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	<title>Nel piano contro la crisi dell&#039;auto, il Governo dimentica l&#039;autoriparazione - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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</div>
<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. 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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. 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Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. 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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. 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Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. 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Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. 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Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. 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Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. 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Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. 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Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. 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Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. 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Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6886 post type-post status-publish format-standard hentry category-autoriparazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Autoriparazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</h1>
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<p>La crisi dell’auto continua a colpire duro ma a finire alle corde non sono solo i colossi del settore che registrano cali verticali nelle vendite &#8211; l’Ufficio Studi di Confartigianato ha stimato che nell’ultimo anno in Italia sono state vendute circa 332.975 auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007; in pratica sono rimaste nei concessionari circa 1.100 auto al giorno &#8211; ma anche e in qualche caso soprattutto le piccole e medie imprese che alimentano la lunga filiera dell’indotto e dei servizi. Che iniziano a scricchiolare sotto la spinta di una crisi che per alcuni settori specifici, come quello dell’autoriparazione è iniziata da tempo, dagli inizi del 2000, e che ha già determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un solo sguardo ai dati di Confartigianato sull’andamento della consistenza numerica della categoria tra il 2003 e il 2008 è sufficiente per confermare il trend negativo. Nel 2003, tra meccanici, elettrauto, carrozzieri e gommisti si contavano circa 95.102 unità, numero che nel 2008 è sceso a circa 87.025. Di conseguenza, nel quinquennio osservato, le imprese di manutenzione e riparazioni autoveicoli sono diminuite di 8.077; tenendo conto di una dimensione media di 2,6 addetti per impresa , il comparto registra una perdita di 20.960 addetti potenziali. Secondo Confartigianato Autoriparazione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i dati si riferiscono, infatti, a un periodo nel quale la flessione del settore era determinata principalmente da problemi strutturali e di mercato. Autoveicoli sempre più sofisticati e che richiedono meno interventi di manutenzione e la messa in atto da parte dei grandi gruppi di strategie di post-vendita orientate alla costituzione di ‘reti proprie’ di assistenza, hanno dato il primo forte scossone al sistema delle imprese di riparazione indipendenti. Ora si è aggiunta anche la crisi che ha investito frontalmente il settore auto nel suo complesso. E per gli autoriparatori, che hanno già dovuto affrontare un decennio difficile, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio: la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli vale, in termini di addetti, il 40,2% del totale degli addetti dell’intera filiera del settore auto e per ogni addetto alla produzione di autovetture ce ne sono circa 3,5 che operano nei settori della manutenzione e riparazione (dati Ufficio Studi Confartigianato). Le imprese che non chiudono o che non licenziano, devono comunque fare i conti con la diminuzione del fatturato. Nel confronto tra i primi tre trimestri del 2007 e il corrispondente periodo del 2008, il comparto registra una perdita di fatturato reale del 2,5%. Intanto il Governo corre ai ripari e mette a punto le prime misure a sostegno del settore dell’auto. Ma ‘dimentica’ il comparto dell’autoriparazione, tagliandolo fuori da qualsiasi misura di sostegno. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dopo che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Presidente del Consiglio Berlusconi ad allargare anche alla Confederazione il tavolo sulla crisi dell’auto di Palazzo Chigi, in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha indicato una serie di misure concrete che potrebbero rimediare alla dimenticanza, contribuendo fattivamente al sostegno delle imprese di autoriparazione. Il pilastro sul quale poggia la proposta confederale è rappresentato dalla richiesta di “considerare in una dimensione allargata il comparto automobilistico, considerando, da un lato, le aree di filiera prossime all’industria automobilistica, dall’altro delle aree di potenziale domanda che, probabilmente e comunque, non saranno in grado di intercettare gli stimoli derivanti dai cosiddetti “incentivi alla rottamazione” mediante l’acquisto di una nuova autovettura, ma che potrebbero essere, invece, interessate ad interventi di miglioramento e di messa in efficienza del parco veicoli circolante”. In sostanza, considerare in una “dimensione allargata il comparto automobilistico” si traduce nella richiesta di Confartigianato di comprendere anche l’autoriparazione tra i settori che beneficeranno delle misure che il Governo ha per ora circoscritto ai soli comparti dell’auto, dell’indotto, della componentistica e dell’automotive. Nella lettera inviata al Ministro Scajola, il Presidente Guerrini ‘suggerisce’ l’attuazione di un pacchetto di misure che avrebbero il doppio risultato di fornire un sostegno reale alle imprese e di rendere le strade più sicure attraverso la garanzia di un adeguato livello di manutenzione del parco auto circolante. La prima misura di cui Confartigianato sollecita l’attuazione è “un abbassamento, anche temporaneo, dell’Iva sulle riparazioni ed un contestuale finanziamento delle stesse attraverso misure di defiscalizzazione e di accesso al credito agevolato per la manutenzione dei veicoli”. Poi la richiesta di “prevedere incentivi per chi acquista veicoli usati euro 3 ed euro 4 e rottama veicoli con più di 10 anni euro 0, euro 1 ed euro 2”. Infine la proposta “di assicurare un ulteriore sostegno per chi decide di trasformare la propria auto da benzina a Gpl, che oggi ammonta a soli 350 euro, meno di un quarto dell’incentivo riconosciuto alle case costruttrici per l’installazione dei medesimi impianti al momento della vendita”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/nel-piano-contro-la-crisi-dellauto-il-governo-dimentica-lautoriparazione/">Nel piano contro la crisi dell&#8217;auto, il Governo dimentica l&#8217;autoriparazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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