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	<title>RASSEGNA STAMPA - &#039;Il futuro siamo noi&#039;. Intervista di Giorgio Merletti a &#039;Specchio Economico&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>RASSEGNA STAMPA - &#039;Il futuro siamo noi&#039;. Intervista di Giorgio Merletti a &#039;Specchio Economico&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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			</item>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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			</item>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<category><![CDATA[pane fresco]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/04/rassegna-stampa-il-futuro-siamo-noi-intervista-di-giorgio-merletti-a-specchio-economico/">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-51712 post type-post status-publish format-standard hentry category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">RASSEGNA STAMPA &#8211; &#8216;Il futuro siamo noi&#8217;. Intervista di Giorgio Merletti a &#8216;Specchio Economico&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51717 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/04/Giorgio-Merletti-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il futuro dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese è al centro di un&#8217;<strong>intervista</strong> del Presidente di Confartigianato <strong>Giorgio Merletti</strong> a <strong>&#8216;Specchio Economico&#8217;</strong>, mensile di economia, politica e attualità. Ecco il testo dell&#8217;intervista del Presidente Merletti.<span id="more-51712"></span></p>
<p><strong>In che modo Confartigianato e Rete Imprese Italia sono al fianco degli imprenditori per aiutarli a trovare nuove opportunità di mercato in Italia e all’estero accompagnandoli nella rivoluzione digitale che sta profondamente modificando il modo di fare impresa?</strong></p>
<p><em>Sono numerosi i servizi e le attività messi in campo: promozione del made in Italy e di marchi di qualità sui prodotti, formazione e agevolazioni finanziarie per accedere a strumenti di innovazione tecnologica e di digital marketing; consulenza personalizzata per certificare la qualità aziendale. E soprattutto, portiamo nel<strong> </strong><strong>mondo</strong><strong> </strong>l’eccellenza del made in Italy con un’intensa<strong> </strong><strong>attività di promozione</strong><strong> </strong>delle aziende nei principali eventi fieristici e nelle missioni economiche di livello internazionale. E’ un compito che Confartigianato svolge insieme con le Associazioni territoriali e la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Ice Agenzia. Sul fronte dell’innovazione digitale, poi, oltre alle attività di formazione e aggiornamento, Confartigianato porta le aziende a iniziative come ‘Maker Faire’, e le promuoviamo su piattaforme come Amazon e Samsung Academy. Ma ci rivolgiamo anche ai giovani, con il portale <a href="http://www.valorizzati.it">www.valorizzati.it</a>, che connette le scuole e gli istituti professionali di tutta Italia con le rispettive attività artigiane per far conoscere ai ragazzi l’impresa artigiana e le scuole che preparano ad entrare nel mondo del lavoro, per orientarli sulle potenzialità occupazionali di centinaia di attività, da quelle tradizionali ai mestieri più innovativi.</em></p>
<p><strong> Come può il digital manufacturing esaltare il modello delle piccole imprese? </strong></p>
<p><em>Faccio due esempi. Il primo riguarda un settore tra i più apprezzati al mondo: l’oreficeria. Ebbene, proprio grazie alle stampanti 3D, i nostri maestri orafi riescono a perfezionare la loro arte e a dare vita ad opere inimitabili. Il secondo esempio si riferisce alla produzione di calzature. Gli artigiani calzaturieri di Confartigianato, senza muoversi dal proprio laboratorio in Italia, realizzano scarpe su misura che calzano a pennello per clienti distanti migliaia di chilometri. E questo è possibile grazie al foot scanner, lo strumento che, posizionato in qualsiasi negozio del mondo, prende le esatte misure del piede del potenziale cliente e le trasmette, via Internet, agli artigiani in Italia i quali sono così in grado di realizzare a distanza la scarpa perfetta desiderata dal cliente, su misura come quelle che soltanto gli artigiani sanno fare.</em></p>
<p><strong>L’Italia è formata da quei piccoli e coraggiosi imprenditori che ogni giorno “combattono” una battaglia kafkiana contro la burocrazia e contro il peso fiscale che non ha eguali in Europa: perché il nostro Paese è poco ospitale verso le imprese, sia italiane che estere?</strong></p>
