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	<title>IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132102</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132045</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-98932 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-categorie category-edilizia tag-imprese-del-verde tag-rifiuti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Settembre 2021</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-98939 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2021/09/garden-2179095_960_720-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel corso del 2021 è cambiata la regolamentazione relativa agli sfalci e alle potature derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, che raggiunge un punto di forte criticità per le imprese del settore.</p>
<p>La vicenda legislativa è piuttosto intricata, ma è utile ripercorrerla.</p>
<p>Nel 2019 il legislatore italiano ha escluso sfalci e potature provenienti dal verde pubblico dai rifiuti<span id="more-98932"></span>, una decisione contestata dall&#8217;Unione Europea che ha minacciato l&#8217;apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La risposta dell&#8217;Italia è stata molto rapida. Con un brusco dietrofront nel <strong>Decreto legislativo n.116 del 3 settembre 2020</strong>, che modifica in modo sostanziale la parte IV del <strong>Testo Unico Ambientale</strong>, gli scarti del verde pubblico sono tornati ad essere classificati come rifiuti.</p>
<p>E siamo arrivati ai nostri giorni. Dal 1° gennaio, infatti, sono operative le nuove regole previste dal D.Lgs 116/2020.<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> Punto di partenza per lo smaltimento: la corretta identificazione della natura del rifiuto stesso. </span>Sono considerati <strong>urbani</strong> (e quindi da trasportare verso i centri di raccolta comunali) se prodotti da verde pubblico dei comuni o attività fai da te (Codice EER 200201). Sono invece considerati Rifiuti <strong>speciali</strong> <strong>non</strong> <strong>pericolosi</strong> (da avviare a recupero o smaltimento) se prodotti da un’attività di impresa al servizio di un privato.</p>
<p><em>&#8220;Un cambiamento non di poco conto</em> – commenta la Presidente di Confartigianato Imprese del Verde <strong>Stefania Dal Maistro</strong> – <em>che ci fa piombare in una situazione difficilmente sostenibile. In molte aree del Paese non ci sono adeguate strutture per il conferimento del materiale, con la conseguenza che gli imprenditori che operano secondo le regole dovranno necessariamente e a malincuore far lievitare i costi per il cliente finale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Come categoria – </em>conclude la Presidente<em> &#8211; ci chiediamo inoltre quale sia la ratio per cui un lo stesso materiale vegetale, se prodotto da un’impresa artigiana nell’ambito della sua attività presso privati, debba essere classificato come rifiuto speciale non pericoloso, contrariamente da quanto avviene invece nelle corrette pratiche agricole dove è considerato sottoprodotto con un suo valore di mercato se ceduto ad altre imprese agricole o avviato a recupero energetico come biomassa&#8221;.</em></p>
<p>Come devono adeguarsi gli artigiani per attenersi alle nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti verdi?</p>
<p>Le imprese con più di 10 dipendenti devono mantenere un registro vidimato dalla Camera del commercio, con la relativa annotazione del carico e scarico dei rifiuti (sono esentate la microimprese al di sotto dei 10 dipendenti); Essere iscritte all’ Albo Gestori Ambientali per effettuare il trasporto dei suddetti verso impianti di raccolta e\o smaltimento; Allegare al trasporto dei rifiuti il Formulario di identificazione del rifiuto o in alternativa il documento di trasporto (DDT) nel caso delle piccole attività di manutenzione.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2021/09/imprese-del-verde-sfalci-e-potature-cambia-la-normativa-le-imprese-penalizzate-da-nuovi-e-onerosi-adempimenti/">IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>IMPRESE DEL VERDE -Sfalci e potature: cambia la normativa. Le imprese penalizzate da nuovi e onerosi adempimenti - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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