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	<title>Le piccole imprese scommettono sulle reti - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Le piccole imprese scommettono sulle reti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7803 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/06/le-piccole-imprese-scommettono-sulle-reti/">Le piccole imprese scommettono sulle reti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Giugno 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Le piccole imprese scommettono sulle reti</h1>
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<p>Piccolo è bello, su questo non ci piove. Ma la piccola dimensione aziendale mal si concilia con le sfide imposte dal mercato globale. Crescere di dimensioni, d’altra parte, non sembra la risposta giusta al problema. Un fatto è certo: per fare innovazione e ricerca, esportare o per ridurre i costi sfruttando economie di scala, bisogna avere le spalle larghe. Un numero crescente di imprenditori ha trovato la risposta nelle ‘reti di impresa’: una impresa artigiana su tre ha già sperimentato i benefici del fare squadra aderendo a gruppi di acquisto, consorzi di produzione o distribuzione, cooperative. Confartigianato è stata tra i primi a promuovere piattaforme comuni tra imprese come antidoto alla polverizzazione del tessuto produttivo nazionale, e in un incontro dal titolo ‘Viaggio nell’Italia che fa rete’, ha condiviso il proprio punto di vista con rappresentati dei ministeri dello sviluppo economico e Finanze, camere di Commercio, Conferenza delle regioni e banche. Sotto la lente le esperienze di 12 reti di imprese un banco di prova reale, fedele testimone di vantaggi e ostacoli all’aggregazione. Accanto agli imprenditori i consulenti delle associazioni territoriali di Confartigianato che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di progetti che altrimenti rischiavano di restare nel cassetto. &lt;i&gt; “Sostanzialmente&lt;/i&gt; – spiega Daniele Pez di Confartigianato Udine – &lt;i&gt;le associazioni agiscono da facilitatori nel processo di realizzazione delle reti, perché riescono a mettere in condivisione quelle iniziative che sono sinergiche tra di loro, superando anche il problema della fiducia dei nuovi contatti perché, effettivamente, chi partecipa viene selezionato e di conseguenza ha già superato questo ostacolo iniziale, che consiste nella verifica della reale fondatezza dell’iniziativa”.&lt;/i&gt; Se il mondo associativo si conferma lo strumento più efficace per accompagnare lo sviluppo delle aggregazioni (lo ha confermato tra gli altri Domenico Palmieri presidente dell’Associazione Italiana Politiche Industriali. &lt;i&gt;‘La rete&lt;/i&gt; – ha detto &#8211; &lt;i&gt;nasce come l&#8217;unico strumento oggi possibile per fare innovazione e per rilanciare la competitività&lt;/i&gt;’), importanti iniziative del Governo, come il recente ‘contratto di rete’ attestano la necessità di sostenere e incentivare le imprese nel fare network. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare. Giuseppe Tripoli, Mister PMI, così ha riassunto la situazione. &lt;i&gt;“Le reti &lt;/i&gt;– ha sottolineato Tripoli -&lt;i&gt; si sviluppano per allargare il mercato soprattutto sull’internazionalizzazione, lì ci saranno delle priorità; chiedono se ci sono degli incentivi che siano automatici e facilmente calcolabili, quindi si andrà verso l’automatismo, chiedono che vangano riconosciuti e aiutati nelle politiche di brand e nelle politiche di trasferimento tecnologico e infine chiedono, ma qui possiamo solo fare un’operazione di moral suasion nei confronti del sistema creditizio, che le banche si adoperino per riconoscere nel rating alle imprese che sono in rete un valore più alto.’&lt;/i&gt; Su quest’ultimo punto, per ora, le banche tacciono. Un rating che sappia finalmente cogliere gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti, sia da sole che in rete, non è dietro l’angolo. Ma le aggregazioni comunque possono agevolare l’accesso al credito, lo ha detto Raffaele Persico di Unicredit nel corso dell’incontro. &lt;i&gt;“La rete che innova, tesa a internazionalizzare un sistema delle imprese o singole imprese, una rete che mira a migliorare i fattori di competitività delle aziende, rappresenta decisamente un fattore di miglioramento delle condizioni con cui si può presentare alla banca per un nuovo credito”.&lt;/i&gt;</p>
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		<title>Le piccole imprese scommettono sulle reti - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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