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	<title>Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Codice Contratti Pubblici: Confartigianato e ANAC guidano le imprese nella transizione digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[codice contratti pubblici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Maggio 2026·CONTRATTI PUBBLICI Codice Contratti Pubblici: Confartigianato e ANAC guidano le imprese nella transizione digitale La digitalizzazione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Economia in frenata: pesano crisi di Hormuz, dazi e debole domanda estera. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/economia-in-frenata-pesano-crisi-di-hormuz-dazi-e-debole-domanda-estera-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Maggio 2026·STUDI Economia in frenata: pesano crisi di Hormuz, dazi e debole domanda estera. L’analisi su IlSussidiario.net A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sospeso il fermo dell&#8217;autotrasporto. Dal Governo provvedimenti concreti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/sospeso-il-fermo-dellautotrasporto-dal-governo-provvedimenti-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Categorie]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Riva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Maggio 2026·AUTOTRASPORTO Sospeso il fermo dell&#8217;autotrasporto. Dal Governo provvedimenti concreti Stasera, al termine di un lungo e costruttivo [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;Bene Fondo per l&#8217;artigianato. Ora accelerare su decreti attuativi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/le-confederazioni-artigiane-bene-fondo-per-lartigianato-ora-accelerare-su-decreti-attuativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FONDO PER L'ARTIGIANATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Maggio 2026·CREDITO Le Confederazioni artigiane: &#8220;Bene Fondo per l&#8217;artigianato. Ora accelerare su decreti attuativi&#8221; Un segnale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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		<item>
		<title>43.535 imprenditrici colpite da crisi energetica. Italia prima in UE per imprenditrici (1,6 mln) ma in ritardo sul welfare. E 1 mln di giovani inattive</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/43-535-imprenditrici-colpite-da-crisi-energetica-italia-prima-in-ue-per-imprenditrici-16-mln-ma-in-ritardo-sul-welfare-e-1-mln-di-giovani-inattive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[convention donne impresa confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[donne impresa confartigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Maggio 2026·DONNE IMPRESA 43.535 imprenditrici colpite da crisi energetica. Italia prima in UE per imprenditrici (1,6 mln) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Dazi USA: nei settori delle MPI persi 5,3 milioni di euro al giorno di export</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/dazi-usa-nei-settori-delle-mpi-persi-53-milioni-di-euro-al-giorno-di-export/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Maggio 2026·DAZI Dazi USA: nei settori delle MPI persi 5,3 milioni di euro al giorno di export   [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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		<item>
		<title>Convention di Donne Impresa: 80 anni di storia per un futuro di intelligenza artigiana femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/convention-di-donne-impresa-80-anni-di-storia-per-un-futuro-di-intelligenza-artigiana-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 05:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Bonsignore]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Gagliardi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Maggio 2026·DONNE IMPRESA Convention di Donne Impresa: 80 anni di storia per un futuro di intelligenza artigiana femminile [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Al via la campagna fiscale 730/2026, semplifica il presente e tutela il tuo futuro con il CAAF Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/al-via-la-campagna-fiscale-730-2026-semplifica-il-presente-e-tutela-il-tuo-futuro-con-il-caaf-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Maggio 2026·CAAF Al via la campagna fiscale 730/2026, semplifica il presente e tutela il tuo futuro con il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Congiuntura: domina il rallentamento, segnali positivi da vendite al dettaglio, turismo e investimenti dei Comuni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/congiuntura-domina-il-rallentamento-segnali-positivi-da-vendite-al-dettaglio-turismo-e-investimenti-dei-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Maggio 2026·CONGIUNTURA Congiuntura: domina il rallentamento, segnali positivi da vendite al dettaglio, turismo e investimenti dei Comuni Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>A Codeway 2026 Confartigianato protagonista del dialogo internazionale per lo sviluppo della filiera calzaturiera in Messico</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/a-codeway-2026-confartigianato-protagonista-del-dialogo-internazionale-per-lo-sviluppo-della-filiera-calzaturiera-in-messico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[codeway]]></category>
