ATTIVITà ARTIGIANE

 

Le risposte in ordine di tema e cronologico sono in costante aggiornamento

 


 

Sì, mantenendo sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e rispettando i divieti di consumare i prodotti sul posto di vendita e di sostare nelle immediate vicinanze (Fonte: Faq Governo del 27 maggio 2020).

Il DPCM 17 maggio 2020 consente lo svolgimento delle attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby, quali: circoli letterari e di lettura, club di storia, di giardinaggio, di cinematografia e fotografia, di musica e d'arte, di attività manuali, di collezionisti, di attività sociali, per i festeggiamenti di carnevale e le associazioni automobilistiche.

Tuttavia, l'attività oggetto del quesito fa esplicito riferimento ad attività di "formazione" e di "assistenza" svolta da psicologi e logopedisti che rientrano in altri settori a cui occorre fare riferimento.

Le attività di "assistenza" svolta da tali professionisti sono anch’esse consentite dal DPCM 17 maggio anche in modalità "in presenza".

Per quanto riguarda l'attività di "formazione", invece, il decreto citato, all'art. 1, co. 1, lett. q) stabilisce la sospensione delle attività formative svolte anche da soggetti privati, consentendo lo svolgimento di tali attività solo a distanza.

Alla luce di tale ricostruzione, si ritiene che debba essere ben identificata l'attività di assistenza o di formazione che l'Associazione vuole svolgere, considerando che l'attività formativa rimane al momento consentita solo a distanza (Fonte: Confartigianato risposta del 20.05.20)

Il Protocollo per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri, contenuto nell'Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020, impone alcune limitazioni agli spostamenti verso i cantieri, pur senza indicare il numero massimo di persone che possono essere trasportate sui veicoli.

Secondo quanto contenuto nel Protocollo, è essenziale "evitare aggregazioni sociali" anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa.

A tal fine vengono incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro "con adeguato distanziamento fra i viaggiatori" e "favorendo l'uso del mezzo privato o di navette".

 

Nel caso di servizio di trasporto organizzato dal datore di lavoro per raggiungere il cantiere, quest'ultimo deve garantire la sicurezza dei lavoratori durante lo spostamento, anche facendo ricorso a diverse misure, quali:

- impiegare un numero maggiore di mezzi;

- prevedere ingressi ed uscite dal cantiere con orari flessibili e scaglionati;

- riconoscere aumenti temporanei delle indennità specifiche, come da contrattazione collettiva, per l'uso del mezzo proprio.

In ogni caso, occorre assicurare la pulizia dei mezzi con specifici detergenti delle maniglie di portiere e finestrini, volante, cambio, etc. mantenendo una corretta areazione all'interno del veicolo.

 

Si ricorda che il protocollo citato sia applica indistintamente ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel cantiere stesso e che la sua mancata attuazione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

 

Si riportano, infine, le indicazioni del Protocollo per il settore del trasporto e della logistica - settore del "trasporto non di linea" - che possono rappresentare un utile parametro per garantire il distanziamento dei lavoratori durante lo spostamento verso il cantiere (Allegato 14 del DPCM citato):

- risulta opportuno evitare che il passeggero occupi il posto disponibile vicino al conducente;

- sui sedili posteriori , al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati, distanziati il piu' possibile, piu' di due passeggeri.

- il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione

(Fonte: Confartigianato - 20 maggio 2020)

Sì. Al riguardo, occorre precisare che l’allegato 3 al Dpcm del 26 aprile 2020 richiama la categoria “ingegneria civile”, identificata con il codice Ateco 42 all’interno della quale rientrano, a titolo esemplificativo, le attività costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali, costruzione di linee ferroviarie e metropolitane, costruzione di ponti e gallerie, costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi, costruzione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni, le costruzione di opere idrauliche e il completamento di alloggi popolari. Il 24 aprile 2020 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condiviso con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Anci, Upi, Anas S.p.a., R.F.I., ANCE, Alleanza delle cooperative, Feneal-Uil, Filca-CISL e Fillea-CGIL un apposito protocollo di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri edili, costituente l’Allegato 7 al Dpcm. (Fonte: FAQ Governo - 2 maggio 2020)

Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli saranno svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

L'attività degli spettacoli è organizzata secondo le linee guida di cui all'allegato 9 del Dpcm 17 maggio 2020. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni già indicate; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

(Fonte: Faq Governo del 27 maggio 2020)

Si, i certificati F-Gas rilasciati alle persone fisiche e alle imprese ai sensi degli articoli 7 e 8 del D.P.R. n. 146/2018, in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 (compresi) resteranno validi fino al 31 luglio 2020 (ovvero 90 giorni dalla data di cessazione dello stato di emergenza).

Saranno direttamente gli Organismi di Certificazione accreditati e designati, tramite la loro pagina riservata del Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate www.fgas.it, a provvedere all’aggiornamento della data di scadenza dei certificati da loro rilasciati, secondo quanto previsto dall'articolo 103, comma 2, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18.

Pertanto le persone fisiche e le imprese iscritte al citato Registro in possesso di un certificato in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 resteranno visibili nella Sezione C "Sezione delle Persone e delle Imprese Certificate ” del Registro. (Circolare della Direzione Politiche Economiche del 12/05/20 prot. 624/AC)

n merito alle nuove certificazioni, Accredia (Ente Unico di Accreditamento) in accordo con il Ministero dell'Ambiente, ha invitato gli Organismi di Certificazione a posticipare tutte le attività di nuova certificazione delle persone relative allo schema Fgas, fino al perdurare dell’emergenza sanitaria. Ha individuando comunque delle procedure specifiche ed eccezionali per quei casi di comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza per i quali procedere agli esami di certificazioni da remoto. 
(Circolare della Direzione Politiche Economiche del 27/03/20 prot. 410) 

Il D.Lgs.vo 163/19 stabilisce che l’attività di accertamento di infrazioni è esercitata dal Ministero dell’ambiente, che trasmette il relativo rapporto al Prefetto territorialmente competente, che irroga le sanzioni amministrative.  
L’art. 6 del D.Lgs 163/19 prevede pesanti sanzioni alle imprese che non inseriscono nella Banca Dati le informazioni previste entro 30 gg dalla data dell’intervento (da 1.000 a 15.000 Euro).
Il recente Decreto Cura Italia (l’art. 103 comma 1) ha sospeso tutti i procedimenti amministrativi dal 23 febbraio al 15 aprile, sia quelli pendenti al 23 febbraio che quelli iniziati successivamente. 
Sulla base di quanto sopra, la lettura combinata dei due dispositivi può essere la seguente.
Per tutti gli interventi effettuati dal 23 febbraio al 15 aprile sono “automaticamente” sospesi i procedimenti amministrativi sanzionatori in caso di mancato inserimento entro 30 giorni in banca dati delle informazioni. A nostro avviso sono sospese anche tutte le eventuali sanzioni comminate prima del 23 febbraio ancora pendenti e non pagate a imprese che non hanno rispettato l’obbligo dei 30 giorni.
Per tutti gli interventi effettuati dal 23 febbraio al 15 aprile sono “automaticamente” sospesi i procedimenti amministrativi sanzionatori in caso di mancato inserimento entro 30 giorni in banca dati delle informazioni. A nostro avviso sono sospese anche tutte le eventuali sanzioni comminate prima del 23 febbraio ancora pendenti e non pagate a imprese che non hanno rispettato l’obbligo dei 30 giorni. Si segnala che il quesito è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente per avere conferma della correttezza dell’interpretazione. Seguiranno aggiornamenti non appena arriverà una risposta. (Circolare della Direzione Politiche Economiche del 27/03/20 prot. 410) 

