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	<title>STUDI - Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI - Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani Via dalla pazza folla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
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<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
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<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-78951 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-coronabond tag-coronavirus" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Aprile 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84858" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-pixabay-210574-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria sta producendo effetti senza precedenti sull&#8217;economia mondiale. Negli Stati Uniti le richieste di disoccupazione sono salite di 6,3 milioni nelle ultime due settimane. In Europa saranno pesanti gli effetti di shocks <span id="more-78951"></span>simultanei su domanda e offerta. Le istituzioni dell&#8217;Unione europea hanno già messo in campo i primi interventi. La <strong>Commissione europea</strong> ha adottato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell&#8217;UE e ha rivisto le norme in materia di aiuti di Stato. La Commissione, inoltre, ha messo in campo 100 miliardi di euro con il programma &#8216;Sure&#8217; a sostegno degli interventi di integrazione salariale. Inoltre vi sono 37 miliardi di euro per interventi a favore dei sistemi sanitari e delle Pmi a cui si sommano 28 miliardi di fondi Ue non assegnati. La Bce, attraverso i differenti strumenti a sua disposizione, prevede per il 2020 un acquisto di titoli per 1.110 miliardi di euro. Il Mes, il discusso fondo ‘salvastati’, rende disponibili interventi fino al 2% del PIL. Venerdì scorso la <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> ha definito un intervento per 25 miliardi di euro, in grado di mobilitare risorse fino a 200 miliardi di euro, e che si aggiunge ai 40 miliardi di risorse a favore delle Pmi. Il Fondo europeo per gli investimenti sostiene 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100 mila Pmi. Si tratta dei primi interventi in ambito comunitario, che il prolungamento della crisi renderà presto insufficienti.</p>
<p>Il maggiore intervento a sostegno delle imprese e del sistema economico è a carico dei bilanci nazionali. Domani l&#8217;Eurogruppo, che riunisce i Ministri delle finanze dei paesi membri dell’Eurozona, dovrà sintetizzare una proposta al Consiglio europeo di un piano per affrontare le conseguenze sociale ed economiche della crisi Covid-19, sostenendo gli straordinari sforzi fiscali dei paesi dell’Unione.</p>
<p><strong>Gli strumenti di debito comune in Ue: gli schieramenti dei &#8216;falchi&#8217; e delle &#8216;colombe&#8217;.</strong></p>
<p>Nelle ultime due settimane si è registrato un ampio dibattito sui cosiddetti ‘<strong>coronabond</strong>’ dopo che, alla vigilia del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, nove paesi dell’Unione &#8211; <strong>Francia, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Slovenia</strong> – hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo l’emissione di “uno strumento di debito comune”; nel contempo <strong>Germania, Austria, Olanda e Finlandia</strong> hanno manifestato aperte critiche al progetto.</p>
<p>Nel complesso Francia, Italia e gli altri sette paesi che hanno proposto lo strumento di debito comune rappresentano la metà della popolazione dell’Unione europea, il doppio della quota rappresentata dalla Germania e dagli altri tre paesi che hanno manifestato una opposizione ai ‘coronabond’. Questo gruppo, definibile come quello dei &#8216;falchi&#8217;, è costituito da paesi più ricchi (con un PIL pro capite superiore del 35% alla media UE), che negli ultimi dieci anni hanno assorbito il 41% della crescita del PIL dell’Unione. Una divisione netta tra i due gruppi è segnata dalle condizioni della finanza pubblica, con i &#8216;falchi&#8217; che registrano un rapporto debito/PIL inferiore al 60% e un bilancio in surplus per oltre un punto di PIL. Va osservato che l’atteggiamento diffidente rispetto a principi di solidarietà e mutualità proviene da economie europee che hanno sostenuto la loro crescita mantenendo un persistente <strong>surplus del commercio estero</strong>. Tale surplus non è stato bilanciato da politiche di bilancio espansive finalizzate alla crescita della domanda interna. Secondo le regole dell’Unione, Germania e Olanda presentano un persistente ed eccessivo squilibrio, con un avanzo del saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti costantemente superiore al limite del 6% negli ultimi otto anni (2011-2018).</p>
<p>Strumenti innovativi per la gestione del debito andrebbe a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione dato che le <strong>straordinarie crisi economiche registrano un aumento diffuso del debito pubblico</strong>. A tal proposito si ricorda che tra il 2008 e il 2010 le politiche anticicliche per attutire gli effetti della grande crisi aumentarono il debito pubblico in Germania di 444 miliardi di euro, equivalente ad una crescita del 26,6%, mentre l&#8217;aumento in Italia fu di 182 miliardi, pari al 10,5% in più; nel triennio il rapporto debito/PIL tedesco salì di 17 punti, quello italiano di 13 punti.</p>
<p>La posta in gioco in questi giorni è alta. Un incerto e ritardato intervento indebolirebbe il progetto comune dell&#8217;Unione europea, già messo in discussione dall’uscita del Regno Unito.</p>
<p>Infine è interessante il confronto tra gruppo dei ‘falchi’ e quello delle ‘colombe’ in relazione ad alcune <strong>variabili green</strong>: nel gruppo che comprende Francia e Italia le emissioni per abitante sono del 31% inferiori a quello che include la Germania, la produttività dell’energia è superiore del 3% mentre la tassazione ambientale è maggiore di quasi mezzo punto (0,4) di PIL. Più allineata tra i due gruppi la quota di energia rinnovabili. In questa ottica il sostegno delle economie più esposte alla crisi Covid-19 dalla maggiore vulnerabilità dei propri bilanci pubblici rappresenterebbe un concreto apporto al Green deal europeo, grazie al supporto di sistemi economici con elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica.</p>
<p>L’analisi nella rubrica odierna  <a href="https://bit.ly/2x5iSYU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‘Imprese ed energia’ di QE-Quotidiano Energia</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Paesi favorevoli e contrari a ‘coronabond’: Pil, crescita decennale e popolazione</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>Anno 2019 &#8211; % sul totale Ue 27  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78955" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png" alt="" width="700" height="274" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione-.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Paesi-favorevoli-e-contrari-a-‘coronabond’-Pil-crescita-decennale-e-popolazione--300x117.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del debito pubblico per politiche di contrasto alla Grande crisi del 2008 in Germania, Italia ed Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em> Debito pubblico a prezzi correnti, indice 2008=100  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea </em></h5>
<h5><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78954" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png" alt="" width="700" height="363" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/news_V02_FULL_QE_Dinamica-del-debito-pubblico-per-politiche-di-contrasto-alla-Grande-crisi-del-2008-in-Germania-Italia-ed-Eurozona-20200406_falchi_colombe_Ue27_v04_mail-3-300x156.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h5>
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<p>Saldo parte corrente bilancia pagamenti</p>
<h5 style="text-align: center;"><em>2009-2018, % PIL, limite squilibro eccessivo=6%  &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat </em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-78952" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png" alt="" width="700" height="345" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/04/Saldo-parte-corrente-bilancia-pagamenti-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/04/studi-coronabond-il-quadro-di-favorevoli-e-contrari-dopo-shock-2008-2009-27-debito-pubblico-in-germania-vs-10-in-italia/">STUDI &#8211; Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>STUDI - Coronabond, il quadro di favorevoli e contrari. Dopo shock 2008-2009 +27% debito pubblico in Germania vs +10% in Italia - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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