		<category><![CDATA[codeway 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Europa e Mercati Internazionali 18 Maggio 2026 A Codeway 2026 Confartigianato protagonista del dialogo internazionale per lo sviluppo della filiera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>“Benfatto&#8221; protagonista della London Craft Week con il valore artigiano italiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/benfatto-protagonista-della-london-craft-week-con-il-valore-artigiano-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 13:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benfatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Maggio 2026·MERCATI ESTERI “Benfatto&#8221; protagonista della London Craft Week con il valore artigiano italiano La mostra “Benfatto: Excellence [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Confartigianato e OpenAI insieme per portare l’intelligenza artificiale nelle PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/confartigianato-e-openai-insieme-per-portare-lintelligenza-artificiale-nelle-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Mantegazza]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131354</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Maggio 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e OpenAI insieme per portare l’intelligenza artificiale nelle PMI italiane Sala gremita, postazioni al completo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Da alleanza MUR, Università, Confartigianato nasce la prima Laurea per i manager dell&#8217;artigianato e delle Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/da-alleanza-mur-universita-confartigianato-nasce-la-prima-laurea-per-i-manager-dellartigianato-e-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 12:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Bernini]]></category>
		<category><![CDATA[artigiania]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Anna Maria Bernini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Maggio 2026·FORMAZIONE Da alleanza MUR, Università, Confartigianato nasce la prima Laurea per i manager dell&#8217;artigianato e delle Pmi [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni delle Pmi: necessaria proroga dei versamenti fiscali 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/le-confederazioni-delle-pmi-necessaria-proroga-dei-versamenti-fiscali-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 14 Maggio 2026·FISCO Le Confederazioni delle Pmi: necessaria proroga dei versamenti fiscali 2026 Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane sul Dl lavoro: bene primato buona contrattazione e incentivi a assunzioni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/sul-decreto-lavoro-le-confederazioni-artigiane-chiedono-incentivi-strutturali-e-meno-burocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[decreto lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 14 Maggio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane sul Dl lavoro: bene primato buona contrattazione e incentivi a assunzioni Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel perimetro dei servizi il 61,4% dell’occupazione dell’artigianato. I valori dei servizi a vocazione artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/nel-perimetro-dei-servizi-il-614-delloccupazione-dellartigianato-i-valori-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Maggio 2026·STUDI Nel perimetro dei servizi il 61,4% dell’occupazione dell’artigianato. I valori dei servizi a vocazione artigiana   [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Donne Impresa Confartigianato porta alla Convention 80 anni di voce al femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/donne-impresa-confartigianato-porta-alla-convention-80-anni-di-voce-al-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 12:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Convention Donne Impresa 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·DONNE IMPRESA Donne Impresa Confartigianato porta alla Convention 80 anni di voce al femminile L’appuntamento con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Laurea in management dell&#8217;artigianato e delle Pmi: il 15 maggio la presentazione a Palermo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/laurea-in-management-dellartigianato-e-delle-pmi-il-15-aprile-la-presentazione-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 12:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigiania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131257</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·FORMAZIONE Laurea in management dell&#8217;artigianato e delle Pmi: il 15 maggio la presentazione a Palermo Palermo è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Verso una nuova stretta monetaria: le ultime tendenze del credito alle imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/verso-una-nuova-stretta-monetaria-le-ultime-tendenze-del-credito-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131231</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Maggio 2026·CREDITO Verso una nuova stretta monetaria: le ultime tendenze del credito alle imprese &#160; Le imprese stanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
