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	<title>La &#039;&#039;Reguzzoni&#039;&#039; vicina allo sblocco - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7022 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7022 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7022 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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</div>
<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7022 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7022 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/02/la-reguzzoni-vicina-allo-sblocco/">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Febbraio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La &#8221;Reguzzoni&#8221; vicina allo sblocco</h1>
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<p>L’Europa ha rispedito al mittente la Reguzzoni-Versace. Due stati membri, Ungheria e Francia, a tre mesi dalla notifica hanno espresso parere negativo sul decreto attuativo della legge italiana sul Made In. L’effetto immediato della doppia bocciatura è che il provvedimento più atteso da oltre 73mila aziende del tessile, abbigliamento, calzaturiero &#8211; un provvedimento fortemente sostenuto da Confartigianato &#8211; finisce nel freezer per almeno altri tre mesi. L’entrata in vigore del provvedimento, prevista per lo scorso 1° ottobre, infatti era condizionata al sì di Bruxelles. Che non c’è stato. E ora l’Italia ha tempo fino a metà aprile per apportare le modifiche sollecitate dai due Paesi. Ma dal 18 gennaio (giorno della doppia euro-bocciatura) a oggi, qualcosa si è mosso. L’Italia insomma non è stata a guardare e ci sarebbero delle novità. Per fare il punto sull’iter del provvedimento abbiamo sentito la Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, la leghista Manuela Dal Lago. Presidente, cosa succede ora dopo lo stop europeo alla Reguzzoni-Versace? &lt;i&gt;&#8221;Proprio questa mattina (giovedì 4 febbraio n.d.r.), in Commissione, abbiamo avuto l’audizione con il Ministro Romani che tra le altre domande che gli sono state poste ha risposto anche a questa. La Comunità Europea, in particolare Ungheria e Francia hanno stoppato i decreti attuativi italiani sulla legge Reguzzoni-Versace. Il Governo in questo periodo si è attivato e Romani questa mattina ci diceva che le posizioni sia di Ungheria che di Francia oggi sono diverse. E&#8217; stato fortemente interessato il nostro Commissario Tajani, lui spera di uscire in breve tempo con notizie positive e quindi con notizie di assenso a un’attuazione vera e piena della legge Reguzzoni-Versace. Anche perché, proprio questa mattina, il Ministro ci faceva notare quanto pericoloso sarebbe per l’Italia il made in Europe, quanto positivo per l’Italia è il made in Italy e quanto, mi permetta, c’è bisogno di tutelarlo questo made in Italy, di fronte alla grande contraffazione che viene attuata nel mondo&#8221;.&lt;/i&gt; Quindi siamo quasi certi che la Reguzzoni-Versace vedrà la luce. &lt;i&gt;Da vecchia insegnate di matematica, io amo dire che la certezza c’è quando la vedo, perché il mondo della politica e dell’Europa è un mondo molto difficile, che può creare, quando si è certi, qualche brutta sorpresa. Devo dire che questa mattina il Ministro ci ha fatto delle garanzie maggiori rispetto a quelle che abbiamo visto a settembre, ci ha spiegato che l’iter ripreso è positivo. Ci ha dato delle speranze, anche perché, tra le altre cose, la Reguzzoni-Versace si limita ad alcuni campi del made in Italy, mentre la volontà della Commissione e anche del Parlamento &#8211; perché ricordo che è stata una legge votata all’unanimità – è quella di aprirla anche a tutta una serie di altri campi. Se poi vogliamo aiutare questo Paese nelle difficoltà economiche attuali, io credo che il made in Italy sia un marchio estremamente importante per l’aiuto alla nostra economia”.&lt;/i&gt; Ci conferma che in questo momento il provvedimento non rischia la riscrittura? &lt;I&gt;In questo momento questo problema non esiste.&lt;/i&gt; In almeno un altro caso, l’Italia non si è fatta particolari problemi a sfidare le ire di Bruxelles assumendo iniziative che potevano aprire nuove procedure di infrazione. Nel caso del &#8216;made in&#8217; però non è stato così. Perché? &lt;i&gt;La domanda è corretta e anche un po’ cattiva. Come mai. Questo forse bisognerebbe chiederlo a chi non avuto il coraggio di fare delle battaglie in difesa del made in Italy. Io devo dire, non tanto come Presidente di Commissione ma per la parte politica che rappresento, noi saremmo tra coloro che spingono eventualmente per l’infrazione. Perché, ripeto, è una difesa assoluta del nostro prodotto; noi in realtà viviamo sul made in Italy, è un marchio di qualità assolutamente indiscusso. Nessun altro paese al mondo ce l’ha, un marchio che però deve essere garantito perché è un marchio fatto, non solo dall’inventiva ma anche dalla capacità lavorativa italiana, che quindi dà anche lavoro. Perché non è stato fatto. Perché a volte io credo anche nel passato, nei nostri governi, nei nostri ministri è mancato il coraggio di un rapporto più duro con la Comunità europea.”</p>
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		<title>La &#039;&#039;Reguzzoni&#039;&#039; vicina allo sblocco - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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