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	<title>Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro. Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità. Ma rimane il rischio di truffe”. - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro. Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità. Ma rimane il rischio di truffe”. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Giornata dell’Europa &#8211; Granelli: “Il futuro dell’Ue sia al fianco delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:43:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Maggio 2026·EUROPA Giornata dell’Europa &#8211; Granelli: “Il futuro dell’Ue sia al fianco delle Pmi” In un 2026 segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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			</item>
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		<title>In vigore decreto per ottenere l&#8217;Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per imprese e territori</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/in-vigore-decreto-per-ottenere-lindicazione-geografica-protetta-dei-prodotti-artigiani-opportunita-strategica-per-imprese-e-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 11:52:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Maggio 2026·MADE IN ITALY In vigore decreto per ottenere l&#8217;Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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		<title>Spirito Artigiano racconta il soft power italiano che seduce il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Maggio 2026·MEDIA Spirito Artigiano racconta il soft power italiano che seduce il mondo Il nuovo numero di Spirito [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il triangolo educativo famiglia-scuola-impresa nel nuovo libro di Francesca Barra &#8220;Il no che vorrei dirti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/il-triangolo-educativo-famiglia-scuola-impresa-nel-nuovo-libro-di-francesca-barra-il-no-che-vorrei-dirti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Barra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Maggio 2026·EVENTI Il triangolo educativo famiglia-scuola-impresa nel nuovo libro di Francesca Barra &#8220;Il no che vorrei dirti&#8221; In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/imprese-e-territori-dei-robot-made-in-italy-162-occupati-nel-settore-in-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ROBOT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 7 Maggio 2026·INNOVAZIONE Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni L’ibridazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/la-buona-contrattazione-al-centro-del-confronto-avviato-con-cgil-cisl-uil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Fumarola]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio landini]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Buonomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Maggio 2026·LAVORO La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil Il 6 maggio a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Maggio 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities  Gli scontri nello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130984</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
</div>
</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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</div>
<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/12/natale-2006-debutta-la-carta-didentita-di-panettoni-e-pandoro-confartigianato-un-passo-avanti-per-difendere-la-qualita-ma-rimane-il-rischio-di-truff/">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27526 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Dicembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Natale 2006 – Debutta la ‘carta d’identità’ di panettoni e pandoro.  Confartigianato: “Un passo avanti per difendere la qualità.  Ma rimane il rischio di truffe”.</h1>
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<p><b>Da quest’anno la qualità di panettoni e pandoro è più sicura. Per la prima volta, possono chiamarsi “panettone” e “pandoro” soltanto i dolci natalizi che rispettano precise regole di produzione.</b><span id="more-27526"></span></p>
<p><b>Lo prevede il Decreto 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole ed entrato in vigore il 29 gennaio 2006, che stabilisce definizione, forma, composizione e processi produttivi di queste specialità. Soltanto i dolci realizzati secondo il disciplinare sancito dal Decreto potranno utilizzare la denominazione riservata “Panettone” e “Pandoro”.</b></p>
<p><b> “Nonostante la nuova normativa rappresenti un passo avanti per difendere i consumatori – spiega Giacomo Deon, Presidente dei Pasticceri di Confartigianato &#8211; il rischio di truffe, trucchi e inganni è sempre in agguato. Infatti, rimane il pericolo che vengano messi in commercio con il nome ‘panettone’ e ‘pandoro’ prodotti che invece non rispettano la nuova legge e che, sempre in base al Decreto, potranno essere venduti con denominazioni alternative quali, ad esempio, ‘dolce di Natale’”. </b></p>
<p><b>Inoltre, Deon invita i consumatori “a diffidare delle vendite sottocosto di panettoni e pandoro. La legge del 2001 che disciplina le vendite sottocosto, infatti, consente la commercializzazione a prezzi ribassati dei prodotti tipici delle festività tradizionali soltanto dopo che è trascorsa la ricorrenza”.</b></p>
<p><b>Occhio anche all’abuso dei termini ‘artigianale’ e ‘produzione propria’. “Il Decreto &#8211; spiega Deon &#8211; fissa i requisiti minimi per realizzare un panettone o un pandoro. Ma non identifica le caratteristiche dei prodotti artigiani. Quindi, per essere certi di acquistare una vera specialità artigiana bisogna innanzitutto rivolgersi a laboratori e negozi di fiducia. Inoltre, attenzione a leggere bene l’etichetta: le percentuali degli ingredienti di panettoni e pandoro artigiani sono in genere superiori rispetto a quelle minime stabilite dalla nuova legge. Quanto ai prezzi, per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg”.</b></p>
<p><b>“Insomma, al di là delle nuove regole-base uguali per tutti i produttori – conclude Deon &#8211; rimane la libertà per i pasticceri artigiani di arricchire la qualità di panettoni e pandoro con la creatività e la fantasia che da sempre li contraddistinguono”.</b></p>
<p><b>Cosa stabilisce la nuova legge</b></p>
<p><b>Confartigianato raccomanda ai consumatori di fare attenzione all’etichetta che rappresenta una obbligatoria e precisa ‘carta di identità’ per avere la certezza di acquistare un vero panettone e un vero pandoro.</b></p>
<p><b>IL PANETTONE</b> &#8211; La denominazione <b>«panettone»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>panettone</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti: farina di frumento</b>; <b>zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p><b>IL PANDORO</b> &#8211; La denominazione <b>«pandoro»</b> è <b>riservata</b> al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.</p>
<p>L&#8217;impasto del <b>pandoro</b> deve contenere i seguenti <b>ingredienti</b>: <b>farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d&#8217;uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.</b></p>
<p>Il produttore può aggiungere anche i seguenti ingredienti: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito fino al limite dell&#8217;1%; zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici;  emulsionanti; acido sorbico; sorbato di potassio.</p>
<p>Accanto alle versioni ‘classiche’ di panettoni e pandoro, il Decreto disciplina le versioni <b>‘speciali e arricchite’</b>, cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che <b>comunque dovranno contenere almeno il 50% dell&#8217;impasto base.</b></p>
<p><b>Inoltre, tutte le variazioni sul tema dovranno essere riportate in etichetta, accanto alla denominazione riservata, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica (ad esempio: “Panettone senza canditi, ricoperto di cioccolato con farcitura alla crema e nocciola”).</b></p>
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