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	<title>Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6969 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/finanziamento-dei-controlli-sanitari-una-norma-da-rifare/">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare</h1>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<p>Nata bene a Bruxelles, recepita male a Roma, da alcune regioni applicata alla lettera, da altre congelata in attesa di chiarimenti. E’ la storia incredibile del decreto legislativo 194/2008 che ha trasformato una semplice possibilità offerta dall’Unione Europea in una amara certezza per tante piccole imprese del settore alimentare. La possibilità era quella di far pagare agli operatori del settore i costi dei controlli sanitari obbligatori; la certezza è che il Governo si è avvalso di tale facoltà. Ma è andato anche oltre: ha esteso il pagamento della tariffa a tutte le aziende del comparto alimentare con il risultato che le imprese, anche quelle micro, pagano quanto quelle con capacità industriali. Inascoltate le raccomandazioni del legislatore di Bruxelles che, in caso di applicazione della tariffa, aveva comunque raccomandato la mano leggera. Tre le fasce tariffarie, si parte da un minimo di 400 euro all’anno. Ma attenzione, “Regione che vai gabella che trovi”, oppure, “che non trovi”. Già, perché l’applicazione del decreto sul territorio è tutt’altro che uniforme. E non c’è da stupirsi: le indicazioni approvate dalla conferenza Stato-Regioni, in linea con lo spirito della norma europea, non sono state prese in considerazione da palazzo Chigi. E visto che il Ministero della Sanità non ha ancora fornito le indicazioni tecniche per il versamento delle tariffe, alcune Regioni, è questo i caso del Piemonte, pareggia i conti con il Governo, bloccando la riscossione delle tariffe. Ma se il Piemonte va nella direzione di un aiuto alle imprese c’è anche chi fa esattamente l’opposto. La Puglia ad esempio, che ha previsto l’iscrizione coatta nella fascia tariffaria più alta, per tutte le imprese di cui l’amministrazione non ha elementi per determinarne l’entità produttiva. Ne ha fatto le spese, tra le altre una pasticceria di Galatina, in provincia di Lecce, che dovrà sborsare ben 2359 euro. A lanciare l’allarme è Confartigianato Alimentazione che dopo aver percorso la strada di palazzo Chigi, si rivolge direttamente ai parlamentari del territorio con la proposta di un’azione comune per dare una nuova chance alle piccole imprese, danneggiate da un’interpretazione davvero troppo estensiva della norma europea. “Nell’ultimo direttivo – spiega il Presidente di Confartigianato Alimentazione Giacomo Deon – abbiamo deciso di inviare a tutte le nostre federazioni regionali e associazioni provinciali una denuncia da portare a conoscenza dei nostri politici del territorio. Ci auguriamo che questo nostro nuovo intervento possa far nascere qualche novità in una vicenda che davvero lascia senza parole”.</p>
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		<title>Finanziamento dei Controlli sanitari? Una norma da rifare - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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