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	<title>Arriva il decreto ‘salva spiagge’ - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Arriva il decreto ‘salva spiagge’ - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/05/arriva-il-decreto-salva-spiagge/">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/05/arriva-il-decreto-salva-spiagge/">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/05/arriva-il-decreto-salva-spiagge/">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<category><![CDATA[pane fresco]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/05/arriva-il-decreto-salva-spiagge/">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Maggio 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva il decreto ‘salva spiagge’</h1>
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<p>Si riapre la partita della riforma delle concessioni demaniali marittime. La riforma, congelata a fine aprile dopo lo stop alla trattativa tra Governo e operatori balneari imposto dal dietrofront di alcune organizzazioni di rappresentanza del settore, ha fatto un improvviso scatto avanti. Nel Decreto Sviluppo approvato il 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, trovano spazio, infatti, le nuove regole che a partire dal 2016 disciplineranno la concessione delle spiagge. La novità principale del testo riguarda la possibilità di attribuire ai privati il diritto di superficie ventennale (con annesso permesso di edificabilità nelle aree non sottoposte a vincoli) sulle spiagge e sugli eventuali manufatti già esistenti. In sostanza, un diritto di proprietà a tutti gli effetti, ma limitato a tutto ciò che sta sopra il terreno. Alle accuse degli ambientalisti di voler svendere il demanio, il Ministro Tremonti ha replicato: &lt;i&gt;“Non c’è nessuna vendita delle spiagge, il diritto di superficie è solo un incentivo per gli investimenti’.&lt;/i&gt; Sull&#8217;iniziativa, giudizio sostanzialmente positivo del presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che tuttavia non nasconde qualche perplessità. &lt;i&gt;“Innanzitutto &lt;/i&gt;- sottolinea &#8211; &lt;i&gt;noi abbiamo apprezzato questa ipotesi di soluzione perché, non fosse altro, è l’esplicito riconoscimento della validità della nostra offerta turistica: abbiamo creato un prodotto che non ha eguali in Europa, una peculiarità che ci è invidiata, e che deve trovare la giusta tutela. Questa è la prima cosa, da questo punto di vista è apprezzabilissimo. Bisognerà però tenere conto che un unico decreto, un’unica previsione per tutto il sistema italiano che è molto variegato e differenziato, lascia qualche perplessità&#8221;.&lt;/i&gt; A partire dal 2015 le attuali concessioni finora rinnovate in maniera automatica dagli imprenditori di spiaggia saranno carta straccia. ‘Tutte le concessioni’, è scritto nel Decreto, saranno riassegnate “nel rispetto dei criteri comunitari di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza”, una formula vaga che lascia presagire una gara. Il provvedimento, però, non spiega come saranno riconosciuti il valore delle imprese esistenti, gli investimenti fatti e il valore commerciale creato sul demanio pubblico dagli imprenditori. Non dice se gli operatori potranno esercitare il diritto di prelazione e non fissa requisiti professionali per partecipare a futuri bandi: senza precise regole, chiunque potrebbe improvvisarsi operatore balneare. Insomma, il decreto ’salvaspiagge’ rappresenta un provvedimento quadro a cui necessariamente dovranno seguirne degli altri. Lo schema delle regole per non danneggiare un settore punta dell’offerta turistica nazionale, è chiaro da tempo, è quello emerso dal tavolo tra gli operatori balneari e il Ministro Fitto. Occorre ripartire da qui. &lt;i&gt;“Io credo che sia indispensabile, come abbiamo già chiesto al Ministro Fitto &lt;/i&gt;- conclude il Presidente di Oasi Confartigianato Mussoni &#8211; &lt;i&gt;ritornare a quel famoso tavolo per riprendere in mano la partita su queste basi, dopodiché si potrà parlare anche di diritti di superficie o di concessioni, più lunghe, poi vedremo. Ma la cosa più importante in questo momento sia riscrivere le regole per difendere questa offerta italiana che non ha eguali in Europa”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Arriva il decreto ‘salva spiagge’ - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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