<p><em>Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro sono quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo. Più in generale, il problema, ad oggi irrisolto, del nostro Paese è proprio quello di trovare un modello complessivo di sviluppo post crisi. Io vedo, girando l’Italia, gli enormi sforzi dei nostri imprenditori di inventarsi nuovi modi di produrre beni e servizi. Vedo i loro successi, ma vedo anche tante difficoltà e, lasciatemelo dire, anche molta delusione e rabbia per l’assenza e l’inefficienza dello Stato. Le imprese possono anche mettercela tutta, ma spesso i loro sforzi si schiantano contro la porta chiusa di un ufficio pubblico, un permesso negato, un finanziamento non erogato dalla banca, una fattura non pagata da mesi o da anni in barba alle leggi che impongono il saldo  a 30 giorni.</em></p>
<p><strong>Le parole d’ordine per essere competitivi sono mercato globale, rivoluzione digitale e fare rete, ma questi tre fattori non sono assecondati da una politica poco attenta al contributo che i piccoli imprenditori offrono al Paese. Qual è il motivo?</strong></p>
<p><em>Molto semplicemente, dico che non c’è consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale, del fatto che il sistema produttivo italiano è unico al mondo: il 99,4% delle imprese sono micro e piccole, con meno di 50 addetti. Sono ricche di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervase di creatività e di spinta alla continua innovazione. Siamo il Paese Ocse con la più alta quota di lavoratori indipendenti: 5 milioni e mezzo. Da noi l’incidenza del lavoro autonomo è superiore di 8 punti rispetto alla media dell’Eurozona. E nelle micro e piccole imprese si concentrano più di due terzi dell&#8217;occupazione privata italiana, pari 10 milioni e mezzo di addetti.</em></p>
<p><strong>Come pensa si possa ridurre la distanza che separa la scuola dal mondo del lavoro per valorizzare la nostra straordinaria capacità manifatturiera integrata con le nuove tecnologie 4.0?</strong></p>
<p><em>La scuola e il mondo della formazione vivono ancora chiusi in loro stessi, lontani dal mondo del lavoro e dell’impresa. E così si è scavato un abisso tra sapere e saper fare, tra cultura accademica, conoscenza teorica e competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che le nuove generazioni non trovano occupazione, le aziende non trovano manodopera qualificata e si bloccano le potenzialità di crescita del nostro Paese. Ecco, bisogna ricomporre questa frattura.</em></p>
<p><em>La scuola, il sistema della formazione devono imparare ad insegnare la cultura del lavoro.</em></p>
<p><em>Bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano. Noi lo consideriamo una preziosa ‘palestra’ per formare i ragazzi. Tanto è vero che per formare i nuovi assunti, ogni anno gli imprenditori artigiani dedicano 103 milioni di ore e spendono quasi 2 miliardi di euro. Per cambiare le cose bisognerebbe ‘importare’ in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere.  In pratica, integra il sapere e il saper fare ed è la strada migliore per trasmettere alle nuove generazioni le abilità e le competenze che fanno grande nel mondo l’artigianato italiano.</em></p>
<p><em>Bisogna credere e investire nella formazione. Ma deve essere una formazione di qualità, rispondente ai reali bisogni delle imprese. Se è importante migliorare la qualità dell’istruzione tecnica e professionale, lo è ancora di più valorizzare la capacità formativa dell’impresa, perché il lavoro nell’impresa è formativo per antonomasia e perché la formazione che parte dall’impresa è quella più legata alle necessità di mercato e  garantisce, quindi,  i maggiori sbocchi occupazionali.</em></p>
<p><em>E’ questa la strada vincente per valorizzare la qualità manifatturiera made in Italy e per offrire alle nuove generazioni solide prospettive di vita e di lavoro. Dobbiamo percorrerla con decisione.</em></p>
<p><em>Confartigianato ripete da molto tempo che sul lavoro giovanile si devono concentrare gli sforzi di tutti: istituzioni, famiglie, scuola, imprese, mezzi di comunicazione. Se non interverremo subito, in breve tempo perderemo i nostri giovani, costringendoli a fuggire all’estero, e con loro perderemo il patrimonio produttivo italiano. Quindi, non c’è tempo da perdere. Ne va del futuro dei nostri giovani e del nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Il nostro Governo ha la responsabilità di ripensare un sistema economico, produttivo e sociale che concepisca la piccola impresa come “modello generale d’impresa”: qual’è la ricetta di Confartigianato?</strong></p>
<p><em>Ci stiamo giocando il futuro. Perché la crisi non è passata e gli imprenditori stanno ancora cercando di uscirne con grandi sforzi. Per questo faccio appello al senso di responsabilità della politica affinché si costruisca un progetto, un pensiero, una visione di sviluppo. Il Paese potrà uscire dalla crisi soltanto se verrà adeguatamente sostenuta l’economia reale del Paese, vale a dire il sistema di 4.200.000 micro e piccole imprese.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Clicca <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.confartigianato.it/storage/2016/06/Intervista-Giorgio-Merletti_Specchio-Economico_aprile-2017.pdf"><strong>QUI</strong> </a></span>per leggere l&#8217;intervista su &#8216;Specchio Economico&#8217;.</span></p>
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