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	<title>Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
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		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7577 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
</div>
</div>
<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</h1>
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<p>Intanto che il Governo effettua gli ultimi ritocchi sugli Osservatori per il credito, che dovrebbero debuttare a breve, consentendo – questa è l’attesa – di individuare tempestivamente tutte le criticità che nell’attuale difficile congiuntura possono frapporsi tra le imprese, le famiglie, e l’accesso al credito bancario, l’Ufficio Studi di Confartigianato ha calcolato i danni che la gelata creditizia ha già prodotto al sistema imprenditoriale. Considerando solo il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento della Banca Centrale Europea, il conto che le banche hanno presentato alle imprese nell’ultimo anno, in termini di maggiori oneri finanziari, ha raggiunto l’allarmante cifra di 13.837 milioni. I dati fanno riferimento allo scorso febbraio e confermano un trend in continua crescita: a dicembre, infatti, le stime di Confartigianato parlavano di un incremento dei costi pari a 12.537 milioni di euro. In poco più due mesi, dunque, la cifra è lievitata di ulteriori 1.300 milioni. L’analisi Confederale, prima di giungere alla conclusione che si tratta di aumenti assolutamente ingiustificati, prende in considerazione la politica condotta negli ultimi mesi dalla BCE. A luglio 2007, quindi ancor prima dello scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0%, parallelamente i tassi sui prestiti alle imprese viaggiavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, la BCE ha dimezzato i tassi portandoli al 2%, mentre le banche si sono guardate bene dall’allinearsi al ribasso, e si sono mantenute intorno al 4,83%. In sostanza, a fronte di una massiccia politica espansiva operata dalla BCE, la reazione delle banche è stata timida, con solo piccole variazioni nell’ordine dei centesimi di punto. Riconducendo gli aumenti al livello del tessuto imprenditoriale, emerge che ogni impresa, in media, ha pagato 2.267 euro in più a causa del maggior costo del denaro applicato delle banche. Le aziende del Nord sono state le più penalizzate: 2.289 euro quelle del Nord Ovest, 2.997 euro per quelle del Nord Est. Scendendo al dettaglio delle singole regioni, l’Ufficio Studi di Confartigianato osserva che in quattro regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Il primato negativo va alla Lombardia (4.064 milioni di euro); seguono il Lazio (1.597 Mln), l’Emilia Romagna (1.515 Mln), il Veneto (1.491). In media, ogni impresa della Lombardia ha pagato 4.243 euro in maggiori oneri bancari, contro i 3.576 euro delle imprese del Trentino Alto Adige, i 3.174 di quelle dell’Emilia Romagna e i 2.926 euro del Veneto. Scendendo lungo lo stivale, calano anche i costi per le imprese che oscillano tra i 793 euro della Sicilia e i 556 euro della Calabria. Ma non sono solo i maggiori costi che devono affrontare le imprese per mantenere la liquidità di cassa a rappresentare un problema. Il denaro che esce dalle banche, infatti, non solo è costoso, è anche poco, in alcuni casi inesistente. A febbraio 2009 l’8% delle imprese manifatturiere ha richiesto un finanziamento senza ottenerlo. Nel 6,6% dei casi la motivazione è il rifiuto da parte della banca, un fenomeno più marcato (6,6%) quando a richiedere la linea di credito è una piccola impresa. Tra tutti i comparti, quello manufatturiero, è quello in cui suonano con maggiore insistenza i campanelli d’allarme: a febbraio 2009 il 40,2% delle imprese hanno registrato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito bancario rispetto al mese precedente. Che l’intervento della BCE non sia riuscito a raffreddare le richieste esagerate delle banche, lo confermano i dati. Ora resta da vedere se lo strumento individuato dal Governo per correggere le storture del sistema bancario &#8211; gli Osservatori sul credito costituiti presso le Prefetture, ai quali parteciperanno anche rappresentanti di Confartigianato &#8211; sia tra tutti gli strumenti possibili quello più appropriato. L’idea di attribuire ai Prefetti un potere di monitoraggio del comportamento delle banche e degli altri soggetti che hanno influenza sulla vita delle imprese è tutt’altro che sbagliata. Quello che a una prima lettura stona è non aver dotato questi ultimi di poteri reali, un fattore che rischia di ridurre pesantemente la portata dell’iniziativa. Tra le 38 proposte presentate il 17 marzo dalla Confederazione ai Parlamentari di maggioranza e opposizione, una in particolare mirava a riequilibrare il rapporto tra banche e imprese proprio potenziando il ruolo dei Prefetti nell’ambito degli Osservatori. Si legge nel testo della proposta: “Il Prefetto, laddove rilevi comportamenti che ostacolino in modo ingiustificato l’accesso al credito, in merito alla corretta valutazione del merito del credito e delle caratteristiche dell’impresa richiedente, a dotta, entro trenta giorni dalla segnalazione (…) un’ordinanza con la quale ingiunge all’istituto di credito la rimozione delle condizioni restrittive adottate. In caso di mancato adeguamento ai rilievi contenuti nell’ordinanza, la Prefettura provvede alla segnalazione del caso alle autorità governative”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-del-credito-imprese-bruciati-in-un-anno-138-miliardi-di-euro-in-maggiori-oneri-bancari/">Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del credito: Imprese, bruciati in un anno 13,8 miliardi di euro in maggiori oneri bancari - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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