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	<title>Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6829 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
</div>
</div>
<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6829 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6829 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
</div>
</div>
<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/una-petizione-per-la-qualita-certificata-del-tessile/">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile</h1>
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<p>Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.</p>
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		<title>Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 07 Jul 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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