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	<title>Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#039;Il Foglio&#039;: &quot;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&quot; - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#039;Il Foglio&#039;: &quot;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&quot; - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132102</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-il-foglio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Febbraio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#8216;Il Foglio&#8217;: &#8220;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&#8221;</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-116235 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/02/IL-Foglio-1-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Reprimere non basta. Le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la<strong> prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong>. La <strong>cultura della sicurezza sul lavoro</strong> deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani&#8221;. Parole di <strong>Stefano Crestin</strong>i, Presidente di Confartigianato Edilizia, <span id="more-116162"></span>che oggi interviene su<strong> Il Foglio</strong> per spiegare l&#8217;impegno sul fronte della sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>Leggi di seguito il testo dell&#8217;intervento su Il Foglio del Presidente di Confartigianato Stefano Crestini</strong></p>
<p>La sicurezza sul lavoro è una conquista di civiltà, un patrimonio prezioso di cui tutti dobbiamo avere cura e che dobbiamo alimentare ogni giorno. Lo sappiamo bene noi imprenditori artigiani che lavoriamo fianco a fianco con i nostri dipendenti.</p>
<p>Ogni infortunio, fino alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Firenze, interroga le nostre coscienze e ci richiama alle nostre responsabilità, ci impone di trovare risposte efficaci per difendere il valore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un argomento che crediamo sia da trattare con oggettività e ponderazione senza reagire sull’onda dell’emotività.</p>
<p>Reprimere non basta. Confartigianato sostiene da sempre che le armi più potenti per combattere i rischi sul lavoro sono la prevenzione e la formazione.</p>
<p>Per noi, la cultura della sicurezza sul lavoro deve iniziare addirittura già in famiglia e a scuola, al pari delle altre materie di studio e dei valori verso i quali educare i giovani. Del resto, come non considerare che gli studenti di oggi saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Anche in questo si misura il grado di maturità di un Paese.</p>
<p>E’ un punto di partenza sul quale poi si innesta il sistema di norme, di regole e di relazioni tra le parti sociali. Nelle imprese sane e responsabili, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è obiettivo perseguito da tempo e gestito da una rete di organismi paritetici tra Confartigianato, le altre Confederazioni artigiane e da Cgil, Cisl e Uil, riconosciuta dall’Inail, che prevede concreti strumenti e attività di verifica della conformità delle aziende alle norme sulla sicurezza e condivisione di buone pratiche di prevenzione. In questo panorama risulta un&#8217;eccellenza la bilateralità dell&#8217;edilizia partecipata da noi e da tutte le parti datoriali maggiormente rappresentative e dalle sigle sindacali di settore prima indicate.</p>
<p>Le leggi servono, certo, ma la sicurezza non si può limitare alla sola burocrazia. Anche qui c&#8217;è bisogno di razionalità e buon senso. Il nostro sistema normativo su salute e sicurezza è ancora caratterizzato da eccessiva complessità sia nella formulazione che nell’attuazione con interpretazioni a volte discordanti e non univoche delle norme.</p>
<p>Inoltre, sovente le Direttive comunitarie vengono calate nel nostro ordinamento giuridico con limiti e procedure ben più restrittivi rispetto a quanto già stabilito dal legislatore europeo. L’eccesso di adempimenti formali, la produzione di ‘carta’ non garantiscono la sicurezza sul lavoro. E non aiutano nemmeno le sanzioni previste dal Testo unico, improntate a logiche di “command &amp; control”, a controlli meramente formali, mentre manca il ricorso a strumenti d’accompagnamento e supporto alla concreta attuazione in azienda della sicurezza reale.</p>
<p>Tutto ciò, calato nel settore dell’edilizia, mi porta a evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da prestare durante i controlli ai contratti applicati alle maestranze, in relazione alle attività eseguite: le lavorazioni edili devono essere, infatti, eseguite da personale regolato da contratti dell’edilizia di qualità che sono sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Tra questi il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Edilizia Artigianato, da noi sottoscritto, pone particolare attenzione alla salute e sicurezza introducendo figure innovative che identificano imprese virtuose sotto questo fondamentale aspetto.</p>
<p>Bene incrementare il numero degli ispettori di Inl e Asl ma contestualmente avviare dei momenti di confronto preventivi con le associazioni di rappresentanza e gli enti bilaterali di settore. Nel tempo, questo, potrebbe diventare una misura efficace soprattutto se le ispezioni diventeranno momenti di prevenzione, non soltanto di repressione.</p>
<p>Quanto avvenuto a Firenze ha posto sotto i riflettori anche il tema dei subappalti. Si è detto che vi era un numero molto elevato di imprese, in regime di subappalto. Questa evidenza non è di per sé un aggravante se si seguono le regole previste dal Testo Unico della sicurezza e il corretto utilizzo di lavoratori autonomi per l’esecuzione specializzata di parte di lavori, senza vincoli di subordinazione.<br />
In questo caso la cosiddetta “impresa affidataria” risponde in tutto per ciò che riguarda le procedure di sicurezza per i lavoratori autonomi da lei coinvolti.</p>
<p>Il problema nasce quando il ricorso al lavoratore autonomo diventa una mera prestazione di manodopera: una pratica che non condividiamo.<br />
Può essere, invece, semmai prevista la collaborazione tra lavoratori autonomi se organizzata e disciplinata con specifici contratti di aggregazione seppur temporanea, come ATI, reti di impresa o consorzi.<br />
Solo così si può contrastare anche una forma di concorrenza sleale che le imprese sane e corrette subiscono.</p>
<p>È bene puntualizzare che nei cantieri, sia pubblici che privati, il primo responsabile è sempre il committente o responsabile dei lavori, da cui discende la filiera delle responsabilità che inizia proprio con la scelta delle imprese coinvolte nei lavori.</p>
<p>Noi crediamo che risposte concrete e davvero efficaci possano arrivare dalla lettura della realtà. A questo proposito, visto che il nostro sistema produttivo è costituito in prevalenza da micro e piccole imprese, i lavori dovrebbero essere organizzati in lotti più piccoli. Qui, il decisore pubblico può fare molto. Se le stazioni appaltanti riuscissero a progettare le opere prevedendo la suddivisione in lotti di importi a misura di micro e piccola impresa, allora ci sarebbe anche un minor ricorso al subappalto, migliori controlli e la possibilità di gestire la anche la filiera delle responsabilità.</p>
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		<title>Il Presidente di Confartigianato Edilizia su &#039;Il Foglio&#039;: &quot;Educare alla cultura della sicurezza sul lavoro&quot; - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2024/02/media-il-presidente-di-confartigianato-edilizia-su-il-foglio-educare-alla-cultura-della-sicurezza-sul-lavoro/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 30 Jun 2025 17:05:15 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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