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	<title>EVENTI - Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>EVENTI - Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132069</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2020/09/eventi-il-10-ottobre-gli-artigiani-di-confartigianato-incontrano-papa-francesco-che-esorta-ad-essere-creativi-come-gli-artigiani-per-costruire-il-bene-comune/">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-84005 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-papa-francesco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Settembre 2020</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-36377 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/pope-francis-1784304_1920_a_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Siamo chiamati ad essere <strong>creativi, come gli artigiani</strong>, forgiando <strong>percorsi nuovi e originali per il bene comune</strong>”. Sono le parole potenti con le quali <strong>Papa Francesco</strong>, nel messaggio inviato oggi al <strong>Forum di European House – Ambrosetti</strong> in corso a Cernobbio, indica il <strong>valore fondamentale espresso dai piccoli imprenditori</strong> “per una <strong>riconversione ecologica della nostra economia</strong>, <span id="more-84005"></span>senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate”.</p>
<p>Per “rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, il Santo Padre esorta ad <strong>abbandonare</strong>, come unico approccio ai problemi, il “<strong>paradigma tecnocratico”</strong>, improntato “alla logica del dominio sulle cose”, nel falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”, spiega citando la sua Enciclica sociale Laudato si’. La <strong>tecnica</strong>, infatti, chiarisce Francesco, va messa “<strong>al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale</strong>”.<br /> Al messaggio di Papa Francesco gli <strong>artigiani di Confartigianato</strong> risponderanno con la loro partecipazione all’<strong>incontro</strong> concesso dal Santo Padre il <strong>10 ottobre nella Sala Nervi in Vaticano</strong>. L’incontro costituirà <strong>preziosa occasione</strong> per <strong>testimoniare la corrispondenza dei valori artigiani espressi dagli imprenditori con la loro creatività ai valori cristiani del lavoro e della solidarietà.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di seguito pubblichiamo il messaggio inviato dal Santo Padre Francesco ai partecipanti al Forum di “European House – Ambrosetti”.</strong></p>
<p>Saluto con amicizia tutti voi partecipanti al Forum della <i>European House – Ambrosetti</i>. Quest’anno il confronto su temi importanti relativi alla società, all’economia e all’innovazione richiede un impegno straordinario, per rispondere alle sfide provocate o rese più acute dall’emergenza sanitaria, economica e sociale.</p>
<p>Dall’esperienza della pandemia tutti stiamo imparando che nessuno si salva da solo. Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall’altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza.</p>
<p>A livello culturale generale, tanto altro ha insegnato questa prova. Ci ha, infatti, mostrato la grandezza della scienza ma anche i suoi limiti; ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere; ha riproposto – con lo stare a casa insieme, genitori e figli, giovani e anziani – fatiche e gioie delle relazioni; ha costretto a fare a meno del superfluo e andare all’essenziale. Ha abbattuto le fragili motivazioni che sostenevano un certo modello di sviluppo. Di fronte a un futuro che appare incerto e difficile, soprattutto a livello sociale ed economico, siamo invitati a vivere il presente discernendo ciò che rimane da ciò che passa, ciò che è necessario da ciò che non lo è.</p>
<p>In questa situazione l’<i>economia</i>, nel suo senso umanistico di “legge della casa del mondo”, è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di “cura”, che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell’uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione">Evangelii gaudium</a></i>, 53-60). L’autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. «Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare» (cfr <i><a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181107_udienza-generale.html">Udienza generale</a></i>, 7 novembre 2018).</p>
<p>Nella tragedia, che ancora attanaglia l’umanità intera, non sono bastate neppure la scienza e la tecnica. L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e di coraggio, messo in atto da tante persone. Questo spinge ad uscire dal paradigma tecnocratico, inteso come unico o prevalente approccio ai problemi. Paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose, nel falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <i><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#III.%20LA%20CRISI%20NEL%20RAPPORTO%20TRA%20UOMO%20E%20AMBIENTE">Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa</a></i>, 462; cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#106.">Laudato si’</a></i>, 106). Nei confronti sia della natura sia, a maggior ragione, delle persone, è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale.</p>
