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	<title>OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/in-8-mesi-di-dazi-usa-pmi-perdono-53-milioni-di-export-al-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/premio-pietro-calabrese-ai-grandi-nomi-della-cultura-dello-sport-e-del-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/smeunited-a-confronto-con-la-presidente-von-der-leyen-sulle-politiche-a-favore-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</h1>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/il-presidente-granelli-enciclica-magnifica-humanitas-riafferma-primato-di-intelligenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Magnifica Humanitas]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Maggio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221; &#8220;Accogliamo l&#8217;Enciclica Magnifica Humanitas di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/02/occhialeria-e-allarme-precipita-loccupazione-e-il-numero-delle-imprese/">OCCHIALERIA – E’ allarme: precipita l’occupazione e il numero delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Giusto attraverso un paio di lenti rosa, il comparto dell’occhialeria artigiana può guardare con ottimismo al proprio futuro. “Il settore – spiega il Presidente delle occhialerie artigiane aderenti a Confartigianato Tiziano De Toffol &#8211; sta soffrendo da parecchio tempo, i dati sono inconfutabili: in un anno, tra ottobre 2008 e ottobre 2009 abbiamo perso il 30% dei dipendenti e il 20% delle imprese a livello Ebav. Numeri davvero pesanti”. A pochi anni dal boom che ha liberato l’occhiale dall’asettica etichetta di ‘presidio medico’, consacrandolo a irrinunciabile accessorio di moda, bandiera del più raffinato e tecnologico Made in Italy, il settore deve ora confrontarsi con una realtà gravissima e contraddittoria. Nonostante la crisi planetaria e il crollo dei consumi, infatti, l’export del settore, che nel 2009 ha fatturato 1.738 milioni di euro, va meno peggio di quello che si potrebbe pensare, con perdite certo molto gravi ma più contenute rispetto al manifatturiero nel suo insieme. Nel picco più profondo della crisi, le esportazioni italiane di occhiali hanno registrato una flessione del 15%, contro la media del -22,3% della manifattura, con mancati guadagni per circa 318 milioni di euro Gli occhiali si producono e si vendono, eppure le piccole imprese chiudono. Una vera moria: nell’ultimo decennio il loro numero, nelle dolomiti venete, culla dell’occhialeria mondiale, è addirittura dimezzato passando da 495 alle attuali 189. Una spiegazione? Il prodotto che raggiunge i mercati internazionali con il marchio Made in Italy è sempre meno tricolore, sempre più massicciamente realizzato fuori dal Paese. Più della crisi sono la delocalizzazione delle produzioni e le maglie larghe della normativa sulla marcatura dei prodotti a minare la solidità delle piccole imprese, e i recenti provvedimenti del Governo in materia di tutela del Made in Italy non rimettono le cose in ordine, lasciando fuori proprio l’occhialeria. E Palazzo Chigi sembra poco propenso a riensarci. Ma la partita per tutelare artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;occhiale è tutt’altro che chiusa, anche se le maggiori tutele difficilmente arriveranno dalla proposta di legge 2624 “Reguzzoni-Versace”, nella quale sembra ormai certo che il settore non sarà inserito, come ha ribadito l’onorevole Marco Reguzzoni, Vice presidente dei Deputati della Lega Nord e cofirmatario dell’iniziativa legislativa, al Presidente di Confartigianato Occhiali Tiziano De Toffol. “Abbiamo avuto la conferma – spiega De Toffol &#8211; che l’occhialeria rimane fuori, rimane dimenticata ai margini del sistema moda in quanto non fa parte dell’operazione strategica che ruoterebbe intorno al Made in Italy. Siamo amareggiati, comunque la norma, che è certamente migliorabile resta uno stimolo fondamentale per accelerare la discussione europea in ordine alla introduzione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;indicazione di provenienza, almeno per alcune categorie di prodotti”. “Ed anche se oggi dovesse restare delimitata al settore del tessile – conclude De Toffol &#8211; va considerata come una prima sperimentazione da valutare, aggiornare ed eventualmente allargare ad altri settori produttivi a partire, ovviamente dall&#8217;occhialeria&#8221;.</p>
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