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	<title>Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7520 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-credito tag-crisi tag-giovani tag-imprenditori tag-osservatorio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<item>
		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/crisi-economica-poco-credito-ai-giovani-imprenditori/">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori</h1>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<p>“Dall’indagine emerge che le piccole imprese italiane non avvertono una reale secessione, bensì restano in attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia”. Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, interpreta con cauto ottimismo i primi dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato, l’indagine che ha posto sotto la lente d’ingrandimento lo stato di salute dell’artigianato under 40, in particolar modo nel rapporto con gli istituti di credito. Negli ultimi tre mesi del 2008, nel pieno della tempesta che ha spazzato le borse mondiali, il 26,2% degli imprenditori intervistati ha riscontrato un irrigidimento nel rapporto con le banche. A cominciare dall’aumento delle garanzie richieste e dalla pronta richiesta di rientro del credito. A questi vanno aggiunti l’allungamento dei tempi per le procedure e l’incremento dello spread e dei costi bancari. Se il 53,4% dei giovani imprenditori artigiani considera peggiorata la situazione economica della propria azienda rispetto ai primi sei mesi del 2008, più del 72% degli intervistati “teme le future ripercussioni della crisi sulla propria azienda”. Molti gli osservatori economici che, nel corso dei mesi, hanno ipotizzato che sul mercato italiano, ben lontano dai crac delle grandi banche d’investimento americane, si sarebbe respirata aria di attesa. Pochi gli investimenti, ancor meno i rischi che gli imprenditori artigiani avrebbero corso inutilmente. Previsioni confermate, quantomeno in prima istanza, dai dati dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato. La crisi americana è sbarcata in Europa colpendo la Spagna, complice lo scoppio della bolla immobiliare, l’Islanda e la Gran Bretagna, ma, almeno per adesso, l’Italia sembra aver resistito all’onda d’urto, grazie “alla flessibilità e alla capacità di adattarsi alle richieste del mercato da parte delle piccole imprese”, come ha sottolineato Marco Colombo. I giovani imprenditori italiani guardano al futuro con attenzione, dunque, in attesa di qualche segnale che lasci interpretare il prossimo andamento dei mercati. Lo dimostra quel 14,9% degli intervistati che ha aperto nuove linee di credito nell’ultimo anno, ma soprattutto quel 5,6% che intende farlo nel 2009. Attesa ed attenzione sì, ma nessuna intenzione di interrompere il flusso degli investimenti per lo sviluppo della propria impresa. Soltanto il 12,4% dei giovani artigiani italiani, infatti, nel 2009 ridurrà il volume degli investimenti aziendali. “Nell’immediato futuro sarà necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l’accesso al credito e, contemporaneamente, rimuovere i costi ed i vincoli che ne soffocano le potenzialità”.</p>
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		<title>Crisi economica, poco credito ai giovani imprenditori - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Wed, 14 Jan 2009 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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