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	<title>STUDI - A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI - A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131596</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/02/studi-a-fine-2016-debito-pubblico-a-2-218-miliardi-di-euro-con-minori-privatizzazioni-04-punti-di-pil-non-si-riduce-il-rapporto-debitopil-in-italia-spesa-per-interessi-di-1-227-e-all/">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-50371 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-debito-sovrano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Febbraio 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile &#8216;svolta&#8217; sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano l’Eurogruppo di ieri ha esaminato il <a href="http://www.consilium.europa.eu/it/policies/financial-assistance-eurozone-members/greece-programme/">terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia</a> <span id="more-50371"></span>che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2015/rel_2015.pdf#page=39">237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia</a>, pari al 135% del PIL greco.</p>
<p>Come è noto l&#8217;Italia è sotto esame per il rispetto della <strong>regole europee sulla riduzione del debito pubblico</strong>: a novembre la Commissione europea indicava che “<em><a href="http://www.camera.it/temiap/2016/11/24/OCD177-2528.pdf#page=7">sulla base del documento programmatico di bilancio e delle previsioni della Commissione, la regola del debito non dovrebbe essere rispettata nel 2016 e nel 2017</a></em>”. Il “Rapporto sui fattori rilevanti” che influenzano la dinamica del debito pubblico <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0262.html">italiano inviato a inizio mese alla Commissione</a> evidenzia, secondo il Governo, che “<em>i </em><em>risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti.”</em></p>
<p>L&#8217;analisi dei più recenti dati di Banca d&#8217;Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell&#8217;1,8% &#8211; come previsto dall&#8217;ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre &#8211; il <strong>rapporto debito/PIL</strong> si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016.</p>
<p>Sulla mancata riduzione del debito influisce <strong>il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione</strong>: il DEF dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sulla riduzione del collocamento ha influito la fase di ribasso del mercato azionario.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">Come è accaduto spesso negli ultimi anni</a>, ad aprile il DEF prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell&#8217;anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il <strong>minor ritmo di bassa crescita</strong>, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.</p>
<p>Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l&#8217;economia italiana, pesantemente vincolata dalla <strong>spesa per interessi</strong>. A causa dell&#8217;alto debito pubblico, infatti, <strong>l&#8217;Italia è il Paese dell&#8217;Eurozona che spende di più per interessi sul debito</strong>, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite <strong>su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all&#8217;anno</strong>, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la <strong>prossima manovra di aggiustamento </strong>richiesta dalla Commissione europea &#8211; limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate &#8211; e la prospettiva di una <strong>stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno</strong> che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019.</p>
<p>Inoltre il quadro macroeconomico potrebbe registrare <strong>un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del QE</strong> <strong><em>(Quantitative easing) </em></strong>a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un <strong>rialzo dei costi energetici</strong>, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi cumulata tra 2011 e 2016 nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Miliardi di euro correnti &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50373" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png" alt="" width="700" height="267" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21032017-300x114.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Spesa per interessi annua pro capite nei Paesi dell’Euro zona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Euro per abitante all’anno: media anni 2011-2016 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea</em></h5>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-50372" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png" alt="" width="700" height="290" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/02/us_21022017_2-300x124.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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		<title>STUDI - A fine 2016 debito pubblico a 2.218 miliardi di euro, con minori privatizzazioni (-0,4 punti di PIL) non si riduce il rapporto debito/PIL. In Italia spesa per interessi di 1.227 € all’anno per abitante, il 53,3% in più della media Eurozona - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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