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	<title>Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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		<title>Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito e a economia di prossimità&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-punti-di-vista-rai2-su-crisi-medio-oriente-serve-sostegno-al-credito-e-a-economia-di-prossimita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 11 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-tra-i-protagonisti-dellevento-artigianalita-in-italia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianalità in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[IlSole24ore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026” Il 15 aprile, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/guerra-del-golfo-il-punto-sullimpatto-per-le-imprese-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130680</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net In prossimità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-a-sejourne-industrial-accelerator-act-includa-pmi-per-vera-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’ L’Industrial Accelerator [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-10-minuti-su-rete4-rilancia-lallarme-costi-e-celebra-lo-stop-ai-finti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Aprile 2026·MEDIA Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-proroga-taglio-accise-ma-risorse-insufficienti-servono-misure-anche-per-trasporto-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 7 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-23-aprile-confartigianato-lancia-la-campagna-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217; Anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-tgcom24-su-caro-energia-e-crisi-manodopera-servono-scelte-ue-forti-e-patto-scuola-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-riduzione-accise-in-dl-carburanti-ma-ora-serve-piano-strutturale-ue-per-tutelare-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/a-pasqua-gli-artigiani-del-food-sfidano-rincari-di-materie-prime-e-energia-e-carenza-di-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130602</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130566</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130554</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/dalle-botteghe-alle-strade-bianche-eroica-e-confartigianato-insieme-per-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/media-il-cibo-e-cultura-e-identita-spirito-artigiano-e-la-difesa-del-nostro-patrimonio-alimentare/">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118733 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-carlo-cambi tag-enrico-quintavalle tag-giovanni-boccia tag-giulio-sapelli tag-igles-corelli tag-marzia-morganti tag-paolo-manfredi tag-roberta-garibaldi tag-spirito-artigiano tag-vladi-finotto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118662" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/SpiritoArtigiano-700x300-08072024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di ‘<strong>Spirito Artigiano</strong>’ è dedicato al <strong>cibo</strong> e alle sfide per difendere la qualità e la ricchezza del nostro<strong> patrimonio alimentare</strong> dalle minacce della globalizzazioni dei consumi e dalle derive mediatiche e commerciali.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli</strong>, Presidente della Fondazione Germozzi, analizza il cibo come una pratica sociale fondamentale, influenzata dal controllo biopolitico nelle società tardo-capitalistiche. In un contesto dove i consumatori sono addestrati a produrre desideri per alimentare la macchina del profitto, il cibo diventa una liturgia della nuova religione della salute. La nutrizione è vista come un mezzo per raggiungere l&#8217;eternità, seguendo diete e comportamenti prescritti. Sapelli richiama il lavoro di Mary Douglas per comprendere come i concetti di purezza e pericolo nell&#8217;alimentazione siano strumenti per riprodurre le strutture di senso in ogni società, oggi profondamente trasformate.</p>
<p>Per <strong>Paolo Manfredi</strong>, consulente per la Trasformazione digitale di Confartigianato, l&#8217;alimentazione italiana è un pilastro dell&#8217;identità nazionale. L&#8217;Italia vanta una varietà eno-gastronomica unica, frutto della connessione con le culture locali e dell&#8217;innovazione. Tuttavia, Manfredi avverte che questo equilibrio è minacciato da trasformazioni rapide, come la chiusura dei ristoranti familiari e l&#8217;omologazione dell&#8217;offerta alimentare. Per preservare la qualità e la sostenibilità del cibo italiano, Manfredi propone una ricostruzione della cultura alimentare nazionale attraverso politiche pubbliche e il ruolo centrale di artigiani, contadini e ristoratori. La sfida è creare una food policy italiana che promuova una nuova cultura alimentare, attenta alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita.</p>
<p>E’ sulla stessa linea il giornalista <strong>Carlo Cambi</strong> che critica l&#8217;attuale percezione della gastronomia, ridotta a fenomeno mediatico e commerciale, distaccata dalla sua dimensione culturale e antropologica. Richiama l&#8217;importanza della gastronomia come manifestazione culturale e identitaria, radicata nella storia e nella scienza sociale, piuttosto che come semplice soddisfazione di un bisogno alimentare. Cambi evidenzia la necessità di riconnettere la filiera agroalimentare, valorizzando il ruolo degli artigiani e del cuoco come produttori di beni culturali. Propone l&#8217;idea del &#8220;Cuoco d’Arte&#8221; o &#8220;Arti-chef&#8221;, un maestro di cucina che lavora direttamente con i prodotti locali, mantenendo un forte legame con il territorio e la tradizione. Cambi suggerisce la creazione di un circuito e di una guida per promuovere questa figura, che non solo prepara cibi, ma rappresenta anche una fonte di esperienza culturale e identitaria. Insiste sull&#8217;importanza di una cucina autentica, radicata nella manualità e nella creatività, contrapposta alla standardizzazione e all&#8217;omologazione del gusto imposte dalle multinazionali.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, sottolinea l&#8217;importanza del settore agroalimentare italiano nel contesto economico internazionale. Nonostante la crisi globale, questo settore dimostra una forte resilienza, sostenuto sia dalla domanda estera che dall&#8217;interesse interno per i prodotti biologici e a chilometro zero. Il sistema agroalimentare italiano è caratterizzato da una catena del valore articolata, con una significativa presenza di micro e piccole imprese artigiane che influenzano la qualità della produzione e favoriscono un dinamismo delle esportazioni.</p>
