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	<title>Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro. Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità. Ma rimane il rischio di truffe”. - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro. Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità. Ma rimane il rischio di truffe”. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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			</item>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131855</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131774</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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