,5 giorni all’anno. L’Ufficio studi di Confartigianato ha indicato anche il giorno esatto in cui un’impresa chiude il proprio conto annuale con la burocrazia per iniziare “a generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi”: l’8 maggio. Che l’Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila leggi vigenti, 9.837 per l’esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Dura lex, sed lex, si diceva un tempo. Paragoni che si sarebbero evitati volentieri se non fosse che l’Unione Europea ha iniziato a mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006, infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell’1,5% il Pil di tutta l’Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l’Ufficio studi di Confartigianato, con una “burocrazia zero” il prodotto per singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese italiane. Ma se l’Europa si pone l’obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il 2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.</p>
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		<title>Burocrazia, una tassa da 11,4 miliardi di euro l&#039;anno - Confartigianato Imprese </title>
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