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	<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. 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Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
</div>
</div>
<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. 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L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
</div>
</div>
<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. 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L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. 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L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
</div>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. 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L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese </title>
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