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	<title>DONNE IMPRESA - Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>DONNE IMPRESA - Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
</div>
<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
</div>
<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
</div>
<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
</div>
<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
</div>
</div>
<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130776</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/donne-impresa-occupazione-femminile-penalizzata-da-bassa-spesa-pubblica-per-la-famiglia-solo-1-del-pil/">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-protagonista-del-turismo-il-ministro-mazzi-riceve-il-presidente-di-confartigianato-granelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39150 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-donne-impresa tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">DONNE IMPRESA &#8211; Occupazione femminile penalizzata da bassa spesa pubblica per la famiglia, solo 1% del Pil</h1>
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<p>Il <strong>welfare italiano non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli</strong>. La spesa pubblica per la famiglia, pari a <strong>16,5 miliardi</strong>, è appena <strong>l’1% del Pil</strong>, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.<span id="more-39150"></span>I dati emergono dall’<strong>Osservatorio sull’imprenditoria femminile</strong> curato dall’<strong>Ufficio studi di Confartigianato</strong> e presentato oggi, a Roma, alla <strong>Convention di Donne Impresa Confartigianato,</strong> che rappresenta le <strong>359.500 imprenditrici artigiane</strong> attive in Italia.<br />
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’<strong>Italia al 22° posto tra i Paesi Ue</strong> per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil. Al contrario, la spesa pubblica per anziani in Italia supera del 4,9% la media europea che si attesta ad una quota pari al 15,1% del Pil.<br />
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia <strong>incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile</strong>. Secondo lo studio di Confartigianato, infatti, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che <strong>lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia</strong>. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici.<br />
Confartigianato ha analizzato anche la <strong>qualità dei servizi messi in campo dai singoli Comuni</strong> che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 40% della spesa totale per interventi e servizi sociali. Una quota media nazionale superata però da Umbria, con il 55,7%, Emilia Romagna (49,8%), Liguria e Molise (entrambe con il 49,6%). La spesa media pro capite dei Comuni per famiglie e minori è di 113 euro, ma viene superata in Emilia Romagna con 237 euro, Trentino Alto Adige (198 euro), Valle d’Aosta (194 euro), Liguria (187 euro).<br />
Rimane comunque molto basso l’utilizzo degli asili nido: a livello nazionale soltanto l’11,9% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio. Le cose vanno un po’ meglio in Emilia Romagna con una quota del 24,8%, Toscana (19,6%), Lazio (16,8%), Valle d’Aosta (16,7%).<br />
“Le <strong>donne italiane</strong> – sottolinea <strong>Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato</strong> &#8211; sono <strong>sull’orlo di una crisi di …welfare</strong>. L’<strong>Italia, infatti, non sembra essere un Paese per mamme che lavorano</strong>. E lo è <strong>ancor meno per le imprenditrici</strong> le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti. Risultato: tra crisi economica e carenze dei servizi pubblici per la famiglia, il numero delle donne che svolgono attività indipendenti tra il 2005 e il 2015 è diminuito del 5,6%. Per conciliare lavoro e famiglia, <strong>sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi</strong>: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”.</p>
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<p><strong>&gt;&gt;&gt;Per vedere la tabella clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/spesa_pubblica.png" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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