</div>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Alla Convention 2026 Confartigianato trasforma 80 anni di storia nella rappresentanza del futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/alla-convention-2026-confartigianato-trasforma-80-anni-di-storia-nella-rappresentanza-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 17:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Convention 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Maggio 2026·EVENTI Alla Convention 2026 Confartigianato trasforma 80 anni di storia nella rappresentanza del futuro &#8220;80 Voglia di [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-123705 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Aprile 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-123703 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/04/SpiritoArtigiano-700X300-30042025-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> racconta il <strong>Made in Italy</strong> come linguaggio, cultura, atto creativo, vocazione, innovazione. Un patrimonio da preservare, comprendere e valorizzare con uno sguardo rinnovato e profondamente umano.<span id="more-123705"></span></p>
<p>Il numero si apre con un contributo di <strong>Beniamino Mirisola</strong>, docente a contratto di Letteratura Italiana all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e di Didattica della Lingua Italiana all&#8217;Università di Trieste e tra gli autori de ‘L’Abbecedario del made in Italy’, ispirato ai Sillabari di Goffredo Parise. Con parole scelte con cura – italiane, vive, non abusate – la Fondazione Germozzi e Confartigianato propongono questo nuovo &#8216;vocabolario del fare artigiano&#8217;, volto a restituirgli senso, profondità e autenticità. Tra termini inattesi come &#8216;fatica&#8217; e concetti evocativi come &#8216;sinestesia&#8217; o &#8216;genius loci&#8217;, l’opera si configura come un mosaico di racconti e riflessioni che restituiscono la ricchezza sensoriale e simbolica del Made in Italy. Al centro, la dialettica tra spirito e materia, racconto e gesto, innovazione e tradizione, fino ad arrivare al tema invisibile ma fondamentale: l’autenticità.</p>
<p>A questi temi si ricollega il contributo del professor <strong>Stefano Zamagni</strong> che  tratteggia l’artigianato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’artigianato viene descritto come un atto di virtù, dove la creazione è un gesto d’amore per il mestiere; come espressione di innovazione, capace di integrare nuove tecnologie senza perdere la connessione con la tradizione; come forma di resilienza, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e culturali restando fedele alla propria identità; e infine come patrimonio culturale e sociale, testimone di un’Italia che costruisce legami e mantiene vive le comunità locali.</p>
<p>E, ancora, un’appassionata intervista di Federico Di Bisceglie a <strong>Camillo Langone</strong>, giornalista e scrittore, che interpreta l’artigianato come anima nascosta dell’Italia resistente. Per Langone, l’artigianato è presidio di autenticità e antidoto all’omologazione imposta dalla modernità. Esso vive nei borghi, nei luoghi decentrati, nelle botteghe che ancora custodiscono sapere, identità e spiritualità. Ma per resistere davvero, afferma Langone, l’artigianato ha bisogno di essere difeso dalle insidie della burocrazia e della standardizzazione, e di una maggiore consapevolezza sociale del suo valore culturale, artistico ed esistenziale.</p>
<p><strong>Dominique Meyer</strong>, figura di spicco della cultura europea, racconta, in un’intervista a Marco Grazioli, Presidente di The European Ambrosetti, il suo percorso umano e professionale, ponendo al centro il valore dell’artigianato teatrale. Ex Sovrintendente del Teatro alla Scala, ha guidato l’istituzione milanese durante una delle fasi più critiche, introducendo innovazione tecnologica, sostenibilità, inclusione e un nuovo dialogo con le giovani generazioni. Per Meyer, il teatro è un luogo vivo di saperi artigianali, che va preservato e rilanciato: dai costumi alla scenografia, dai laboratori ai corpi di ballo, la dimensione del &#8220;fare con le mani&#8221; resta fondamentale. Il suo approccio alla leadership si fonda sulla fiducia costruita quotidianamente, con rispetto, ascolto e presenza costante. Meyer evoca figure che lo hanno ispirato – da Nureyev a Strehler – e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori del teatro, in particolare i ballerini, per i quali propone un modello sostenibile di transizione verso una “seconda carriera”.</p>
