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	<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
</div>
</div>
<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
</div>
</div>
<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. 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L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7646 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone tag-arezzo tag-festival tag-persona tag-sacconi tag-welfare" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Ottobre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/10/welfare-sociale-il-ministro-sacconi-incontra-gli-artigiani-ad-arezzo/">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo</h1>
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<p>“Lo Stato sociale, conosciuto anche come Welfare state, è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile”. Tra questi diritti, secondo la definizione enciclopedica del termine, ci sono “l’assistenza sanitaria e di vecchiaia, i sussidi alla disoccupazione e alle famiglie che vivono in un accertato stato di bisogno”. Di welfare, dunque, si è parlato nel corso dell’evento conclusivo del Festival della Persona di Arezzo. Per farlo, sul palco della Sala congressi dell’Hotel Minerva sono saliti un’economista, Gianfranco Cerea, docente di Economia pubblica all’Università di Trento, uno storico dell’economia, Giulio Sapelli, docente di Storia dell’economia all’Università di Milano, ed il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Nazione, Giuseppe Mascambruno, ha offerto un’ampia e condivisa panoramica sulle necessità, le proposte e l’attuale realtà sociale del nostro Paese. Giulio Sapelli ha puntato l’indice contro la “precarietà delle economie” emersa in maniera netta durante la recente crisi finanziaria, contro la “sovrapproduzione consumistica che si sta attuando nei mercati di tutto il mondo” e contro l’aumento delle spese di gestione dello Stato italiano. “Negli ultimi dieci anni &#8211; ha sottolineato &#8211; soltanto la spesa per gli enti locali è aumentata del 145%”, ha ricordato l’economista. Dopo una prima analisi dei principali sistemi sociali nazionali, dal welfare tipico dell’Europa settentrionale a quello di stampo americano, l’economista ha illustrato le caratteristiche delle tre vie del sistema previdenziale, interamente pubblico, individuale o con la convergenza tra i due diversi modelli. Una possibile soluzione alle problematiche del welfare italiano l’ha presentata Gianfranco Cerea. “In Trentino Alto Adige &#8211; ha detto Cerea &#8211; esiste un efficace sistema di previdenza complementare, basato sul principio di un welfare che faccia leva sulla sussidiarietà”. I dati d’adesione, d’altronde, ne dimostrano la qualità. “In Italia, mediamente, soltanto il 20% dei lavoratori ha aderito alla previdenza complementare. Nella sola Provincia di Bolzano, invece, la percentuale sale al 72%, il 60% senza considerare i stagionali o i lavoratori stranieri”. Numeri buoni per dimostrare “le tante criticità del Sistema italiano” e per lanciare una proposta nuova, particolare. “Si tratta, in parole semplici, di un TFR che accompagni la persona fin dalla nascita, un fondo dove far convergere tutte le forme assistenziali erogate dallo Stato, dove conservare un risparmio che si accumula nel tempo. Durante la vita lavorativa, inoltre, quel fondo diventerebbe la previdenza complementare con cui finanziare e garantire le spese sociali della persona. Bisogna cambiare i rapporti tra pubblico e privato &#8211; ha dichiarato Cerea &#8211; Così facendo, alla sfera pubblica spetterebbe il compito di garantire l’assistenza di base, lasciando che ulteriori risorse vengano accumulate dall’impegno specifico della persona. Bisogna responsabilizzare i cittadini”, ha poi concluso l’economista Gianfranco Cerea. Parole che devono aver trovato d’accordo anche Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per iniziare il proprio ragionamento sul welfare italiano è partito dalla stessa parola, responsabilità. “Il nuovo modello che abbiamo cercato di descrivere nel Libro Bianco ha in un concetto fondamentale la sua prima espressione &#8211; ha esordito il Ministro &#8211; E’ un concetto della presa in carico della responsabilità della persona, della partecipazione della persona al suo stesso benessere ed in funzione, anche, di quell’idea di sussidiarietà i cui primi destinatari sono proprio la persona e la famiglia”. Ripartire dai valori che sono alla base della coscienza della persona significa “ripartire dalla nostra verità, da quei valori che appartengono al senso comune della nostra cultura perché è lì che trovate la persona, la persona come essere in relazione, la persona che si realizza nelle relazioni e che nelle relazioni trova il senso della vita, a partire dalla famiglia, nella quale non si determinano solo relazioni affettive, ma anche relazioni economiche, come insegna la storia degli artigiani italiani, nella quale si sperimentano le prime forme di sussidiarietà. Non è retorica, significa rimettere in discussione ciascuno nel proprio ambito se veramente la persona è il fine ultimo di ogni nostra azione. Questo significa ripartire dalla centralità della persona e riconoscere il valore della vita”, ha aggiunto il Ministro. Parlando del “Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, “operazione partecipata per la quale ringrazio Confartigianato per gli efficaci contributi”, il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza di “razionalizzare le risorse sociali” e le “differenti garanzie sociali tra Nord e Sud a livello di prestazioni sociali, sanitarie ed assistenziali”. Per colmare quel divario, Sacconi ha fatto ancora appello alla “responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini”, tornando sul Libro Bianco del welfare, “un documento che si basa su tre diritti fondamentali della persona &#8211; ha ricordato Sacconi &#8211; La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, una giusta remunerazione, che offra garanzie e che premi il merito e la competenza, e, soprattutto, la conoscenza, come aggiornamento continuo delle competenze professionali di ciascuna persona. L’inoccupazione &#8211; ha rilanciato &#8211; è la prima minaccia a questo diritto”. “Serve una formazione continua che non si traduca in attestati e titoli. E’ necessario dare valore professionale alla persona &#8211; ha ripreso il Ministro &#8211; puntando sulla bilateralità, su una nuova forma di contrattazione che riconosca i territori, e le persone, come obiettivo principale del proprio operare. Per questo motivo ringrazio nuovamente Confartigianato per aver realizzato il nuovo modello contrattuale che ha decentrato la contrattazione collettiva, dando quindi la decisiva spallata a quel monumento del conflitto distributivo che era il contratto nazionale”. “Non è un caso se Confartigianato è l’unica rappresentanza imprenditoriale ad aver pensato e realizzato un Festival della Persona. L’imprenditore artigiano è una persona che vive con altre persone, i suoi collaboratori &#8211; ha sottolineato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato – Quello che coraggiosamente abbiamo voluto evidenziare in questi tre giorni è che la persona non è un individuo isolato ma una parte della propria comunità, con cui necessariamente instaura un rapporto di condivisione. Condivisione che gli artigiani italiani hanno tradotto in mutualità, in un’assunzione condivisa delle proprie e altrui responsabilità, che nel nostro mondo imprenditoriale si traduce nei sistemi mutualistici ed i Consorzi fidi”.</p>
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		<title>Welfare sociale, il ministro Sacconi incontra gli artigiani ad Arezzo - Confartigianato Imprese </title>
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