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	<title>Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132494</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-23749 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">26 Luglio 2005</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</h1>
</div>
</div>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.<span id="more-23749"></span></p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue</p>
<p>Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>incidenza della fiscalità sul prezzo lordo dell&#8217;energia elettrica nel 2004</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<p>Altro che vantaggi da liberalizzazione: dal 1999 &#8211; anno della riforma del mercato dell&#8217;elettricità (la cosiddetta ‘riforma Bersani&#8217;) &#8211; al 2004, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica è costantemente aumentato, mentre per le aziende europee è diminuito.</p>
<p>Confartigianato ha condotto un’analisi dei prezzi al netto delle imposte per le classi di consumo relative alle piccole imprese .</p>
<p>Risultato: tra il 1999 e il 2004 i prezzi dell&#8217;elettricità per le imprese italiane sono cresciuti sistematicamente con percentuali oscillanti tra l&#8217;1,6% e il 30,3%, mentre per le aziende europee il prezzo al netto delle imposte è sceso tra il 7% e il 12,9%.</p>
<p>dato Europa: media ponderata Germania, Francia, R.Unito e Spagna</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Autorità per l’ Energia<br />
I dati dimostrano che, indipendentemente dalla componente fiscale, in Italia persiste un problema di mancata liberalizzazione reale, che rende progressivamente meno competitive le nostre imprese rispetto al resto d&#8217;Europa: una vera e propria &#8216;liberalizzazione alla rovescia&#8217; che ha fatto crescere i prezzi in Italia invece che diminuirli, come è avvenuto nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Recupero di competitività grazie ai Consorzi energia<br />
Confartigianato ha poi condotto una specifica analisi sulla tipologia di impresa con un profilo di consumo medio di 358.017 kWh/anno, vale a dire l’impresa-tipo servita dalle tre strutture consortili per l’acquisto di energia in gruppo sul mercato libero realizzate all’interno del ‘sistema Confartigianato’ (Consorzio Caem, Consorzio Multienergia, Consorzio Cenpi Nord Ovest).</p>
<p>Per questo profilo di imprese il divario dei prezzi dell’energia al lordo delle imposte rispetto alla media europea, tra il 1999 e il 2004, è più che raddoppiato, passando da 13,7% al 27,6%.</p>
<p>Questa tipologia di impresa italiana paga l’energia elettrica 10.300 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo, dei quali 5.160 €/anno (il 50,1%) dovuti a maggiori imposte.</p>
<p>La possibilità di ricorrere ai Consorzi energia, messi a disposizione da Confartigianato alle proprie imprese in questi ultimi 4 anni (i Consorzi che hanno permesso al cliente finale non domestico idoneo di acquistare in gruppo l&#8217;elettricità sul mercato libero negoziando i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e beneficiando di  importanti economie di scala) ha comunque consentito di ridurre del 24% il gap di competitività, con risparmi medi di 2.473 €/anno per impresa. Ciò conferma la validità dello strumento, anche se nel periodo osservato (dal luglio 1999 al luglio 2004) esso è stato utilizzabile solo da imprese con consumi annui superiori a 100.000 kWh.<br />
MAGGIORI COSTI  E RECUPERO DI COMPETITIVITA’</p>
<p>prezzi al lordo di imposte &#8211; profilo piccola impresa energivora</p>
<p>Valori<br />
Profilo di consumo (kWh/anno)<br />
358.017</p>
<p>Maggiore prezzo Italia-Europa al netto delle imposte (€/anno)<br />
5.140<br />
Maggiore imposizione fiscale ITA-Europa (€/anno)<br />
5.160<br />
Maggiori costi rispetto Europa (€/anno)<br />
10.300</p>
<p>Minori costi consentiti da acquisto in consorzio (€/anno)<br />
2.473<br />
Recupero di competitività (%)<br />
24,0%</p>
<p>Elaborazione Confartigianato su dati EUROSTAT e Consorzi Energia Confartigianato</p>
<p>Il fisco allarga il gap di competitività con l’Ue<br />
Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso della componente fiscale sul prezzo dell’elettricità ha allargato il gap di competitività tra imprese italiane e imprese europee.</p>
<p>Nel 2004, il peso fiscale sul kWh in Italia è sempre superiore all’Europa, con un gap che oscilla tra il 5,4% e il 7,3%.<br />
PESO DELLA FISCALITA&#8217; SUL PREZZO DELL&#8217; ENERGIA</p>
<p>Fiscalità locale iniqua e sempre più pesante</p>
<p>Inoltre, il peso del fisco è ripartito in modo sperequato sulle diverse classi di consumo.</p>
<p>Confartigianato ha esaminato l’impatto degli oneri della fiscalità locale sul costo dell’elettricità per le imprese.</p>
<p>L’attuale disciplina italiana sulle imposte addizionali degli enti locali (prevista dal D.L. 511/88, convertito nella legge 27.01.89 n. 20 e successive modifiche e integrazioni) sui consumi di energia elettrica per gli usi diversi dall’abitazione e dall’illuminazione pubblica, prevede un aliquota solo per i consumi inferiori a 200.000 kWh/mese. Essa è pari a 0,93 centesimi di euro  (18 lire) per kWh ed è incrementabile a discrezione di ciascuna amministrazione provinciale fino a 1,13 centesimi di euro (22 lire) per kWh.</p>
<p>Invece per i consumi superiori a 200.000 kWh/mese (vale a dire quelli delle grandi imprese) è prevista l’esenzione totale dall’addizionale.</p>
<p>Si tratta di un trattamento fiscale palesemente iniquo, che penalizza ulteriormente, le piccole imprese italiane rispetto ai grandi consumatori industriali (che tra l’altro godono già di molti altri trattamenti agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per l’energia elettrica interrompibile).</p>
<p>L’analisi della distribuzione territoriale dei valori dell’aliquota dell’addizionale enti locali sul consumo di energia elettrica, mostra che tale accisa da sola incide tra il 7% e il 9% sul totale della bolletta elettrica finale di tutti i consumatori finali non domestici con consumi mensili inferiori ai 200.000 kWh.</p>
<p>Dal raffronto tra i valori dell’addizionale tra il 2000 e il 2004, effettuato su tutte le province, si nota che il numero delle Amministrazioni provinciali che hanno applicato l’aliquota massima (0,0113 €/kWh) è cresciuto in 4 anni dalle 17 province del 2000 a ben 57 province del 2004 (+ 335%), a conferma dell’incremento della peso della fiscalità locale su un importante fattore di costo per le pmi e le imprese artigiane quale il consumo di energia elettrica. Quindi il 45,1% delle Amministrazioni provinciali ha aumentato tra il 2000 e il 2004 l&#8217;aliquota dell&#8217;addizionale, mentre solo in un caso, (Treviso, che peraltro richiedeva nel 2000 l&#8217;aliquota massima) si osserva una diminuzione. Il rimanente 53,9% ha mantenuto inalterata l&#8217;addizionale. Inoltre, ben 38 province su 102 sono passate, nel periodo considerato, dalla aliquota minima a quella massima (37,3% del totale, ovvero circa una provincia su tre) e 16 amministrazioni che nel 2000 richiedevano l&#8217;aliquota massima, non l&#8217;hanno diminuita nel 2004.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/">Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energia elettrica: Liberalizzazione alla rovescia. per le Pmi europee i prezzi calano, in Italia aumentano. L’analisi di Confartigianato - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2005/07/energia-elettrica-liberalizzazione-alla-rovescia-per-le-pmi-europee-i-prezzi-calano-in-italia-aumentano-lanalisi-di-confartigianato/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 30 Oct 2014 17:11:48 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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