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	<title>Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7683 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/rivoluzione-telematica-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti/">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7683 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti</h1>
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<p>Chi mai avrebbe pensato di rimpiangere i formulari di carta che da anni regolano la gestione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti nelle attività di impresa. Ora questo potrebbe accadere. Il condizionale comunque è d’obbligo, perché il Sistri, questo il nome del rivoluzionario e sofisticato sistema di tracciatura digitale dei rifiuti pericolosi che a breve rimpiazzerà il MUD, il registro di carico e scarico e il formulario di trasporto, ha debuttato ufficialmente solo da pochi giorni. Troppo presto per una stroncatura. Per il Ministero dell’Ambiente, il Sistri renderà più semplici procedure e adempimenti riducendo così i costi sostenuti dalle imprese. Sulla distanza, forse, sarà proprio così. Nell’immediato, invece, le complessità sembrano aumentare, e anche gli oneri economici sono ben superiori a quelli per l’acquisto dei formulari. Da ora in avanti, salvo un improbabile contrordine, chi produce anche piccole quantità di rifiuti speciali, dovrà versare un contributo annuale, e dotarsi di alcuni strumenti informatici per contabilizzare i dati dei rifiuti prodotti e smaltiti. Anche per i trasportatori il passaggio non sarà indolore: tra i nuovi obblighi, avranno anche quello di installare sui mezzi una scatola nera con collegamento satellitare, in grado di registrare gli spostamenti dei carichi. Visto che il processo di informatizzazione non coinvolge ancora tutte le micro e piccole imprese, il Ministero dell’Ambiente ha accolto una proposta di Confartigianato: la registrazione dei dati potrà essere effettuata anche dalle associazioni confederali. Un aiuto concreto in panorama dove non mancano le incertezze. Il Sistri, ufficialmente, è in vigore già dal 14 gennaio, e il tempo concesso alle imprese per adeguarsi alla nuova disciplina è davvero poco. Il decreto suddivide in tre categorie i soggetti tenuti ad adeguarsi. Sorvolando sulla prima fascia, composta da imprese con più di cinquanta dipendenti, e sulla terza, composta da aziende che producono o che trasportano rifiuti non pericolosi, che possono aderire al sistema su base volontaria, è nel secondo gruppo che rientrano la maggior parte delle piccole imprese artigiane. Entro il 28 marzo 2010 scatterà l’obbligo di iscrizione al sistema Sistri per le imprese fino a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi. L’iscrizione non si tradurrà automaticamente nella necessità di effettuare da subito le registrazioni attraverso la procedura informatizzata. Per questo ci vorrà ancora qualche mese, precisamente a artire dal 13 luglio 2010, a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Rivoluzione telematica per lo smaltimento dei rifiuti - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 25 Jan 2010 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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