Le assemblee di qualunque tipo, condominiali o societarie, ovvero di ogni altra forma di organizzazione collettiva, possono svolgersi in “presenza fisica” dei soggetti convocati, a condizione che siano organizzate in locali o spazi adeguati, eventualmente anche all’aperto, che assicurino il mantenimento continuativo della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro fra tutti i partecipanti, evitando dunque ogni forma di assembramento, nel rispetto delle norme sanitarie di contenimento della diffusione del contagio da COVID-19.
Resta ferma la possibilità di svolgimento delle medesime assemblee da remoto, in quanto compatibile con le specifiche normative vigenti in materia di convocazioni e deliberazioni. F
onte: Faq Governo del 1 giugno 2020

Sì, sono consentite rispettando la distanza interpersonale di un metro tra le persone che vi assistono ed evitando ogni forma di assembramento.

(Fonte: Faq Governo del 27 maggio 2020)

Il Ministero della Salute ha fornito alcune indicazioni per il settore funebre, cimiteriale, della cremazione, valide per l’intero territorio nazionale e che vanno applicate fino a un mese dopo il termine della fase emergenziale.
Tra queste si richiamano:
- la manipolazione del defunto antecedente la chiusura nel feretro dovrà avvenire adottando tutte le misure di sicurezza atte ad evitare il contagio tramite droplets, aerosol o contatto con superfici nonché fluidi e materiali biologici infetti;
- il personale adibito alla manipolazione del cadavere adotterà dispositivi di protezione individuale appropriati, secondo le indicazioni formulate da parte dei competenti servizi di sicurezza e protezione dei lavoratori, nonché dal medico competente. Si raccomanda l’utilizzo di: mascherina chirurgica, occhiali protettivi (oppure mascherina con visiera), camice monouso idrorepellente, guanti spessi e scarpe da lavoro chiuse. Oltre ad essere garantita un’adeguata aerazione dei locali, al termine delle attività, dovrà essere eseguita un’accurata pulizia con disinfezione delle superfici e degli ambienti adibiti alle attività;
- in caso di decesso al di fuori delle strutture sanitarie, il personale incaricato del trasporto funebre, laddove il defunto non sia già isolato all’interno di sacco impermeabile sigillato, disinfettato, provvede all’incassamento riducendo al minimo le occasioni di contatto, avvolgendo il defunto in un lenzuolo imbevuto di disinfettante.
- sono vietati la vestizione del defunto, la sua tanatocosmesi, come qualsiasi trattamento di imbalsamazione o conservativo comunque denominato, o altri quali lavaggio, taglio di unghie, capelli, barba e di tamponamento;
- dopo l’incassamento il feretro è chiuso e sottoposto a disinfezione esterna sia superiormente, sia lateralmente che inferiormente;

- le cerimonie funebri sono consentite, purché svolte nei termini previsti dal DPCM del 26 aprile (massimo quindici persone indicate dagli aventi titolo, con funzione da svolgersi preferibilmente all'aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di

sicurezza interpersonale di almeno un metro);
- per evitare sovraffollamento, anche dei soli addetti, bisogna prevedere che l’arrivo di trasporti funebri sia in cimitero che al crematorio debba essere sfalsato come orari da parte dei rispettivi gestori, con l’obiettivo di minimizzare l’assembramento di persone, derivante da diverse sepolture o cremazioni.
Per le rimanenti parti si rimanda ad una lettura completa della circolare del Ministero della Salute del 2 maggio 2020 e dell'allegato 1 relativo alle caratteristiche dei feretri e loro confezionamento. (Fonte: Confartigianato risposta del 06/05/20)

Le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dal Dpcm 17 maggio 2020 e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 dello stesso. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:

1) l'accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all'interno dei medesimi;

2) l'accesso dei fornitori esterni;

3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;

4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;

5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;

6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;

7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;

8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all'interno degli stabilimenti balneari;

9) le spiagge di libero accesso.

