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	<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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			</item>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131639</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131596</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<category><![CDATA[pane fresco]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/in-8-mesi-di-dazi-usa-pmi-perdono-53-milioni-di-export-al-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/premio-pietro-calabrese-ai-grandi-nomi-della-cultura-dello-sport-e-del-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131574</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/smeunited-a-confronto-con-la-presidente-von-der-leyen-sulle-politiche-a-favore-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/il-presidente-granelli-enciclica-magnifica-humanitas-riafferma-primato-di-intelligenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Magnifica Humanitas]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Maggio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221; &#8220;Accogliamo l&#8217;Enciclica Magnifica Humanitas di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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