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	<title>Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</h1>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7613 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/07/nasce-il-nuovo-modello-contrattuale-dellartigianato/">Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Luglio 2009</span></div>
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<p>La riforma del modello contrattuale dell’artigianato è realtà. L’ufficialità è arrivata il 23 luglio 2009, quando Confartigianato, le altre sigle dell’artigianato, Cisl e Uil hanno messo la propria firma sull’intesa che rende operative le indicazioni dell’accordo. All’appello manca soltanto la Cgil, unica a non aver ratificato l’accordo per riformare il sistema contrattuale dell’artigianato. “Un accordo che rappresenta un nuovo patto sociale &#8211; spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese &#8211; e che crea le condizioni per stabilizzare i provvedimenti di decontribuzione e detassazione delle erogazioni di secondo livello e consente, di fronte all’attuale crisi, di disporre di un sistema di ammortizzatori sociali rinnovato e più inclusivo”. “L’accordo sulla riforma contrattuale &#8211; rilancia Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese &#8211; potrà offrire utili risposte in termini di recupero di produttività e di competitività per le imprese, di maggiori tutele e più salario per i lavoratori, di maggiore sviluppo per le economie locali ed è in linea con le misure anticrisi varate dal Governo”. Nel dettaglio, il nuovo modello rafforza la contrattazione di secondo livello, rimandando al livello regionale gli aumenti legati alla produttività. “In questo modo &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; si aiuteranno i territori a distribuire ricchezza dove viene prodotta e ad affrontare al meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione mirata”. Contrattazione di secondo livello e non solo, perché con il nuovo modello viene introdotto un nuovo indice previsionale, l’IPCA, un indice europeo armonizzato che esclude il costo dei prezzi dei beni energetici importati. “La scelta di adottare un parametro che non consideri i prezzi energetici &#8211; ha ripreso Guerrini &#8211; nasce dalla volontà di tenere le imprese al riparo dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”. Altro punto caldo dell’accordo è la semplificazione del numero di contratti di lavoro dell’artigianato. Le attuali 16 aree, infatti, diventeranno 9 già dalla prossima tornata contrattuale. Già lo scorso 21 gennaio, giorno della quadratura del cerchio dell’intesa, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, aveva accolto con grande soddisfazione il nuovo modello contrattuale dell’artigianato, definito “storico, perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”. In linea con i principi della legge 2/2009, quella sulla riforma degli ammortizzatori sociali, voluta proprio dal Ministro Sacconi, l’accordo firmato dalle sigle dell’artigianato e dai sindacati dei lavoratori “prevede un ruolo attivo degli Enti Bilaterali, quale strumento per gestire aspetti importanti del welfare contrattuale, responsabilizzando imprese e lavoratori, per disegnare un modello sostenibile che possa spaziare dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione continua a al sostegno al reddito, facendo leva sul federalismo, sull’esperienza della bilateralità e sulla contrattazione decentrata”, ha concluso il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.</p>
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		<title>Nasce il nuovo modello contrattuale dell’artigianato - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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