Fonte: Faq Governo del 27 maggio 2020

Si, le attività del tatuatore, così come quella del piercer, rientrano tra i "Servizi alla persona", in quanto sono contraddistinte dal codice Ateco 96.09.02 "Attività di tatuaggio e piercing" che trova collocazione all'interno della Divisione "Altre attività di servizi alla persona" (n. 96), Si tratta della stessa divisione in cui rientrano anche i "Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere" (96.02.01) e i "Servizi degli istituti di bellezza" (96.02.02).

Le attività di tatuatore e piercer possono, pertanto, riaprire a partire dal 18 maggio in quanto il DPCM 17 maggio 2020 (art. 1, co. 1, lett. gg) specifica che le "attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite" pur nel rispetto di alcune condizioni individuate alle Regioni.

Tra tali condizioni rientra il rispetto delle "Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni" adottate il 16 maggio 2020" (allegato n. 17 del DPCM citato) ed in particolare la scheda che contiene le indicazioni per il settore della cura della persona: servizi degli acconciatori, barbieri ed estetisti.

Si ritiene che tali indicazioni siano applicabili anche a tatuatori e piercer in quanto l'art. 1, co. 1, lett. gg) del DPCM citato stabilisce espressamente che i servizi alla persona (quindi anche tatuatori e piercer) sono consentite se rispettano protocolli o linee guida relative al "settore di riferimento" o a "settori analoghi".

Pertanto, in assenza di misure specifiche per le attività di tatuatori e i piercer, da parte della Conferenza delle Regioni, si ritiene che tali attività possano operare rispettando quanto previsto per i servizi alla persona - ed in particolare per gli estetisti.

L'attività di estetica può, infatti, essere considerata attività "analoga" a quella del tatuatore e del piercer sia dal punto di vista della classificazione Ateco (come sopra esposto) sia per l'attività realizzata che consiste in un servizio alla persona al fine del miglioramento estetico del cliente, attraverso il contatto diretto con l'operatore in locali appositamente attrezzati.

Infine, in considerazione dei compiti affidati dal decreto più volte citato alle Regioni di verificare l'andamento epidemiologico, occorre verificare se a livello locale non siano state adottate ordinanze, protocolli o linee guida specifiche o più restrittive (Fonte: Confartigianato - 19/05/2020)

(TURISMO) Gli alberghi, i bed and breakfast e le altre strutture ricettive devono restare chiusi?

 

No, dal 18 maggio 2020 tutte le strutture ricettive (alberghi, bed and breakfast, etc.) possono svolgere la propria attività. Il DPCM 17 maggio 2020 ha, infatti, stabilito che dette attività possono essere esercitate pur nel rispetto di alcune condizioni (art. 1, co. 1, lett nn).

Tra tali condizioni rientrano le "Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive” della Conferenza delle Regioni ed in particolare la scheda che contiene le indicazioni per le strutture ricettive.

Tra queste si evidenziano gli obblighi di:

-          fornire informazioni sulle misure di prevenzione (comprensibili anche per stranieri);

-          garantire un’adeguata  gestione del microclima;

-          garantire la frequente pulizia e disinfezione di tutti gli ambienti;

-          garantire almeno un metro di distanziamento interpersonale;

-          utilizzare la mascherina per gli ospiti;

-          rendere disponibili prodotti igienizzanti in più punti della struttura;

-          disinfettare ogni oggetto fornito all’ospite prima e dopo ogni utilizzo.

Le Linee guida auspicano, inoltre, l’adozione di ulteriori misure, che tuttavia non vengono indicate come obblighi, tra cui:

-          misurare la temperatura;

-          differenziare i percorsi all’interno delle strutture (entrata e uscita);

-          predisporre barriere fisiche alla reception e alla cassa.

Per l’analisi completa delle misure da adottare si rimanda alle Linee guida delle Regioni, contenute nell’allegato n. 17 del DPCM 17 maggio 2020.

Infine, in considerazione dei compiti di verifica dell'andamento epidemiologico affidati alle Regioni, occorre tenere in considerazione anche le eventuali ordinanze, protocolli o linee guida adottate a livello locale che potrebbero indicare misure più restrittive (Fonte: Confartigianato - 20/05/2020)


 

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