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	<title>PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA - Confartigianato Imprese</title>
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	<item>
		<title>Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito e a economia di prossimità&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-punti-di-vista-rai2-su-crisi-medio-oriente-serve-sostegno-al-credito-e-a-economia-di-prossimita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 11 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
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</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-tra-i-protagonisti-dellevento-artigianalita-in-italia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianalità in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[IlSole24ore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026” Il 15 aprile, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
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<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
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		<item>
		<title>Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/guerra-del-golfo-il-punto-sullimpatto-per-le-imprese-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:45:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net In prossimità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-a-sejourne-industrial-accelerator-act-includa-pmi-per-vera-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’ L’Industrial Accelerator [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
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<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-10-minuti-su-rete4-rilancia-lallarme-costi-e-celebra-lo-stop-ai-finti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[10 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Aprile 2026·MEDIA Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-proroga-taglio-accise-ma-risorse-insufficienti-servono-misure-anche-per-trasporto-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 7 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-23-aprile-confartigianato-lancia-la-campagna-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217; Anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-tgcom24-su-caro-energia-e-crisi-manodopera-servono-scelte-ue-forti-e-patto-scuola-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-riduzione-accise-in-dl-carburanti-ma-ora-serve-piano-strutturale-ue-per-tutelare-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/a-pasqua-gli-artigiani-del-food-sfidano-rincari-di-materie-prime-e-energia-e-carenza-di-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130566</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
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<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
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<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
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</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/dalle-botteghe-alle-strade-bianche-eroica-e-confartigianato-insieme-per-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/09/progetto-delle-imprese-per-litalia/">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25468 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-5-questioni-prioritare tag-litalia-non-cresce tag-progetto-delle-imprese-per-litalia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA</h1>
</div>
</div>
<p>L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.<span id="more-25468"></span><br />
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti &#8211; Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani &#8211; pochi punti essenziali di forte discontinuità.</p>
<p>E&#8217; necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le intelligenze.</p>
<p>Da troppo tempo l&#8217;Italia non cresce.</p>
<p>Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.</p>
<p>Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.</p>
<p>Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.</p>
<p>Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da responsabilità.</p>
<p>Per l&#8217;ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Oggi il tempo si è fatto brevissimo.</p>
<p>Ciò impone scelte immediate e coraggiose.</p>
<p>Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Non si può assistere inerti a questa spirale. E&#8217; in gioco più della credibilità del Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E&#8217; a rischio la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.</p>
<p>Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.</p>
<p>Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.</p>
<p>Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese merita.</p>
<p>Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.</p>
<p>La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.</p>
<p>Le forze del lavoro e dell&#8217;impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come il successo dell&#8217;export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili, rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.</p>
<p>Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far si che l&#8217;Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.</p>
<p>È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica senza precedenti.</p>
<p>Salvare l&#8217;Italia non è uno slogan retorico.</p>
<p>Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare. Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all&#8217;attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.</p>
<p>Chiediamo quindi di agire senza indugi.</p>
<p>La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti.</p>
<p>La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.</p>
<p>Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una parte della società italiana.</p>
<p>È l&#8217;Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le scelte necessarie.</p>
<p>Per salvare oggi l&#8217;Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:</p>
<p>−  Spesa pubblica e riforma delle pensioni<br />
−  Riforma fiscale<br />
−  Cessioni del patrimonio pubblico<br />
−  Liberalizzazioni e semplificazioni<br />
− Infrastrutture ed energia</p>
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		<title>PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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