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	<title>Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. 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Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. 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Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. 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Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7623 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-623 tag-rappresentanza tag-school tag-summer" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
</div>
</div>
<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/summer-school-2009-la-rappresentanza-ai-tempi-della-crisi/">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi</h1>
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<p>La crisi rappresenta un punto di rottura con il passato, un’inversione di tendenza nelle consuetudini sociali e nelle prassi economiche valide fino a quel momento. In uno scenario simile, non mancano opportunità e possibilità per chi ha testato la tenuta del proprio modello imprenditoriale. Da questa convinzione è partito il confronto tra governo, opinione pubblica e mondo imprenditoriale italiano all’indomani di una crisi economica e finanziaria che ha dimostrato, senza possibilità di replica, la necessità di trovare “il coraggio per riformare quegli schemi che fanno la fortuna di poche ed esclusive minoranze”, come ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini. Summer School 2009, tavola rotonda sulla rappresentanza e sulle dinamiche socio-economiche del nostro Paese. Sul palco della Sala convegni dell’ATA Hotel Villa Pamphili di Roma sono intervenuti Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico, Dario Di Vico, editorialista di quel Corriere della Sera che ha abbracciato la causa delle Pmi con un’inedita passione, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quando il picco massimo della crisi sembra ormai alle spalle, “la sensazione ed i numeri statici dimostrano che la recessione ha colpito maggiormente alcuni settori produttivi, su tutti il manifatturiero. E’ un momento di difficoltà che dura da tempo, che non è ancora concluso e che si è abbattuto principalmente sul Made in Italy, quello che vive di export”. L’analisi di Giorgio Guerrini parte da queste considerazioni. “L’artigianato ha sofferto e continua a farlo, ma la crisi ne ha evidenziato anche la capacità di tenuta. Nonostante la netta contrazione del fatturato e del Pil nazionale &#8211; ha continuato &#8211; non c’è stata un’altrettanto drastica diminuzione del numero delle imprese e degli addetti occupati. In uno scenario simile, però, noi che veniamo dalla cultura del fare non abbiamo visto una relazione tra ciò che è stato detto e ciò che è stato realmente fatto per liberare l’Italia dai vincoli che ne bloccano lo sviluppo. A cominciare dalle liberalizzazioni, che hanno portato risultati apprezzabili soltanto in pochi e marginali settori della nostra economia”, ha denunciato il Presidente Giorgio Guerrini. Citando le tesi della più recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, Guerrini ha sottolineato la necessità di “porre il bene comune come obiettivo dell’azione politica”. “In Italia, il bene comune non è l’industria &#8211; ha rilanciato Dario Di Vico, analista del più autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera &#8211; e la crisi ha dimostrato l’assoluta autoreferenzialità dell’industria nazionale. Il progresso e la modernità venivano generalmente accostati alla grande produzione industriale. La crisi, invece, ha dimostrato che questo schema culturale va cambiato. L’industria ha dimostrato la propria autoreferenzialità, il terziario ha dimostrato di essere un secondo bluff. Soltanto la micro e piccola impresa &#8211; ha aggiunto Di Vico &#8211; ha dimostrato di essere reale, di essere carne ed ossa dell’economia italiana. La rappresentanza delle Pmi deve riuscire a tesaurizzare ciò che la crisi ha evidenziato. Personalmente &#8211; ha concluso l’editorialista del Corriere della Sera &#8211; vedrei bene la nascita di un soggetto unico di rappresentanza dei piccoli imprenditori italiani. L’importante – ha aggiunto &#8211; è non commettere lo stesso errore commesso dai tre sindacati dei lavoratori, che hanno sacrificato la rappresentanza a favore del potere”. Di rottura con il passato, cogliendo le opportunità offerte dalla crisi finanziaria, ha parlato anche Luigi Mastrobuono, Capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dubbio, nessuna indecisione per il collaboratore del ministro Scajola, “la crisi ci impone di cambiare determinate logiche operative. La forza e l’incisività della rappresentanza della micro e piccola impresa – ha spiegato il dirigente ministeriale &#8211; passa per le reti d’impresa e per il legame con i territori, per la capacità aggregativa delle imprese. E’ opportuno coltivare una cultura di orientamento all’internazionalizzazione. Un obiettivo a cui devono mirare anche le Camere di Commercio, giunte ormai alla conclusione di un lungo periodo di prova dopo la riforma avviata più di dieci anni fa. Non voglio giudicare l’operato delle CCIAA, ma sono convinto che queste possano fare di più e meglio rispetto ad oggi”. Innovazione e cambiamento che Mastrobuono pensa essere introdotti anche nella mappatura della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, con un esplicito riferimento al “patto del Capranica”, stretto dalle cinque Organizzazioni dell’artigianato e del commercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. “Credo sia giunto il momento di pensare ad iniziative profondamente innovative, che rompano in maniera decisa con il passato. Non credo alle alleanze tra le Organizzazioni di rappresentanza. Sarebbe opportuno, piuttosto, arrivare ad un soggetto unico di rappresentanza della piccola imprenditoria italiana”. Tesi condivisa anche dal Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, secondo cui “è giunto il momento per pensare ad un soggetto unico capace di muoversi in maniera rapida e decisa, univoca ed efficace, pronto a rappresentare gli interessi di una categoria” che ha saputo reggere l’urto di una crisi economico-finanziaria che ha invece fatto tabula rasa di altri settori produttivi.</p>
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		<title>Summer School 2009, la rappresentanza ai tempi della crisi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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