<p><strong>Marzia Morganti,</strong> giornalista ed esperta di enogastronomia, esplora la connessione tra arte e artigianato in cucina. Riferendosi al celebre libro di Pellegrino Artusi e a moderne trasmissioni televisive, l&#8217;autrice sostiene che la cucina può essere considerata una forma d&#8217;arte grazie all&#8217;impegno e alla creatività dei cuochi. Citando lo chef Massimo Bottura, Morganti evidenzia come la qualità artigianale sia centrale nella cucina, dove i cuochi sono visti come artigiani che creano piatti capaci di stimolare tutti i sensi, integrando tradizione e innovazione. Il cuoco, secondo Morganti, diventa artista quando riesce a trasformare ingredienti di qualità, spesso forniti da produttori artigianali, in esperienze culinarie che rappresentano un incontro di cultura, storia e sapori.</p>
<p><strong>Vladi Finotto,</strong> docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il settore agroalimentare è responsabile di quasi un terzo delle emissioni globali, e la transizione sostenibile richiede un ripensamento della produzione e del consumo, con un ruolo chiave per l’artigianato. Finotto propone un nuovo patto tra produzione artigiana e consumo urbano-regionale per promuovere la sostenibilità. Gli artigiani del cibo, con le loro competenze tecniche e capacità di innovazione, possono catalizzare questa transizione. La chiave è facilitare il loro ruolo con politiche di supporto e formazione continua, seguendo esempi come la James Beard Foundation negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Igles Corelli</strong>, chef rinomato con cinque stelle Michelin, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;artigianato nel mestiere del cuoco. Corelli sostiene che la cucina dovrebbe rimanere ancorata all&#8217;artigianato, poiché si basa su creatività, manualità e contatto diretto con i produttori. Critica la falsa narrazione degli show televisivi, che spesso allontanano le persone dalla realtà della cucina. Corelli vede il ruolo del cuoco come ambasciatore del Made in Italy e incoraggia i giovani a intraprendere questa carriera, sfatando il mito delle condizioni di lavoro insostenibili. La pandemia ha rafforzato il rapporto tra piccoli produttori e ristoratori, un aspetto che Corelli ritiene cruciale per il futuro della cucina artigianale.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente all’Università degli studi di Bergamo, evidenzia l&#8217;importanza strategica del patrimonio enogastronomico italiano, non solo per il suo valore culturale, ma anche come potente attrattore turistico. I turisti, sia europei che d&#8217;oltreoceano, mostrano un crescente interesse per esperienze enogastronomiche locali. Questa tendenza può essere una risorsa per artigiani e botteghe storiche del gusto, che custodiscono tradizioni culinarie preziose. Tuttavia, queste attività affrontano difficoltà economiche e la mancanza di ricambio generazionale, rischiando di scomparire. Garibaldi suggerisce che il turismo, se ben gestito, può rivitalizzare queste realtà, promuovendo la sopravvivenza e la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche attraverso interventi di supporto, formazione, defiscalizzazione e creazione di reti territoriali.</p>
<p><strong>L&#8217;International Street Food,</strong> ideato da Alfredo Orofino, è un evento itinerante che celebra la cucina di strada italiana e internazionale. Nato otto anni fa, ha visto un successo crescente, con 150 tappe e oltre 12 milioni di visitatori l&#8217;anno scorso. La manifestazione valorizza piatti regionali tradizionali come arrosticini abruzzesi, arancini siciliani e bombette pugliesi, oltre a specialità internazionali, promuovendo inclusività e curiosità gastronomica. La qualità e la tradizione sono criteri fondamentali nella selezione dei partecipanti. L&#8217;evento non solo permette al pubblico di scoprire nuove pietanze, ma rappresenta anche un&#8217;importante piattaforma per chef di strada di eccellenza.</p>
<p><strong>Giovanni Boccia</strong>, direttore della Fondazione Germozzi, analizza il film &#8220;Il Gusto delle Cose&#8221; di Tran Anh Hung, che esplora l&#8217;intreccio tra cibo, artigianato e relazioni umane nel contesto dell&#8217;alta cucina francese del XIX secolo. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff, narra la storia di Eugenie, cuoca artigiana, e Dodin-Bouffant, celebre gastronomo, la cui relazione evolve attraverso la cucina. La pellicola celebra l&#8217;arte culinaria come espressione di amore e dedizione, lontano dalle competizioni culinarie televisive. Con la collaborazione dello chef Pierre Gagnaire, il film enfatizza la preparazione del cibo come un processo artistico e manuale. La presenza della giovane Pauline, aspirante cuoca, sottolinea l&#8217;importanza della trasmissione del sapere artigiano tra generazioni.</p>
<p>In questo numero di Spirito Artigiano, <strong>Antonio Payar,</strong> dirigente di Confartigianato, mette in evidenza il messaggio con cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani svoltasi aTrieste. Ha usato l’espressione “Amiamo l’Italia e, per questo, ci facciamo artigiani di democrazia, servitori del bene comune”. Questo concetto sottolinea l&#8217;impegno per rigenerare la democrazia attraverso un approccio &#8220;artigiano&#8221;, che combina ispirazione e intelligenza creativa. L&#8217;intelligenza &#8220;artigiana&#8221; è definita dalla sua capacità di sfidare le certezze e di innovare, operando fuori dagli schemi. Essere &#8220;artigiani&#8221; significa essere aperti all&#8217;ignoto, inventare e creare, partecipando attivamente e liberamente alle relazioni sociali. La creatività, secondo questo approccio, è essenziale per mantenere l&#8217;umanità e promuovere una democrazia partecipativa.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il cibo è cultura e identità: ‘Spirito Artigiano’ e la difesa del nostro patrimonio alimentare - Confartigianato Imprese </title>
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