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	<title>Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7532 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</h1>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/raggiunto-laccordo-sulla-riforma-contrattuale/">Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Intesa raggiunta tra Governo e parti sociali sul modello contrattuale unico per i settori pubblico e privato. Dopo 16 anni cambiano le regole in base alle quali si rinnovano i contratti di lavoro e si calcolano gli aumenti delle retribuzioni. Regole nuove per il mercato del lavoro in generale, ma non nuove per l’artigianato. L’accordo, infatti, ad eccezione dei capitoli inseriti dal Governo con riferimento al pubblico impiego, recupera nei principi generali buona parte delle linee guida stabilite con Cisl e Uil nell’accordo interconfederale sulla revisione del modello contrattuale dell’artigianato del 21 novembre 2008. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio del 22 gennaio dalle principali Confederazioni imprenditoriali, tra le quali Confartigianato; dai sindacati dei lavoratori Cisl, Uil, Ugl; dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai Ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Sull’intesa manca solo la firma della Cgil, mentre banche (ABI) e assicurazioni (Ania), pur condividendo il testo, si riservano di firmare nei prossimi giorni. Per il Ministro Sacconi, l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per il risultato e sottolinea l’importante esempio lanciato dall’artigianato con la firma dell’intesa contrattuale del settore avvenuta lo scorso novembre. Che oggi può essere considerata l’apripista della riforma. “Nell’accordo, spiega Guerrini, ci sono tutti gli aspetti innovativi già contenuti nell’intesa sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato firmato dalle Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil il 21 novembre 2008. A questo proposto, mi auguro che la condivisione dell’accordo espressa formalmente anche da Cgil al nostro tavolo negoziale si traduca al più presto nella firma dell’intesa”. “Le nuove regole, prosegue Guerrini, consentono di avvicinare la contrattazione ai luoghi di lavoro e forniscono utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali. In tal senso, la riforma rappresenta un utile strumento per reagire alla crisi ed offre le condizioni per il rilancio tanto necessario per il Paese”. Tra gli altri aspetti rilevanti segnalati dal Presidente di Confartigianato vi sono anche “lo sviluppo delle relazioni sindacali basate sulla valorizzazione del modello partecipativo ed il potenziamento degli strumenti della bilateralità in materia di Welfare”. L’obiettivo di fondo dell’accordo quadro sottoscritto nel vertice di Palazzo Chigi – già insito negli accordi interconfederali dell’artigianato del 2004 e del 2006, oltre che nel recente accordo del 21 novembre 2008 – è quello di creare le condizioni per un sistema di assetti contrattuali e di relazioni sindacali non conflittuale che, attraverso la contrattazione di secondo livello, permetta di conseguire recuperi di produttività favorendo lo sviluppo ed il rilancio della crescita economia del Paese in un clima di maggiore coesione sociale.</p>
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		<title>Raggiunto l’accordo sulla riforma contrattuale - Confartigianato Imprese </title>
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