<p>È tempo di un <i>discernimento</i>, alla luce dei principi dell’etica e del bene comune, in ordine alla ripartenza che tutti desideriamo. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, fa uso frequente di tale termine nei suoi scritti, ispirandosi alla grande tradizione biblica sapienziale e, soprattutto, alle parole di Gesù di Nazaret. Cristo invitava i suoi ascoltatori, e oggi tutti noi, a non fermarsi all’aspetto esterno dei fenomeni, ma a discernere saggiamente i segni dei tempi. A tal fine, due sono le componenti da considerare: la conversione e la creatività.</p>
<p>Da un lato, si tratta di vivere una <i>conversione ecologica</i>, per poter rallentare un ritmo disumano di consumo e di produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura, a riconnetterci con il nostro ambiente reale. Puntare a una riconversione ecologica della nostra economia, senza cedere all’accelerazione del tempo, dei processi umani e tecnologici, ma tornando a relazioni vissute e non consumate.</p>
<p>D’altro lato, siamo chiamati a essere <i>creativi</i>, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune. E si può essere creativi solo se capaci di accogliere il soffio dello Spirito, che spinge a osare scelte mature e nuove, spesso audaci, facendoci uomini e donne interpreti di uno sviluppo umano integrale a cui tutti aspiriamo. È la creatività dell’amore a poter ridare senso al presente per aprirlo a un futuro migliore.</p>
<p>Per questa conversione e questa creatività è indispensabile formare e sostenere le nuove generazioni di economisti e imprenditori. Per questo li ho invitati, dal 19 al 21 novembre prossimo, nella Assisi del giovane Francesco che, spogliatosi di tutto «per scegliere Dio come stella polare della sua vita, si è fatto povero con i poveri e fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» (<a href="http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html"><i>Lettera per l’evento “Economy of Francesco”</i>, Ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo</a>, 1 maggio 2019). È importante investire sulle nuove generazioni protagoniste dell’economia di domani, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità, della cultura dell’incontro. L’economia di oggi, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto della vostra umanità, della vostra fraternità rispettosa e umile, e solo dopo del vostro denaro (cfr Enc. <i><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#129.">Laudato si’</a></i>, 129; <i><a href="https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170204_focolari.html">Discorso ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”</a></i>, 4 febbraio 2017).</p>
<p>Nel vostro Forum è messa in cantiere anche l’organizzazione di un’agenda per l’<i>Europa</i>. Sono passati settant’anni dalla dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950, che istituiva la forma embrionale dell’Unione Europea. Oggi più che mai l’Europa è chiamata ad essere protagonista in questo sforzo creativo per uscire dalle strettoie del paradigma tecnocratico, esteso alla politica e all’economia. Questo sforzo creativo è quello della solidarietà, l’unico antidoto contro il virus dell’egoismo, ben più potente del Covid-19. Se allora si prospettava una solidarietà nella produzione, oggi questa solidarietà va estesa al bene più prezioso: la persona umana. Essa va messa al posto che le spetta, cioè al centro dell’educazione, della sanità, delle politiche sociali ed economiche. Essa va accolta, protetta, accompagnata e integrata quando, in cerca di un futuro di speranza, bussa alle nostre porte.</p>
<p>La <i>città del futuro</i> sarà anche al centro delle vostre riflessioni. Non è un caso se, nella Bibbia, il destino dell’umanità trova il suo compimento in una città, la Gerusalemme celeste descritta dal libro dell’Apocalisse (cc. 21-22). Una città di pace, come indica il suo nome, le cui porte sono sempre aperte a tutti i popoli; città a misura d’uomo, bella e splendente; città dalle molteplici sorgenti e alberi; città accogliente, dove malattia e morte sono sconfitte. Questa meta altissima può mobilitare le migliori energie dell’umanità nella costruzione di un mondo migliore. Vi invito, quindi, ad alzare lo sguardo e ad avere ideali alti e grandi aspirazioni.</p>
<p>Auspico che queste vostre giornate di confronto siano feconde: che aiutino a camminare insieme, orientandosi nella confusione delle voci e dei messaggi e facendo attenzione che nessuno si perda. Vi incoraggio a dare ulteriore slancio nel costruire modalità nuove di intendere l’economia e il progresso, combattendo ogni emarginazione, proponendo nuovi stili di vita, dando voce a chi non ne ha.</p>
<p>Concludo con un augurio che esprimo attraverso le parole di un Salmo biblico: «Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda» (90, 17).</p>
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		<title>EVENTI - Il 10 ottobre Confartigianato incontra Papa Francesco che esorta: Creativi come gli artigiani per il bene comune - Confartigianato Imprese </title>
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