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	<title>La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7085 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-impianti-2 tag-caldaia tag-legge-152 tag-luca-falco tag-manutentori tag-testo-unico-ambientale" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7085 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-impianti-2 tag-caldaia tag-legge-152 tag-luca-falco tag-manutentori tag-testo-unico-ambientale" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/smeunited-a-confronto-con-la-presidente-von-der-leyen-sulle-politiche-a-favore-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/01/la-legge-152-e-linverno-caldo-dei-manutentori-di-caldaie/">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">31 Gennaio 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29503" src="http://195.103.237.207/wp-content/uploads/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg" alt="manutenzione caldaia" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/boiler-1816642_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nell’Italia di questo decennio, imprenditori e cittadini hanno visto e sentito ormai di tutto. La politica ha prodotto scandali e polemiche a non finire. E mentre gli italiani aspettano un elenco ormai infinito di interventi e decreti attuativi, le leggi che vengono approvate sono proprio quelle che<span id="more-7085"></span> sarebbe meglio restassero nei cassetti parlamentari. L’ultimo, eclatante e a tratti incredibile esempio è quello del Testo Unico Ambientale. Nato nel 2006 sotto le migliori intenzioni, raccogliere in un unico pacchetto le tante norme a tutela dell’ambiente, con indubbi vantaggi per il paese e per la qualità della vita dei cittadini, una parte di quell’impianto normativo rischia oggi di condannare, nel vero senso della parola, le imprese dell’impiantistica termica. <i>“Purtroppo il ministero, nel Testo Unico Ambientale, non si è limitato ad indicare i limiti di emissione, ma è entrato anche, soprattutto nella parte impianti, a dare indicazioni tecniche di installazione, prendendo come riferimento una legge vecchia, sorpassata dalle nuove normative tecniche </i>&#8211; ha denunciato Luca Falco, presidente dei bruciatoristi manutentori di Confartigianato &#8211;<i> Dal 30 gennaio dobbiamo dichiarare che gli impianti sono a norma secondo la 152/2006, che è in pieno contrasto con le normative tecniche relative alla sicurezza. Questo è un grave pericolo perché si rischia che un manutentore di caldaie venga obbligato a dichiarare il falso, con ricadute penali davvero importanti”.</i> Dal 30 gennaio, infatti, i bruciatoristi manutentori di caldaie dovranno compilare una dichiarazione di conformità degli impianti termici civili sopra la soglia dei 35 kwh, per intenderci, tutte le caldaie a partire da quelle di una villetta di tre persone, secondo le indicazioni dell’allegato IX all’articolo 285. L’allegato, però, dopo una serie di modifiche, è stato definitivamente soppresso, cancellando le indicazioni ministeriali ma lasciando in piedi l’obbligo per gli imprenditori. <i>“Dobbiamo fare una dichiarazione seguendo le indicazioni di un allegato che è stato cancellato, che non esiste più </i>&#8211; ha aggiunto Falco &#8211;<i> Diventa veramente difficile per noi imprenditori perché non sappiamo come comportarci. E’ dura stilare un elenco completo di tutte le magagne che ci sono. Per un convegno provai a farne uno. Alla fine scrissi 56 pagine formato A4! Quel testo contiene cose talmente assurde da chiedersi come sia stato possibile aver redatto un testo in quel modo”.</i> Confartigianato sta seguendo la partita dall’inizio, già nel 2008 aveva segnalato tutte le contraddizioni del testo normativo, ed ora, visti gli ultimi stravolgimenti, il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha scritto direttamente al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per chiedere un intervento immediato. <i>“Ora auspichiamo che il Ministro risponda con altrettanta sollecitudine, perché la soluzione a questo problema diventa importante per noi e per le nostre aziende, allo stato attuale rischiamo denunce pesanti </i>&#8211; ha concluso Luca Falco &#8211;<i> e sembra assurdo che per una mancanza del governo e di una risposta politica siano sempre i soliti a doverci rimettere. Noi artigiani siamo un pochino stufi, adesso”.</i> Sperando che questo sia l’ultimo, tragico capitolo dell’inefficienza politica del nostro paese.</p>
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		<title>La legge 152 e l’inverno caldo dei manutentori di caldaie - Confartigianato Imprese </title>
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