ATTIVITà ARTIGIANE

 

Le risposte in ordine di tema e cronologico sono in costante aggiornamento

 


 

No, sono sufficienti la SCIA già presentata prima dell'inizio dell'attività o, per i settori in cui è necessaria, l'autorizzazione già ottenuta a svolgere l'attività. Ad esempio, un ristorante potrà consegnare le pietanze a domicilio, anche se prima non rendeva questo servizio. Naturalmente, dovranno essere osservate tutte le norme di settore (incluse quelle igienico sanitarie e le tutele per i lavoratori che consegnano le merci) e dovranno essere evitati, anche al momento della consegna, contatti personali a distanza inferiore a un metro. (Fonte: FAQ Governo del 10/04/20)

In merito alle nuove certificazioni, Accredia (Ente Unico di Accreditamento) in accordo con il Ministero dell'Ambiente, ha invitato gli Organismi di Certificazione a posticipare tutte le attività di nuova certificazione delle persone relative allo schema Fgas, fino al perdurare dell’emergenza sanitaria. Ha individuando comunque delle procedure specifiche ed eccezionali per quei casi di comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza per i quali procedere agli esami di certificazioni da remoto.

(Circolare della Direzione Politiche Economiche di Confartigianato Imprese del 27/03/20 prot. 410)

Si, i certificati F-Gas rilasciati alle persone fisiche e alle imprese ai sensi degli articoli 7 e 8 del D.P.R. n. 146/2018, in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 (compresi) resteranno validi fino a  90 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza (ovvero fino al 29 ottobre 2020).

Saranno direttamente gli Organismi di Certificazione accreditati e designati, tramite la loro pagina riservata del Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate www.fgas.it, a provvedere all’aggiornamento della data di scadenza dei certificati da loro rilasciati, secondo quanto previsto dall'articolo 103, comma 2, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18.

Pertanto le persone fisiche e le imprese iscritte al citato Registro in possesso di un certificato in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 resteranno visibili nella Sezione C "Sezione delle Persone e delle Imprese Certificate” del Registro.

Si consideri che il termine dello stato di emergenza da considerare per il decorso del termine di 90 giorni per la validità dei certificati è quello originario del 31/07/20 nonostante lo stato di emergenza sia stato prorogato fino al 15 ottobre 2020. Infatti, il DL n. 83/20 ha stabilito che i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nell'allegato 1 del decreto, connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza, non sono modificati a seguito della proroga del predetto stato di emergenza, deliberata dal Consiglio dei ministri il 29 luglio 2020, e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020.

L’articolo 103, comma 2, del DL Cura Italia non è incluso nell’allegato citato e pertanto la proroga dello stato di emergenza non produce effetti sulla proroga del periodo di validità dei certificati. Pertanto, la validità dei certificati in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 è prorogata fino al 29 ottobre 2020, e non fino al 13 gennaio 2021.

(Fonte: Confartigianato risposta del 21/08/20)

Il Ministero della Salute ha fornito alcune indicazioni per il settore funebre, cimiteriale, della cremazione, valide per l’intero territorio nazionale e che vanno applicate fino a un mese dopo il termine della fase emergenziale.

Tra queste si richiamano:

- la manipolazione del defunto antecedente la chiusura nel feretro dovrà avvenire adottando tutte le misure di sicurezza atte ad evitare il contagio tramite droplets, aerosol o contatto con superfici nonché fluidi e materiali biologici infetti;

- il personale adibito alla manipolazione del cadavere adotterà dispositivi di protezione individuale appropriati, secondo le indicazioni formulate da parte dei competenti servizi di sicurezza e protezione dei lavoratori, nonché dal medico competente. Si raccomanda l’utilizzo di: mascherina chirurgica, occhiali protettivi (oppure mascherina con visiera), camice monouso idrorepellente, guanti spessi e scarpe da lavoro chiuse. Oltre ad essere garantita un’adeguata aerazione dei locali, al termine delle attività, dovrà essere eseguita un’accurata pulizia con disinfezione delle superfici e degli ambienti adibiti alle attività;

- in caso di decesso al di fuori delle strutture sanitarie, il personale incaricato del trasporto funebre, laddove il defunto non sia già isolato all’interno di sacco impermeabile sigillato, disinfettato, provvede all’incassamento riducendo al minimo le occasioni di contatto, avvolgendo il defunto in un lenzuolo imbevuto di disinfettante.

- sono vietati la vestizione del defunto, la sua tanatocosmesi, come qualsiasi trattamento di imbalsamazione o conservativo comunque denominato, o altri quali lavaggio, taglio di unghie, capelli, barba e di tamponamento;

- dopo l’incassamento il feretro è chiuso e sottoposto a disinfezione esterna sia superiormente, sia lateralmente che inferiormente;

- le cerimonie funebri sono consentite, purché svolte nei termini previsti dalla normativa vigente (nei cimiteri è consentito l’accesso del pubblico e sono permesse le cerimonie funebri, evitando assembramenti, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Il Sindaco può chiudere il cimitero o parti di esso, in caso di impossibilità del rispetto delle misure di contrasto al contagio sopra richiamate);

- per evitare sovraffollamento, anche dei soli addetti, bisogna prevedere che l’arrivo di trasporti funebri sia in cimitero che al crematorio debba essere sfalsato come orari da parte dei rispettivi gestori, con l’obiettivo di minimizzare l’assembramento di persone, derivante da diverse sepolture o cremazioni;

- l’attività connessa ai servizi cimiteriali di iniziativa privata nei cimiteri, come manutenzione, ristrutturazione di tombe, posa di lapidi, costruzioni ex novo di tombe, viene consentita con ordinanza del sindaco e con modalità che evitino l’assembramento di persone, se necessario stabilendo che detti lavori siano effettuati in orari di chiusura del cimitero. Restano sempre consentiti i lavori e le operazioni necessari alla sepoltura dei defunti da parte dei gestori cimiteriali e quelli di realizzazione di ristrutturazione o costruzione ex novo di sepolture.

Per le rimanenti parti si rimanda ad una lettura completa della circolare del Ministero della Salute del 2 maggio 2020, come modificata dalla circolare del 28/08/20, e dell'allegato 1 relativo alle caratteristiche dei feretri e loro confezionamento.

(Fonte: Confartigianato risposta del 21/08/20)

Sì, sono consentite rispettando la distanza interpersonale di un metro tra le persone che vi assistono ed evitando ogni forma di assembramento.

(Fonte: Faq Governo del 17 luglio 2020)

Le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dal Dpcm 11 giugno 2020 e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 dello stesso. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:

1) l'accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all'interno dei medesimi;

2) l'accesso dei fornitori esterni;

3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;

4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;

5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;

6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;

7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;

8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all'interno degli stabilimenti balneari;

9) le spiagge di libero accesso.

(Fonte: Faq Governo del 17 luglio 2020)


 

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