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	<title>Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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</div>
<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
</div>
</div>
<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/05/dopo-la-siae-e-d-il-consorzio-fonografici-anche-la-rai-punta-le-radio-e-le-televisioni-degli-artigiani-italiani/">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7723 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Maggio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Dopo la SIAE e d il Consorzio Fonografici, anche la RAI punta le radio e le televisioni degli artigiani italiani</h1>
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<p>Il 3 gennaio 1954 gli italiani assistevano alla prima trasmissione Rai. Quella stessa Rai che oggi chiede il versamento di un abbonamento speciale, diverso da quello domestico, agli imprenditori che hanno un televisore o una radio nel proprio laboratorio, negozio o officina. Che lo accendano o meno, che funzioni o no, non importa, la Rai vuole quei soldi. La ragione? Una legge, o meglio, un regio decreto del 1938. Sedici anni prima di quel 3 gennaio 1954. Una storia paradossale, assurda per certi versi. Nato come una vera e propria tassa sul possesso di un televisore o di una radio fuori dalle mura domestiche, l’abbonamento speciale va dai 195 euro annui richiesti proprio ad artigiani, circoli e studi professionali, ai 6.500 euro imposti agli alberghi di lusso con più di 100 camere da letto. Chi non paga, rischia una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 516 euro. Un vero e proprio salasso, soprattutto se si considera che oltre alle pretese di Mamma Rai, gli imprenditori già versano i diritti d’autore alla SIAE, mentre restano in attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sulle richieste avanzate anche dal Consorzio Fonografici, con cui Confartigianato sta combattendo una battaglia legale contro un’ulteriore tassa imposta ad artigiani e piccoli imprenditori. Nel frattempo, chi non vorrà pagare l’abbonamento speciale può presentare una regolare “denunzia” alla RAI, come si legge nel testo del regio decreto del 1938, avendo cura di riporre il proprio televisore, anche se rotto o non funzionante, dentro un sacco di iuta e di sigillarlo con fil di ferro ed un piombino timbrato. In quel sacco di iuta, però, andrebbe chiuso quel regio decreto nato sedici anni prima dell’inizio delle trasmissioni Rai.</p>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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