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	<title>La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno  I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali. E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno  I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali. E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
</div>
</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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</div>
<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28387 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Febbraio 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno   I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno  Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali.  E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese</h1>
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<p><b>Non è soltanto il caro-energia a pesare sulle tasche degli imprenditori italiani.</b></p>
<p><b>Le condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, poste, utilities, trasporti aerei, autostrade sottraggono al sistema economico una somma pari a 7,8 miliardi di euro all’anno.</b><span id="more-28387"></span></p>
<p><b>L’allarme è stato lanciato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini oggi a Napoli, durante la Convention sul Mezzogiorno.</b></p>
<p><b>I dati illustrati da Guerrini emergono da uno studio realizzato da Confartigianato sull’andamento dei prezzi, dal 2000 al 2004, dei seguenti servizi ancora in regime di monopolio o non completamente liberalizzati: energia elettrica, gas, combustibili liquidi, tariffa rifiuti solidi, acqua potabile, pedaggi autostradali, trasporti aerei, servizi postali, assicurazioni sui mezzi di trasporto, servizi bancari, servizi di bancoposta.</b></p>
<p><b>Nei 4 anni considerati, i prezzi di questi servizi sono aumentati, in media, del 23,4% e hanno generato una maggiore inflazione pari al 12,04%, equivalente ad un maggior tasso inflattivo annuale del 2,88%. </b></p>
<p><b>Le impennate più consistenti riguardano i servizi di bancoposta (i cui costi sono cresciuti del 60,5%, anche se rimangono ben inferiori, in un rapporto di 1 a 6, rispetto ai costi di un conto corrente bancario), i servizi bancari (+ 33,5%) e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+ 31,1%).</b></p>
<p><b>Crescono anche i trasporti aerei (+ 25,1%) e presentano una variazione superiore al  tasso di inflazione la tariffa sui rifiuti solidi urbani (+ 14,9%), i pedaggi autostradali (+14,8%) e le tariffe dell’acqua potabile (+ 13,6%). </b></p>
<p><b>Per quanto riguarda i servizi bancari, Confartigianato rileva una situazione ancor peggiore nel Mezzogiorno dove i costi per l&#8217;accesso al credito sono notevolmente superiori rispetto al Centro Nord. Nel dettaglio, i tassi attivi sui finanziamenti alle imprese presentano uno <i>spread</i> che, nel 2004, per il Sud è di 1,57 punti e per le Isole di 1,59 punti a fine 2004. La situazione è particolarmente critica in Calabria e Puglia, con tassi che superano la media nazionale rispettivamente di 2,19 e 1,99 punti percentuali. Il differenziale dei tassi a sfavore delle imprese meridionali, dopo un periodo di diminuzione, nel 2003 e nel 2004 ha ripreso a crescere.</b></p>
<p><b>La ridotta liberalizzazione genera quindi un effetto moltiplicatore sull’inflazione che, nei settori protetti, è più che doppia rispetto a quella registrata nei settori più esposti alla concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali. </b></p>
<p><b>Se si applica la maggiore inflazione annuale del 2,88% al totale dei ricavi delle imprese operanti nei settori non completamente liberalizzati si ottiene la cifra di 7.817,5 milioni di €.</b></p>
<p><b>“Questa somma – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; rappresenta una vera e propria ‘tassa da scarsa concorrenza’ che incombe su imprese e famiglie e che è pari a più di mezzo punto di PIL (0,6%), al 3,5% del valore aggiunto dell&#8217;industria e al 14,4% del valore aggiunto del comparto manifatturiero con meno di 20 addetti”.</b></p>
<p><b>Un altro elemento di scarsa concorrenzialità emerge dall’andamento in Borsa dei titoli delle utilities. Tra il 1996 e il 2004 l’indice dei titoli del comparto industriale ha raggiunto il valore di 164,2, mentre il settore delle utilities è arrivato a 272,2.</b></p>
<p><b>L’Italia ha il record in Europa per quanto riguarda la spinta inflazionistica generata dai settori protetti.</b></p>
<p><b>Infatti, tra il 2000 e il 2004, i prezzi dei servizi assicurativi e di quelli bancari sono aumentati nel nostro paese rispettivamente del 31,2% e il 38,9%, contro il 14,4% e il 15,1% della media UE 15. Anche nei trasporti aerei la <i>performance</i> in Italia è particolarmente negativa, con una crescita dei prezzi del 25,2%, più del doppio rispetto alla media UE (+11,5%).</b></p>
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		<title>La denuncia di Confartigianato alla Convention sul Mezzogiorno  I settori ‘protetti’ costano all’economia italiana 7,8 miliardi di euro all’anno Uno studio della Confederazione rivela la ‘tassa da scarsa concorrenza’ nei mercati dell’energia, delle utilities, dei servizi bancari, assicurativi, postali. E nel Sud il costo del credito pesa ancora di più sulle imprese - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2006/02/la-denuncia-di-confartigianato-alla-convention-sul-mezzogiorno-i-settori-protetti-costano-alleconomia-italiana-78-miliardi-di-euro-allanno-uno-studio-della-conf/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 16 Nov 2014 15:57:33 +0000</lastBuildDate>
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