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	<title>Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
</div>
</div>
<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. 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Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
</div>
</div>
<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. 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Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. 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Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
</div>
</div>
<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
</div>
</div>
<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
</div>
</div>
<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. 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Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7622 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</h1>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/crisi-e-credito-bancario-le-imprese-alla-ricerca-di-liquidita/">Crisi e credito bancario, le imprese alla ricerca di liquidità</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
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<p>Credito, crisi economica e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nel travagliato rapporto tra banche e piccole imprese. Questo il filo conduttore del confronto tra Alessandro Profumo, Amministratore delegato di UniCredit Group, Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, e Franco Masera, Managing partner di KPMG Advisory. Una tavola rotonda organizzata per andare dritti al cuore di una stretta creditizia che rischia di bloccare gli ingranaggi del più potente motore di sviluppo economico e produttivo del Paese, l’artigianato e la micro e piccola impresa. Un confronto per capire le dinamiche generali del sistema bancario italiano e dei suoi soggetti più rappresentativi, un big player del calibro di UniCredit e le centinaia di banche di credito cooperativo che da sempre sostengono il fare impresa sul territorio italiano. Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi, l’opportunità di rivedere gli accordi di Basilea 2, diventati impermeabili con la stretta creditizia, e l’immediato futuro economico italiano sono stati l’oggetto del confronto tra i dirigenti del Sistema Confartigianato e le due più rappresentative identità bancarie del Paese. Senza tralasciare i temi di maggiore attualità sulla scena economico-politica italiana. Alessandro Profumo, amministratore delegato del colosso finanziario di piazza Cordusio, ha scelto la Summer School di Confartigianato per rispondere ai recenti attacchi del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, agli istituti bancari. “Le banche &#8211; aveva dichiarato il titolare di Via XX Settembre &#8211; non comandino sui governi. Non ha senso che gli istituti bancari siano più grandi dei governi stessi. Quando hanno problemi, poi, questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche”. Micro e piccole imprese comprese. Davanti a chi rappresenta le Pmi italiane, Profumo ha precisato che “da noi la politica non entra in banca. Le nostre scelte cercano sempre di essere orientate alla gestione e a fare impresa. Lascerei la componente politica per entrare in quella dimensionale: il tema sollevato dal ministro Tremonti è corretto. Abbiamo visto in Svizzera e Olanda che la dimensione delle banche era tale, rispetto al Pil nazionale, da generare tensioni. Il nostro sistema bancario, grazie all’evoluzione degli ultimi anni, è diventato molto più solido e stabile”, ha aggiunto Profumo. Niente polemiche, quindi. Le banche sanno cosa devono fare e lo fanno. “A fine agosto &#8211; ha risposto l’amministratore delegato di UniCredit Group a chi accusava le banche di aver bloccato i flussi creditizi verso le imprese &#8211; su un totale di 7 miliardi di euro, i nuovi fidi o gli aumenti di fidi sono stati pari a 2,3 miliardi. E’ quindi sbagliato dire che non eroghiamo. Come è falso sostenere che non c’è stato alcun vantaggio per i nostri clienti. Negli ultimi dieci anni &#8211; ha rilanciato Alessandro Profumo &#8211; il nostro margine è passato, in proporzione, da 100 a 35. Questo vuol dire che il sistema bancario ha lasciato ai propri clienti il 65% dei margini. Poche altre industrie hanno fatto lo stesso”. Un ultimo attacco, Profumo, l’ha riservato a Basilea 2, un set di parametri bancari che non hanno mai convinto i piccoli imprenditori italiani, abituati a parlare con la propria banca, non ad essere catalogati e gestiti come un’immensa biblioteca di numeri seriali. “Bisogna smitizzare Basilea 2 &#8211; ha detto senza mezzi termini l’ad di UniCredit Group &#8211; Il 60% della valutazione di un cliente viene eseguita su parametri soft, comportamentali e non legati al bilancio aziendale dei correntisti. La chiave di successo per una banca era ed è la prossimità con il cliente”. Vicinanza e conoscenza che nel mondo produttivo italiano si chiamano Confidi, una fitta rete di Consorzi di garanzia creditizia legata a doppia mandata ai territori. Quegli stessi Confidi che Franco Masera di KPMG Advisory ha definito “un ottimo strumento di mediazione, comunicazione e personalizzazione del credito alle imprese italiane”. Con l’introduzione dei parametri di Basilea 2, però, “i Confidi 107, quelli con una maggiore attività finanziaria e maggiori mezzi patrimoniali, rischiano di minare la forza capillare dei Confidi”. I Confidi sono tornati al centro del dibattito quando, durante il giro di domande agli ospiti, c’è stato chi ha chiesto spiegazioni sulla tendenza bancaria a preferire proprio i Consorzi articolo 107 ai 106. La risposta, secondo Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, sta “nella maggiore portata economica e finanziaria dei primi, capaci di garantire in maniera più efficace maggiori finanziamenti rispetto agli altri”. Presente e futuro dell’economia e del sistema bancario si sono alternati nel corso del dibattito. Per il futuro, stando alle dichiarazioni di Alessandro Azzi, la novità più importante e prossima è “l’adesione al progetto della Banca del Mezzogiorno da parte delle Bcc italiane, che possono offrire nuove opportunità alle imprese in termini di finanza agevolata, scouting di nuove imprese e facilitazione del lavoro dei Confidi. Il nostro progetto, che dovrebbe essere pronto a breve, coinvolgerà le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese italiane, fondamentali – ha concluso Azzi &#8211; per riuscire in un progetto tanto ambizioso”.</p>
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