<p><strong>Carlo Adelio Galimberti</strong>, pittore e storico dell’arte, esplora l&#8217;origine culturale e umanistica dell&#8217;artigianato italiano, radicandola nel Rinascimento, quando nelle botteghe l’arte del fare si coniugava allo studio della natura, della geometria, della mitologia e della letteratura. L’autore evidenzia come questa tradizione abbia trasformato il lavoro manuale in un atto creativo quasi “divino”, capace di generare bellezza, innovazione e significato. Attraverso esempi emblematici – da Brunelleschi a Cellini – Galimberti mostra come la formazione culturale degli artigiani abbia alimentato una progettualità estetica che perdura nel tempo, fino al contemporaneo “Made in Italy”. L’artigianato, secondo l’autore, è il frutto di un dialogo costante tra conoscenza, sensibilità artistica e abilità tecnica, che oggi come ieri resiste all’omologazione della produzione seriale industriale, offrendo al mondo manufatti unici, espressione di un’identità culturale profonda e condivisa.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, analizza la posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, guerre commerciali e transizione industriale, l’Italia emerge come un modello di resilienza grazie a tre pilastri strategici: qualità, innovazione e biodiversità territoriale. Il sistema delle micro e piccole imprese italiane, pur vulnerabile agli shock esterni, si distingue per l’elevata incidenza di attività innovative e per l’eccellenza dei suoi prodotti – dal design all’agroalimentare, dalla moda alla meccanica – conquistando i vertici europei dell’export in molti settori. Quintavalle sottolinea come la forza del made in Italy risieda nella capacità di coniugare tradizione e modernità, valorizzando i saperi locali all’interno di distretti produttivi specializzati, in grado di competere sui mercati globali.</p>
<p><strong>Paolo Conti</strong>, giornalista e scrittore, ricostruisce la straordinaria vicenda del Teatro La Fenice di Venezia, rinato più volte dalle proprie ceneri grazie al lavoro sapiente degli artigiani. Dall’inaugurazione del 1792 alle ricostruzioni dopo gli incendi del 1836 e del 1996, l’autore mostra come l’artigianato – con i suoi saperi tramandati e la sua capacità di coniugare tradizione e precisione – sia stato protagonista assoluto. Conti racconta, attraverso le parole di critici e protagonisti come Mauro Carosi, Alessandro Favaretto Rubelli e Massimo Soffiato, un’impresa corale che ha restituito vita e identità al teatro, simbolo del legame indissolubile tra cultura e maestria manuale.</p>
<p><strong>Letizia Sinisi</strong>, esperta di cultura e turismo delle radici e titolare di ItalyRooting Consulting, analizza questo fenomeno che coinvolge milioni di oriundi italiani nel mondo in cerca delle proprie origini. L’artigianato italiano, scrigno di tradizioni e identità, è al centro di questo processo di riscoperta e rappresenta un potente attrattore culturale ed economico. Sinisi propone un modello di sviluppo territoriale che unisce il turismo esperienziale alla valorizzazione delle botteghe artigiane, ponendo l’accento su formazione, digitalizzazione e governance locale per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il Made in Italy. Sinisi si concentra sul futuro dell’artigianato come ponte tra tradizione e innovazione. Evidenzia come nuove tecnologie – dalla stampa 3D alla realtà aumentata – possano integrarsi con i mestieri antichi senza snaturarne l’anima. Sottolinea inoltre l’importanza della formazione per preparare gli artigiani ad accogliere turisti internazionali, trasformando le botteghe in luoghi di racconto e interazione. Il turismo delle radici diventa così occasione per un’economia sostenibile e identitaria, dove l’artigiano è ambasciatore della cultura italiana nel mondo.</p>
<p><strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di Tourism Management presso l’Università di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo OCSE, analizza la crescente rilevanza del turismo caseario come motore per valorizzare il Made in Italy e i territori. Attraverso i dati del “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, evidenzia come sempre più turisti italiani e internazionali siano attratti da esperienze legate alla produzione del formaggio, tra caseifici, laboratori, cheese bar e musei. Il settore si configura così non solo come elemento culturale e gastronomico, ma anche come leva economica e strumento contro l’Italian sounding. Garibaldi sottolinea l’importanza di fare rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni per strutturare un’offerta integrata, emozionale e autentica.</p>
<p><strong>Marco Brogna, </strong>docente di Pianificazione Turistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ITS Turismo Academy, propone una riflessione ampia sull’evoluzione del turismo culturale in Italia, sottolineando come l’esperienza e l’emozione siano diventate le nuove parole chiave del settore. Il nostro Paese, ricco di eccellenze artigiane e agroalimentari, ha tutte le carte in regola per intercettare questa domanda, a patto di investire nella qualità dei servizi e nella professionalizzazione degli operatori. Brogna richiama la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta turistica, puntando su innovazione tecnologica, nuove figure professionali e una maggiore coesione tra le imprese, magari attraverso reti e associazioni, affinché l&#8217;artigianato e il turismo possano crescere insieme su scala globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Lo Spirito Artigiano del Made in Italy: cultura, innovazione, atto creativo - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2025/04/media-lo-spirito-artigiano-del-made-in-italy-cultura-innovazione-atto-creativo/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 30 Jun 2025 16:00:59 +0000</lastBuildDate>
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